DANTE Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io

Dalle «Rime»

L’amicizia è l’elemento patetico definitorio di Stil Novo.
Gianfranco Contini, Introduzione alle Rime di Dante

Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io
fossimo presi per incantamento,
e messi in un vasel, ch’ad ogni vento
per mare andasse al voler vostro e mio,

sì che fortuna od altro tempo rio
non ci potesse dare impedimento,
anzi, vivendo sempre in un talento,
di stare insieme crescesse ’l disio.

E monna Vanna e monna Lagia poi
con quella ch’è sul numer de le trenta
con noi ponesse il buono incantatore: Continua a leggere “DANTE Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed io”

GIOVANNI BOCCACCIO Chichibio e la gru

Dal «Decameron», VI giornata

Chichibio, cuoco di Currado Gianfigliazzi, con una presta parola a sua salute l’ira di Currado volge in riso e sé campa dalla mala ventura minacciatagli da Currado.

Tacevasi giá la Lauretta e da tutti era stata sommamente commendata la Nonna, quando la reina a Neifile impose che seguitasse; la qual disse:
Quantunque il pronto ingegno, amorose donne, spesso parole presti ed utili e belle, secondo gli accidenti, a’ dicitori, la fortuna ancora, alcuna volta aiutatrice de’ paurosi, sopra la lor lingua subitamente di quelle pone che mai, ad animo riposato, per lo dicitore si sarebber sapute trovare Continua a leggere “GIOVANNI BOCCACCIO Chichibio e la gru”

DANIELE LO VETERE Liberare l’insegnamento dall’apprendimento. Riflessioni politiche e pedagogiche intorno a un libro importante (su «Riscoprire l’insegnamento» di Gert J. J. Biesta)

[Da Le parole e le cose, 25 luglio 2022]

Gert J. J. Biesta è un importante filosofo dell’educazione, prima d’oggi mai tradotto nel nostro paese.[i] La pubblicazione di Riscoprire l’insegnamento (Raffaello Cortina Editore, 2022, pp. 153), per la cura di Francesco Cappa e Paolo Landri, mette a disposizione dei lettori italiani un pensiero pedagogico di grande interesse e sicura attualità, che merita ben più di una semplice recensione: direi l’avvio di una riflessione collettiva. È Biesta stesso che ci invita a una ricezione operosa: «Quelle esposte in questo libro non sono solo idee su cui riflettere […] ma forse, prima di tutto, idee con cui pensare» (pp. 4-5, corsivi originali). L’obiettivo del filosofo è rivalutare l’insegnamento e gli insegnanti, per una decisa correzione di quella che chiama «learnification dell’istruzione».

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Contaminazione

In critica letteraria, la fusione di elementi provenienti da opere, generi o linguaggi comunicativi diversi. In questo uso, l’idea della mescolanza di elementi eterogenei ha un significato positivo, poiché il suo risultato è la creazione di un prodotto artistico nuovo e originale. Nell’uso comune, tuttavia, veicola generalmente un significato negativo, sinonimo di «inquinare., «infettare», che deriva dall’idea che il contatto tra elementi di provenienze diverse porti a perdere le qualità originarie degli elementi stessi.

Da Conte – Pianezzola, «La Bella Scola. Corso di letteratura latina»

BERTOLT BRECHT L’analfabeta politico

Il peggiore analfabeta
è l’analfabeta politico.
Egli non sente, non parla,
né s’importa degli avvenimenti politici.

Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina,
dell’affitto, delle scarpe e delle medicine
dipendono dalle decisioni politiche.

L’analfabeta politico è così somaro
che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.

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GIOVANNI VERGA La morte di Gesualdo

Da «Mastro-don Gesualdo», parte IV, cap. 5

Un nuvolo gli calò sulla faccia e vi rimase. Una specie di rancore, qualcosa che gli faceva tremare le mani e la voce, e trapelava dagli occhi socchiusi. Fece segno al genero di fermarsi; lo chiamò dinanzi al letto, a quattr’occhi, da solo a solo.
— Finalmente… questo notaro… verrà, sì o no? Devo far testamento… Ho degli scrupoli di coscienza… Sissignore!… Sono il padrone, sì o no?… Ah… ah… stai ad ascoltare anche tu?…
Isabella andò a buttarsi ginocchioni ai piedi del letto, col viso fra le materasse, singhiozzando e disperandosi. Il genero lo chetava dall’altra parte Continua a leggere “GIOVANNI VERGA La morte di Gesualdo”

DAVID BOWIE Lettera a Hermione

Da «Space Oddity» (1969)

La mano che ha scritto questa lettera
Pulisce il cuscino.
Così appoggiaci la testa
e leggi un sogno custodito
Non mi interessi che te
La mia anima si lacera per combattere il dolore
Penso che forse anche tu ti senta così,
Cosa possiamo fare?
Non sono sicuro di cosa dovremmo fare.
È per questo che ho scritto proprio per te. Continua a leggere “DAVID BOWIE Lettera a Hermione”

ROBERTO FINELLI Una scuola del «ri/conoscere»

Da «Filosofia e tecnologia»

La scuola del civis, nel condurre dal narcisismo primario alla communitas, trovava non a caso nel sapere storico la sua chiave di volta. La storia infatti per definizione deindividualizza e ci consegna a un percorso collettivo: un percorso fatto di evoluzione e di confronti tra tipologie diverse di società e di relazioni umane, di attitudini esistenziali e atteggiamenti vari nei confronti del mondo, di diverse filosofie e religioni, di diverse letterature e mitologie […] La storia ci globalizza, allarga la nostra visione a essere kantianamente membri di quel valore supremo che è il genere umano […].

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Peste

Alla peste risponde l’ordine. La sua funzione è di risolvere tutte le confusioni: quella della malattia, che si trasmette quando i corpi si mescolano; quella del male che si moltiplica quando la paura e la morte cancellano gli interdetti. Esso prescrive a ciascuno il suo posto, a ciascuno il suo corpo, a ciascuno la sua malattia e la sua morte, a ciascuno il suo bene per effetto di un potere onnipresente e onnisciente che si suddivide, lui stesso, in modo regolare e ininterrotto fino alla determinazione finale dell’individuo, di ciò che lo caratterizza, di ciò che gli appartiene, di ciò che gli accade.
Michel Foucault, Alla peste risponde l’ordine, da Sorvegliare e punire

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