DAVIDE TEDESCHI – RICCARDO BESCHI Didattica a distanza: contraddizioni di un modello classista

[L’ordine nuovo, 10 aprile 2020]

Dal 5 marzo in tutta Italia è stata sospesa l’attività didattica in presenza per far fronte all’emergenza Covid-19. La disposizione, attiva inizialmente fino a domenica 15/03/20, è stata poi prolungata, e ad oggi, non si hanno notizie circa un eventuale prolungamento fino alla fine dell’anno scolastico, che sembra inevitabile date le sempre più restrittive misure di distanziamento sociale che si stanno attuando nell’ultimo periodo. Ci preme tuttavia sottolineare che alcuni settori produttivi non essenziali, come i settori della difesa, dell’aerospazio o della telecomunicazione pubblicitaria, siano tuttora attivi in barba ad ogni diritto alla salute dei lavoratori coinvolti. Continua a leggere “DAVIDE TEDESCHI – RICCARDO BESCHI Didattica a distanza: contraddizioni di un modello classista”

Portami via da qui

Quella che state per leggere è la trascrizione di un brano di un collegio docenti telematico in un momento di forte perturbazione audio. Mi scuso se non ho potuto eliminare del tutto le interferenze.

Audiooooo AIUTO è partita la mitraglia non si sente niente c’è un rumore di sottofondo è terribile chiudete i microfoni Concettaaaaa si sente malissimo cosa succede? ogni parola ha un’eco infinito infinito infinito infinito infinito infinito pura fantascienza psichedelica! non si sente nulla la gente è strana non si capisce niente AIUTOOO IL TERREMOTOOO è assordante non si sente nulla voglio annegare in questo mare mare mare mare mare non sento la tua voce solo un rumore infernale mentre ti vengo a cercare io sento un rumore atroce ci sono i lavori della metro c non si sente nulla chiedo scusa io vedo solo l’immagine di un uomo con il cappuccio Continua a leggere “Portami via da qui”

EMANUELA BANDINI La scuola ai tempi del Covid-19

[La letteratura e noi, 7 aprile 2020]

Ammettiamolo, siamo tutti in crisi.

È in crisi chi, come se nulla fosse cambiato, si domanda come poter garantire la “validità” di interrogazioni e verifiche svolte attraverso lo schermo (“e se copiano?”, “e se in casa qualcuno suggerisce?”, “ah, io voglio che inquadrino la scrivania, per controllare che non abbiano libri e appunti!”); ma è in crisi soprattutto chi si domanda quale sia il senso della valutazione, di qualunque tipo di valutazione, nelle attuali condizioni (didattiche, certamente, ma soprattutto sociali, sanitarie, psicologiche, economiche di molte famiglie).

In mezzo al fiorire dei dubbi è stata emanata la Nota ministeriale del 17 marzo, che da più parti è stata letta come una spinta alla valutazione, definita come un «dovere» e una «competenza propria del profilo professionale» per il docente e «un diritto» per lo studente. Continua a leggere “EMANUELA BANDINI La scuola ai tempi del Covid-19”

GIUSEPPE CALICETI Ma la scuola non può vendersi ai giganti del web

[Striscia rossa, 5 maggio 2020]

Per la scuola a distanza, il ministero dell’istruzione ha dato indicazioni agli istituti attraverso circolare protocollata sulle piattaforme da usare. Quali? Colossi statunitensi della tecnologia: Google Suite, Office 365, WeSchool, Amazon. Perché? Per avere garanzie di affidabilità, probabilmente. Ma anche perché esse si sono offerte, almeno per ora, gratuitamente.
Non è una cosa da poco: una istituzione pubblica come la scuola ha utilizzato aziende private senza far certo troppe gare di appalto; multinazionali che, come è dichiarato nei loro statuti, hanno come principale obiettivo non certo la formazione, ma la raccolta di dati e comportamenti da rivendere o da usare per individuare gusti e orientamenti. E come fine ultimo quello di manipolarli in nome dell’aumento del proprio fatturato. Continua a leggere “GIUSEPPE CALICETI Ma la scuola non può vendersi ai giganti del web”

All knots come to a head

I nodi vengono al pettine. Gli scenari non scenari proposti per il rientro non rientro a settembre derivano da una logica apparentemente ferrea: non c’è un euro per la scuola, ragioniamo con quello che abbiamo (ognuno fa il fuoco con la legna che ha, diceva un ministro dell’istruzione). I ragionamenti che scaturiscono da qui sono per forza di cose contorti e inverosimili:  classi dimezzate, lezioni all’aperto, tutorial immagazzinati in una banca dati fruibili da classi parallele. Vi aspettavate che sarebbe stato ridotto il numero di alunni per classe. Ma nemmeno per idea. Chi lavora ai piani alti sta progettando di monetizzare le mancate ripetenze. Meno alunni meno classi. I soldi risparmiati possono essere utilizzati per salvare le aziende che producono videogiochi (l’Oms ha pubblicamente invitato i cittadini in lockdown a impiegare il tempo con i videogiochi. Dice che fanno bene alla salute).

O viceversa. Continua a leggere “All knots come to a head”

LUCIA TOZZI La scuola non è sacrificabile

[Monitor, 14 aprile 2020]

La scuola è stata la prima a chiudere per il Covid-19. Nelle prime regioni colpite il provvedimento è arrivato in due giorni. Bar, ristoranti, luoghi culturali, eventi, negozi, uffici, località turistiche hanno avuto più di due settimane di tregua, dalle conseguenze tragiche, alimentata da enfatici appelli alla resistenza in nome della produttività e del consumo e alla sdrammatizzazione del rischio. Fabbriche e cantieri sono andati avanti ancora più a lungo, e molte aziende (fino al cinquanta per cento) non hanno mai chiuso, comprese quelle di armi, nonostante il pesantissimo regime di clausura e distanziamento fisico imposto alla popolazione.

La prospettiva è incerta, perché i dati e le informazioni che dovrebbero dimostrare l’efficacia o meno di determinate politiche in diversi paesi sono inaffidabili, sospetti. Continua a leggere “LUCIA TOZZI La scuola non è sacrificabile”

LUIGI BALLERINI Il «fattore umano» della scuola

[la Repubblica@scuola, 14 aprile 2020]

Chissà come si divertivano. Titola così un racconto di Isaac Asimov ambientato nel 2157. L’autore immagina un dialogo fra l’undicenne, Margie, e suo fratello Tommy, tredicenne, a casa, mentre aspettano di iniziare le lezioni. Il ragazzo sta sfogliando un libro cartaceo che desta la curiosità della sorella per il fatto di avere parole statiche, così diverso dal loro telelibro che invece contiene migliaia di testi. Tommy è venuto anche a sapere che il loro bisnonno non aveva un robot-maestro a casa, ma che a quell’epoca tutti i ragazzi si radunavano in un posto chiamato scuola. Un posto scomodo che si perdeva tempo per raggiungere e per giunta abitato da imperfetti insegnanti umani che ne sapevano molto meno degli attuali maestri meccanici. La sorellina, nella chiosa del racconto, mentre in sala è alle prese con il robot di matematica è sorpresa da un pensiero: “L’insegnante meccanico faceva lampeggiare sullo schermo: – Quando addizioniamo le frazioni 1/2 + 1/4… Margie stava pensando ai bambini di quei tempi, e a come dovevano amare la scuola. Chissà, stava pensando, come si divertivano!”. Continua a leggere “LUIGI BALLERINI Il «fattore umano» della scuola”

CARLO SCOGNAMIGLIO Didattica a distanza ed equivoci digitali

[MicroMega, 28 aprile 2020]

Oltrepassato il varco temporale e psicologico del primo mese dall’interruzione della didattica in presenza, si predispongono le condizioni per una conclusione inedita dell’anno scolastico, e non si intravede certezza alcuna per il rientro autunnale. E fino alla fine di agosto, sarà improbabile avere notizie fondate. La scuola italiana continua nella modalità a distanza, con uno sforzo non omogeneo nel garantire l’effettiva e non formale validità dell’anno scolastico. Il 26 marzo il Ministero dell’Istruzione si è attivato con un finanziamento di 85 milioni per consentire alle scuole di dotarsi di piattaforme per la didattica a distanza, per formare il personale scolastico e rendere disponibili computer e tablet, da destinare a tutti quegli studenti che, come emerso dal monitoraggio effettuato dalle scuole, ne risultavano sprovvisti. Continua a leggere “CARLO SCOGNAMIGLIO Didattica a distanza ed equivoci digitali”

RAFFAELE IOSA Allons enfants. Bon retour à l’école

[post su facebook, 11 maggio 2020]

Con determinazione coraggiosa e con pratiche di «accomodamento ragionevole» la scuola francese restituisce oggi 11 maggio gradualmente la scuola ai suoi bambini e ragazzi, con 300.000 alunni delle materne ed elementari, prevedendo in tre settimane il rientro successivo dei collegès e dei licèes. Esprimo simpatia ed ammirazione per questa scelta. La seguiremo in Italia nella sua evoluzione e negli esiti come una buona pratica civica e pedagogica.

Così, in poche parole, nello stile (se si vuole) retorico francese questa volta meritevole di lettura, il ministro dell’Istruzione Blanquet spiega, il 4 maggio scorso, le ragioni della riapertura delle scuole. Sarà retorico, ma preciso e forte.

“….La Scuola della Repubblica è il bene comune della Nazione e di tutti i suoi figli. Il confinamento imposto dalle circostanze di salute rivela più che mai l’importanza del legame concreto tra lo studente e l’insegnante. Continua a leggere “RAFFAELE IOSA Allons enfants. Bon retour à l’école”

FRANCESCO MASALA Frammenti di un discorso scolastico

[La bottega del Barbieri, 5 maggio 2020]

1 – Le parole della Ministro della Scuola confondono gli studenti (e non solo) 

“Voglio rassicurare i genitori e i ragazzi: il rischio che gli studenti possano perdere l’anno scolastico non c’è”, scrive su facebook la ministra della scuola Azzolina a fine febbraio (qui)

“anche se tutti saranno promossi, ci saranno anche le insufficienze, i 5 e i 4”, dice in un’intervista la ministra della scuola Azzolina a metà aprile (qui)

“per tutti è garantito il passaggio alla classe successiva, ma poi a settembre per chi ha conseguito valutazioni non sufficienti la strada sarà impervia”. dice la ministra della scuola Lucia Azzolina a fine aprile, rivolgendosi agli studenti durante una diretta in un sito internet (qui)

La ministra ha creato i promossi ope Covid-19 Continua a leggere “FRANCESCO MASALA Frammenti di un discorso scolastico”