Politica

La politica non è che l’arte di restare al potere.
Frédéric Gros, Disobbedire

Sapete ch’io abomino la politica, perché credo, anzi vedo, che gli individui sono infelici sotto ogni forma di governo; colpa della natura che ha fatti gli uomini all’infelicità; e rido della felicità delle masse, perché il mio piccolo cervello non concepisce una massa felice, composta di individui non felici.
Giacomo Leopardi, Epistolario, II, pp. 1851-2 Continua a leggere “Politica”

RENATA PULEO La buona alternanza: una contraddizione in termini

Come abbiamo già avuto modo di scrivere, le forme assunte dall’ASL in tante scuole italiane dimostrano come tali pratiche costituiscano il nervo scoperto della legge La Buona Scuola. Soprattutto, nella composizione linguistica e ideologica fra lavoro e scuola, esse vanno a fare da perno fra l’idea di lavoro veicolata dalla famigerata Jobs Act e la “riforma epocale” (sic, dalla viva voce di Renzi) del sistema scolastico. L’asse su cui ruota tale nefasta congiunzione è la parola “competenze” presa nell’imbuto della loro “comprovata certificazione”. Parola, femminile-plurale, definita (non una definizione in senso euristico, epistemologico), nei documenti del MIUR, dell’INVALSI, nei testi delle Raccomandazioni Europee, come manifestazione di autonomia e responsabilità da applicare nei contesti di studio, essa converge verso la misura dell’adattamento all’ambiente. Continua a leggere “RENATA PULEO La buona alternanza: una contraddizione in termini”

GIOVANNI CAROSOTTI La Buona Scuola. Un discorso chiuso?

Casa della cultura, 17 novembre 2017

Il vissuto di molti insegnanti, di questi tempi, fa esperienza di una duplice e conflittuale disposizione spirituale; una volontà di contrastare le innovazioni didattiche che in misura sempre più rapida vengono imposte dalla autorità ministeriali, ma anche la tentazione di arrendersi, rassegnandosi sgomenti a una trasformazione che appare ai più con i tratti evidenti della “deculturizzazione”(1) . Diffusa è peraltro la consapevolezza di trovarsi in una fase decisiva, forse l’ultima, per auspicare un’inversione di tendenza; fase che coincide con delicati momenti della vita politica nazionale ed internazionale. Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI La Buona Scuola. Un discorso chiuso?”

Superuomo

È singolare come quasi sempre alla dottrina del superuomo si siano votati individui scarsi, tra i meno dotati sotto ogni profilo, di intelletto mediocre, poco virili e ancor meno coraggiosi o, quasi, si direbbe, per usare le loro categorie, dei sottouomini. È una caratteristica del secolo scorso aver prodotto in tanti uomini meschini una tale smania di rendersi almeno un poco notevoli attraverso il male. Prima, il male poteva avere una sua magnificenza, incarnandosi in personaggi monumentali, poi si è sbriciolato in una poltiglia di sadismo diffuso e impiegatizio, da torturatore di routine, da mostro o serial killer piccolo-borghese che esercita la sua capacità di oppressione su obiettivi sempre indifesi, alla portata, da terrorizzare e uccidere col minimo sforzo.

Edoardo Albinati, La scuola cattolica

ALBERTO ASOR ROSA La scuola nelle mani dei barbari

la Repubblica, 26 agosto 2017

È INFATTI ufficiale che con l’anno scolastico prossimo inizierà la sperimentazione per ridurre gli anni delle scuole medie superiori italiane da cinque a quattro. È la riprova che siamo nelle mani dei barbari. Anzi, più esattamente, di barbari incolti.

Siccome nessuno può persuadere qualcuno che sia possibile studiare meglio la stessa mole di contenuti ed esperienze scientifico- disciplinari in un tempo più breve, restano tre motivazioni, abbondantemente propagandate, e cioè: 1. La minore spesa d’investimento; 2. Il più rapido avvio dei giovani al mercato del lavoro; 3. Il cosiddetto “allineamento” all’Europa. Continua a leggere “ALBERTO ASOR ROSA La scuola nelle mani dei barbari”

Verità (per Giulio)

Ringrazio in questa occasione tutti i gruppi per l’attenzione costante che hanno riservato a queste tematiche, soprattutto per aver assunto un atteggiamento responsabile. Un atteggiamento reso coeso dalla profonda condivisione dell’obiettivo di fondo che unisce tutti noi, ossia giungere alla verità sulle circostanze che hanno condotto alla morte di Giulio Regeni: una verità vera e non di comodo che identifichi i responsabili.
Angelino Alfano, audizione sui rapporti tra l’Italia e l’Egitto alle commissioni riunite di Camera e Senato, 3 settembre 2017

Ci fermeremo solo davanti a una verità vera, non una verità di comodo.
Matteo Renzi a Chicago risponde ai genitori di Giulio Regeni, 30 marzo 2016

Lettera ai giornalisti da una Quinta del Virgilio

Noi tutti. Il sito della comunità del Liceo Statale Virgilio di Roma, 23 novembre 2017

Cari giornalisti,
più di 1000 sono i giorni che abbiamo vissuto al Virgilio. Innumerevoli sono le ore passate sui banchi di questa scuola che tanto ci ha insegnato e tanto ancora ci insegna. Conosciamo queste mura, questi corridoi, questo cortile che ora voi, dall’alto della vostra posizione, criticate.
Nessuna scuola è perfetta, pubblica o privata, del centro o di periferia che sia. C’è sempre qualcosa, ogni anno, che rompe l’equilibrio agognato proposto dalla comunità scolastica all’inizio di settembre. Continua a leggere “Lettera ai giornalisti da una Quinta del Virgilio”

UBIK Nella storia del Virgilio, noi stiamo dalla parte del «mostro»

[DinamoPress, 23 novembre 2017]

Potremmo fare un ‘factchecking’ di tutte le idiozie scritte e lette in giro sul Virgilio, uno dei licei del centro di Roma diventato in una manciata di giorni postribolo di perdizione, casamatta degli irriducibili violenti di estrema sinistra, centrale della droga, territorio di un clan mafioso. Ricostruire minuziosamente come è iniziata e andata avanti la vicenda, sezionarla e smontarla pezzo per pezzo, ridicolizzare i giornalisti e gli opinionisti. Ma servirebbe davvero a qualcosa? Forse no, tanto la girandola è partita e la ‘non notizia’ sarà spremuta fino all’ultima goccia di niente e fino all’ultimo boccone di luogo comune trito e ritrito. Continua a leggere “UBIK Nella storia del Virgilio, noi stiamo dalla parte del «mostro»”

ROBERTO CALOGIURI Del carcere e della scuola. Perché l’insegnante è tra gli esseri umani più odiati

Limonate, 9 giugno 2015

Carceri, ospedali e scuole hanno qualcosa in comune. Forse è per questo che l’insegnante accusa le conseguenze di un’identificazione che ha molte scomodità e nessun vantaggio.

Le istituzioni di cui sopra in comune hanno almeno un aspetto fondamentale: in ognuno di questi luoghi si entra malvolentieri e si è contenti quando si esce. Con gradazioni di intensità variabile e con sfumature di sentimento variamente distribuite.

Questo, ovviamente, per le persone sane di mente, per quelle che non accusano disturbi della personalità, nevrosi o manie sadomasochiste. Continua a leggere “ROBERTO CALOGIURI Del carcere e della scuola. Perché l’insegnante è tra gli esseri umani più odiati”

Libertà (di espressione)

Le vittorie nel campo della libertà di parola si ottengono spesso difendendo le opinioni più abiette e abominevoli […]. In merito alla libertà di parola, sono possibili solo due posizioni: o la si difende sempre, anche quando riguarda opinioni detestabili, oppure la si rigetta, adottando il modello stalinista/fascista.
Noam Chomsky, Contenere la minaccia della democrazia

L’uomo non fa quasi mai uso delle libertà che ha, come per esempio della libertà di pensiero; pretende invece come compenso la libertà di parola.
Sören Kierkegaard

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