CONIARERIVOLTA Autonomia differenziata, sfruttamento generalizzato

[Coniare rivolta, 18 dicembre 2019]

Con la fine del Governo giallo-verde, sembrava essere caduta nel dimenticatoio la riforma leghista per eccellenza: l’autonomia differenziata. A ben vedere, tuttavia, essa sembra soltanto rinviata. Se, come pare probabile, il prossimo sarà un governo di centrodestra a trazione leghista, si può scommettere che il regionalismo differenziato sarà uno dei primi punti all’ordine del giorno. E non è neanche detto che si debba aspettare il prossimo esecutivo. Nel disperato (e, probabilmente, illusorio) tentativo di conquistare il consenso dell’imprenditoria settentrionale, potrebbe essere lo stesso governo giallo-rosè ad anticipare i tempi di questa sciagurata riforma. D’altro canto, le recenti dichiarazioni del Ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, in base alle quali la bozza di una fantomatica “legge quadro” sarebbe quasi pronta, appaiono come dei tristi presagi. Continua a leggere “CONIARERIVOLTA Autonomia differenziata, sfruttamento generalizzato”

ANTONIO VIGILANTE Facciamo una scuola difficile

[Gli stati Generali, 30 dicembre 2019]

Uno studente che provenga dal ceto proletario si trova ad affrontare difficoltà che per lo studente borghese sono difficili anche da immaginare. La più grande, spesso insormontabile, è la differenza culturale: perché la cultura scolastica è la cultura elaborata nei secoli dal ceto nobiliare e poi da quello borghese, una cultura che esprime una visione del mondo che è diversa, diversissima da quella proletaria; una costellazione di valori altra, nella quale lo studente proletario non è a casa. E si trova di fronte a una scelta dolorosissima: abitare quella nuova casa e diventare un estraneo per il suo ambiente o rifugiarsi nel suo ambiente e disertare la nuova, improbabile casa. Spesso è questa seconda, la sua scelta, ed è tra le cause principali della dispersione scolastica. Continua a leggere “ANTONIO VIGILANTE Facciamo una scuola difficile”

PIERO BEVILACQUA La carenza di fondi non è l’unico handicap della scuola

[Il manifesto, 28 dicembre 2019]

La scuola e l’Università sono gravemente sottofinanziati e vivono in perenne affanno per mancanza di risorse. E su questo punto le destre dovrebbero tacere perché con i tagli lineari del ministro Tremonti, hanno avviato il processo di sistematico ridimensionamento della scuola pubblica e dell’Università. Posso portare la testimonianza personale ricordando che dopo la riforma Gelmini, nel Dipartimento di Storia della Facoltà di Lettere della Sapienza, non disponevamo più neppure di fogli di carta intestata. Ed eravamo costretti a fare uso massiccio di fotocopie per replicare i pochi esemplari rimasti.
Ma la grave carenza di risorse non è l’unico problema. Al ministro Fioramonti rinnoverei l’invito a rimanere che gli ha rivolto Tomaso Montanari Continua a leggere “PIERO BEVILACQUA La carenza di fondi non è l’unico handicap della scuola”

LORENZO FIORAMONTI Un passo indietro e due avanti

Il ministro Fioramonti come ministro è stato furbo, ha reso obbligatorio l’Invalsi per l’esame di Stato ma ha incassato un consenso pressoché unanime per alcuni ritocchi alle prove, ha riempito l’ora di educazione civica di tematiche ecumeniche tranne pensare che l’ora di educazione civica di fatto non esiste, ha intrapreso nobili battaglie (la tassa sulle bevande zuccherine), ha abolito l’odioso bonus per i docenti meritevoli, ha speso una buona parola su qualsiasi tema. E il 23 dicembre ha inviato una letterina al presidente del consiglio con la quale, sulla base di principi politicamente e moralmente ineccepibili, si è dimesso in odore di santità.

La sera del 23 dicembre, ho inviato al Presidente del Consiglio la lettera formale con cui rassegno le dimissioni da Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Mi sono ovviamente messo a completa disposizione per garantire una transizione efficace al vertice del Ministero, nei tempi opportuni per assicurare continuità operativa. Continua a leggere “LORENZO FIORAMONTI Un passo indietro e due avanti”

GIORGIO MONESTAROLO Buona a nulla. La scuola della riforma Renzi-Giannini

Da Nuvole, 10 giugno 2018]

La “buona scuola”, cioè la legge 107/2015, è stata una delle riforme simbolo della breve, ma assai distruttiva, stagione del renzismo. Doveva essere un chiaro successo: assunzioni, investimenti e innovazioni sembravano ottimi slogan per veicolare la legge, conquistare l’opinione pubblica, consolidare la leadership riformatrice del fiorentino in un settore, dal punto di vista elettorale, cruciale per il pd come la scuola. Invece, essa si è rivelata un boomerang, tanto che lo stesso Renzi nel governo fotocopia Gentiloni, dopo la batosta referendaria del 2016, non volle la Giannini al ministero dell’istruzione sostituendola con Veleria Fedeli, passato di sindacalista Cgil, con missione speciale di recupero consensi fra insegnanti e professori.

Prima di soffermarci sulle criticità della “buona scuola” è forse utile ricordare alcuni mutamenti introdotti che non hanno avuto tanta eco nell’opinione pubblica ma che sono importanti. Continua a leggere “GIORGIO MONESTAROLO Buona a nulla. La scuola della riforma Renzi-Giannini”

MARCELLA RAIOLA L’Invalsi è violenza

I maturandi faranno l’Invalsi, altrimenti non accederanno all’esame. Dovranno fare doppio sforzo: studiare per l’esame e addestrarsi per non cadere nelle trappole dei quiz, per genuflettere la mente pluridimensionale alla logica unidirezionale del test, per capire gli umori dell’algoritmo, come lo schiavo che scruta il padrone per vedere se è calmo o adirato. Faranno uno sforzo irrelato, perché se avranno messo bene o male le crocette, nello stesso tempo concesso ai topi che devono trovare l’uscita dal labirinto, non lo sapranno nemmeno, come noi non sapremo chi e con che criteri “tabulerà” le prove per dirci le cose che sappiamo da sempre, e che in parte sono il marcio frutto dell’aziendalizzazione.
Lo saprà il branco di magnaccia che hanno messo il collare alla Scuola e la fanno prostituire per lucrare sul suo stupro continuo.
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GIOVANNI CAROSOTTI Se la Costituzione diventa una cassetta degli attrezzi

[da Roars, 29 ottobre 2019]

La Legge che istituisce un nuovo curricolo di Educazione Civica nelle scuole di ogni ordine e grado, approvata con maggioranza trasversale dal Parlamento, segna una preoccupante continuità delle azioni dei Ministri del MIUR, Fioramonti compreso, tese a squalificare il sapere disciplinare e a dissolverlo in nome del “saper fare”, di una metodologia di fatto sganciata dai contenuti.

Per comprendere la vicenda relativa alla Legge che ha istituito un nuovo curricolo nelle scuole di ogni ordine e grado, quello di Educazione Civica è necessario avere presente il contesto in cui l’azione del ministro Bussetti -ma a nostro parere anche dell’attuale Fioramonti- si è inserita. Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI Se la Costituzione diventa una cassetta degli attrezzi”

MAURO BOARELLI La scuola statale è (ancora) pubblica?

Da Contro l’ideologia del merito, Laterza, Bari 2019, pp. 96-103

Soltanto la scuola offriva a Jacques e a Pierre queste gioie. E, probabilmente, amavano in essa con passione ciò che non trovavano a casa loro, dove povertà e ignoranza rendevano la vita più dura, più tetra, come chiusa in se stessa; la miseria è una fortezza senza ponte levatoio.

Albert Camus dedicò un ampio spazio del romanzo autobiografico Il primo uomo al ricordo dell’esperienza scolastica. Sono davvero molto intense le pagine in cui descrive la gioia che ogni mattina spingeva Jacques (così Camus scelse di chiamare se stesso nel libro) e il suo amico Pierre verso la scuola Continua a leggere “MAURO BOARELLI La scuola statale è (ancora) pubblica?”

ROBERTO CICCARELLI Fioramonti: «Test Invalsi e alternanza obbligatori per la maturità: lo vogliono Pd e Italia Viva»

[il manifesto, 26 ottobre 2019]

Fa discutere la reintroduzione dell’obbligatorietà dei test Invalsi e dell’alternanza scuola lavoro – oggi ribattezzata «Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento» (P-C-T-O) – per accedere all’esame di maturità 2020.

Da Pechino il ministro Fioramonti ha spiegato che, alla base di questa decisione, c’è l’opposizione di una parte della maggioranza al cambiamento della legge. «Mi ero espresso più volte affinché i test Invalsi non fossero obbligatori per l’accesso all’esame di Stato. Purtroppo per fare questo bisognava fare una norma, ma le norme le fa il parlamento. Nonostante il mio impegno il Pd e Italia Viva si sono opposti e quindi i test saranno obbligatori ed entrerà in vigore la legge del 2017» (la «Buona scuola», ndr.). Continua a leggere “ROBERTO CICCARELLI Fioramonti: «Test Invalsi e alternanza obbligatori per la maturità: lo vogliono Pd e Italia Viva»”

GIUSEPPE CALICETI Il marketing scolastico alle prime armi e le sue insidie

[I bambini ci parlano, 16 novembre 2019]

Dal 2008 a oggi nelle scuole pubbliche italiane e nelle università, nonostante si siano succeduti governi diversi, c’è stato un inquietante tratto di continuità: la progressiva riduzione del personale e dei fondi dello Stato. Contemporaneamente, si parla sempre più spesso di scuole migliori e peggiori. Si fanno classifiche. Non è un caso, credo.

Tutto è partito con la famosa autonomia scolastica che, di fatto, ha iniziato a mettere in concorrenza scuole di ogni ordine e grado. La scuola si è cominciata a chiamare scuola azienda, anche se non è proprio come una azienda che produce oggetti. E studenti e loro famiglie clienti. Continua a leggere “GIUSEPPE CALICETI Il marketing scolastico alle prime armi e le sue insidie”