MARCO BELPOLITI Scuola, scrivere a mano fa bene

[«la Repubblica», 9 febbraio 2024]

La calligrafia non viene più insegnata nelle scuole elementari italiane dal 1985. Da obbligatoria è diventata opzionale, così molti docenti non vi si dedicano più. Del resto, tanti bambini entrano in prima sapendo già scrivere o così credono: lo fanno ricorrendo alle maiuscole. Imparare a scrivere non è facile.

Prima dei 5 o 6 anni è raro che un bambino riesca a farlo in modo adeguato, poiché tra l’omero e il pollice ci sono 29 ossa il cui coordinamento è un effetto progressivo dello sviluppo delle attività psico-motorie. Per questo ai piccoli, che in età prescolare impugnano una matita o una penna a sfera per imitare gli adulti, viene più facile la scrittura maiuscola.

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LUCA MALGIOGLIO Dante, Guido da Montefeltro e «le competenze»

[La nostra scuola, 14 novembre 2021]

Nei gironi dell’Inferno dantesco chiamati Malebolge si punisce l’uso perverso dell’intelligenza, dono divino, che si fa strumento del male anziché del bene; ma forse si punisce anche l’illusione dell’autosufficienza e della totale trasparenza dell’intelligenza umana a se stessa, un peccato cioè di presunzione e di superbia. D’altra parte, gli uomini non penserebbero di essere autorizzati a volgere la propria intelligenza a fini malvagi se non se ne se ne credessero padroni e creatori, se non credessero di poter ridurre la realtà alla misura della propria mente. Questa padronanza, nella prospettiva di Dante, è una terribile illusione Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO Dante, Guido da Montefeltro e «le competenze»”

LINDA CAVADINI A cosa serve la letteratura? Note a margine dell’Addio ai monti

[La scuola e noi, 18 marzo 2024]

A che serve la letteratura? Perché io mi ostino a credere che sia sempre più necessaria? Più passa il tempo più mi trovo a non avere una risposta netta e univoca: so quello che vale per me, ma non trovo una spiegazione assoluta e il tutto si complica se penso al suo senso in classe oggi, in un mondo così liquido o orizzontale. Un tempo credevo che proprio la sua inutilità fosse segno di quanto ci fosse necessaria, ma mi rendo conto che è retorica anche questa e certo non una risposta; non mi convince appieno nemmeno chiamare in causa bellezza e piacere perché spesso le due cose arrivano dopo molto tempo e sono frutto di mediazione.  Continua a leggere “LINDA CAVADINI A cosa serve la letteratura? Note a margine dell’Addio ai monti”

JORGE LUIS BORGES L’incontro in un sogno

Da «Nove saggi danteschi»

Superati i cerchi dell’Inferno e le ardue terrazze del Purgatorio, Dante, nel Paradiso terrestre, incontra finalmente Beatrice; Ozanam ritiene che la scena (certo una delle più stupefacenti che la letteratura abbia prodotto) costituisca il nucleo originario della Commedia. È mio proposito riferirla, riassumere cio che dicono gli scoliasti e avanzare qualche osservazione, forse nuova, di carattere psicologico.

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ANDREW KING Sei motivi per cui fa ancora così caldo

Da «The Conversation» (Australia), 6 ottobre 2023

A settembre le temperature globali hanno registrato un balzo da record rispetto al passato. Ci sono diversi motivi, ma il più importante è senza dubbio il cambiamento climatico

In questo momento il mondo è molto caldo. Non solo si registrano temperature senza precedenti, ma i record vengono superati con margini mai visti. A settembre la temperatura media globale è stata 1,7 gradi più alta rispetto all’era preindustriale, un’anomalia di 0,5 gradi maggiore rispetto al record precedente. Quali sono le ragioni?

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GABRIELE CRESCENTE Il peso dell’intelligenza artificiale sull’ambiente

Internazionale, 22 marzo 2024

Il boom dell’intelligenza artificiale ha scatenato accese discussioni sulle sue possibili conseguenze apocalittiche, dalla scomparsa di milioni di posti di lavoro al rischio che le macchine possano sfuggire al controllo degli esseri umani e dominare il pianeta, ma finora relativamente poca attenzione è stata dedicata a un aspetto molto più concreto e immediato: il suo crescente impatto ambientale.

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NUNZIA PALMIERI Leggere «Il sentiero dei nidi di ragno»

[Doppiozero, 11 ottobre 2023]

«Sono figlio di scienziati: mio padre era un agronomo, mia madre una botanica; entrambi professori universitari. Tra i miei familiari solo gli studi scientifici erano in onore; un mio zio materno era un chimico, professore universitario, sposato a una chimica (anzi ho avuto due zii chimici sposati a due zie chimiche); mio fratello è un geologo, professore universitario. Io sono la pecora nera, l’unico letterato della famiglia». Si apre così, con un ritratto di famiglia, uno dei tanti profili biografici che Calvino ha tracciato nel corso della sua vita, presentandosi come uno di quegli errori che la natura commette quando una forma nuova e inedita si affaccia alle soglie del mondo, come uno scarto rispetto alla regola, un’accidentale deviazione di percorso. Continua a leggere “NUNZIA PALMIERI Leggere «Il sentiero dei nidi di ragno»”

DANIELE LO VETERE Il latino per una società meno diseguale

[Post su facebook, 14 ottobre 2023]

Chi, come me, ritiene che il latino possa essere, e in effetti sia, molto utile per la crescita intellettuale, se ovviamente volto alla traduzione e all’esercizio linguistico, non può che essere affranto dal calo costante delle iscrizioni in quelle scuole che il latino ancora lo fanno. (Notizia di questi giorni, ma non è certo una novità).

La ragione di questo mio sentimento è di stretta osservanza democratica.

Senza illudermi, astrattamente, che sia davvero possibile far studiare (nelle attuali condizioni storiche) tutto a tutti gli studenti, credo più pragmaticamente che riuscire a dare un’istruzione di qualità a un po’ più di persone, invece che a un po’ meno, sarebbe un acquisto verso una società meno diseguale.

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MARCO BELPOLITI Elogio dell’attesa nell’era di WhatsApp

«la Repubblica», 30 gennaio 2018

Non sappiamo più attendere. Tutto è diventato istantaneo, in “tempo reale”, come si è cominciato a dire da qualche anno. La parola chiave è: “Simultaneo”. Scrivo una email e attendo la risposta immediata. Se non arriva m’infastidisco: perché non risponde? Lo scambio epistolare in passato era il luogo del tempo differito. Le buste andavano e arrivavano a ritmi lenti. Per non dire poi dei sistemi di messaggi istantanei cui ricorriamo: WhatsApp. Botta e risposta. Eppure tutto intorno a noi sembra segnato dall’attesa: la gestazione, l’adolescenza, l’età adulta. C’è un tempo per ogni cosa, e non è mai un tempo immediato. Continua a leggere “MARCO BELPOLITI Elogio dell’attesa nell’era di WhatsApp”

Il Financial Times si è accorto del nostro «inglese farlocco»

[Il Post, 6 ottobre 2023]

Negli Stati Uniti o nel Regno Unito nessuno capisce cos’è un «self-bar» o un «lifting», o cosa fa una persona in «smart working»

In un articolo uscito questa settimana il Financial Times ha definito “inglese farlocco” – così, in italiano – quelle parole di uso comune nella nostra lingua che sembrano provenire dall’inglese ma che fuori dall’Italia nessuno capisce, perché hanno un significato diverso oppure nemmeno esistono. La giornalista Amy Kazmin ha scritto di quanto sia strano per lei vedere per esempio i distributori automatici di bevande e snack chiamati self-bar, parola ibrida che non esiste in inglese, oppure sentire parlare di pullman (che prende nome dall’imprenditore George Pullman) e autostop, due parole che gli italiani usano sempre, ma i cui veri corrispettivi inglesi sono intercity bus e hitchhiking.

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