Tortura

Un uomo non può chiamarsi reo prima della sentenza del giudice […]. O il delitto è certo o incerto; se certo, non gli conviene altra pena che la stabilita dalle leggi, ed inutili sono i tormenti, perché inutile è la confessione del reo; se è incerto, e’ non devesi tormentare un innocente, perché tale è secondo le leggi un uomo i di cui delitti non sono provati. Ma io aggiungo di più, ch’egli è un voler confondere tutt’i rapporti l’esigere che un uomo sia nello stesso tempo accusatore ed accusato, che il dolore divenga il crociuolo della verità […]. Questo è il mezzo sicuro di assolvere i robusti scellerati e di condannare i deboli innocenti.
Cesare Beccaria, Dei delitti e delle pene, 16

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EMANUELA BANDINI La trottola che non gira più. Quale idea di letteratura nella tipologia A del nuovo Esame di Stato

[La letteratura e noi. 18 febbraio 2019]

Partiamo da un dato di fatto: ogni modifica, anche minima, dell’esame conclusivo di un ciclo scolastico ha un impatto, sulla didattica delle discipline, molto maggiore di qualunque innovazione nelle linee programmatiche e di indirizzo emanate a livello istituzionale (siano esse Indicazioni nazionali, programmi, profili in uscita, quadri di competenze o altro).

Non a caso, la riforma dell’Esame di Stato del 1998, che introdusse la tipologia dell’Analisi del testo in sostituzione del tradizionale “tema di letteratura”, fu il punto di arrivo di un percorso che, in un contesto scolastico informato da oltre sessant’anni di storicismo pseudo-gentiliano, portò finalmente il testo letterario a prendere il posto della storia letteraria al centro della pratica didattica Continua a leggere “EMANUELA BANDINI La trottola che non gira più. Quale idea di letteratura nella tipologia A del nuovo Esame di Stato”

Reddito (di cittadinanza)

L’introduzione del cosiddetto reddito di cittadinanza è una buona notizia. L’Italia è uno dei paesi europei con maggiore di uguaglianza e minore spesa sociale per contrastare la povertà […].

Ma le critiche fioccano: è una manovra elettorale, accelerata a rischio di grandi inciampi amministrativi in vista delle europee; è un disincentivo al lavoro o un incentivo al lavoro nero; lascia fuori le famiglie più bisognose; l’assegno è troppo alto; i centri per l’impiego sono inefficienti; è un ricatto; è un aiuto alle aziende più che ai poveri. Critiche più o meno fondate […]. Ma che non centrano il punto più importante: chi lo paga, il reddito di cittadinanza?

Nella manovra italiana, apparentemente, non lo paga nessuno. Ci si affida all’aumento del debito Continua a leggere “Reddito (di cittadinanza)”

Il diritto del mare

Scheda da «Internazionale» e «Il Post», a cura di Mariacristina Faraglia

Cosa dicono le leggi nazionali e le convenzioni internazionali?
L’articolo 2 della Costituzione italiana disciplina che: “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”.

L’articolo 1113 del Codice della navigazione prevede la reclusione da un anno a tre anni per chiunque “omette di cooperare con i mezzi dei quali dispone al soccorso di una nave, di un galleggiante, di un aeromobile o di una persona in pericolo”. Gli fa eco l’articolo 1158 del medesimo codice, che però prevede pene di reclusione fino a 8 anni laddove una delle persone a cui non si è prestato soccorso dovesse decedere.

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REDAZIONE ROARS Lettera aperta sui nuovi esami di Stato

[Roars, 15 febbraio 2019]

Gli estensori di questa Lettera Aperta, insegnanti e rappresentanti di un foltissimo numero di docenti e cittadini – riuniti in associazioni, sigle sindacali, movimenti, gruppi di studio – firmatari di un Appello per la scuola pubblica (dicembre 2017) esprimono la loro posizione nei confronti dell’attuale riforma dell’esame di Stato firmata dal Ministro Bussetti, ancora una volta in perfetta continuità con i suoi predecessori.

All’articolo 22 del Contratto per il Governo del cambiamento, esplicitamente dedicato alla scuola, leggiamo testualmente: «In questi anni le riforme che hanno coinvolto il mondo della scuola si sono mostrate insufficienti e spesso inadeguate, come la c.d. “Buona Scuola”, ed è per questo che intendiamo superarle con urgenza per consentire un necessario cambio di rotta». Continua a leggere “REDAZIONE ROARS Lettera aperta sui nuovi esami di Stato”

MONI OVADIA Da Salvini equiparazioni perniciose

[«il manifesto», 12 febbraio 2019]

L’Italia è un paese ammorbato da molteplici retoriche, da un tasso patologico di falsa coscienza e per converso da un livello bassissimo di onestà intellettuale e di senso della memoria. Per questo è estremamente impervio affrontare il tema delle foibe senza intossicazioni ideologiche strumentali. Personalmente non ho la pretesa di farlo in modo obiettivo, ma spero di mantenere un ragionevole equilibrio. Io considero ogni violenza perpetrata deliberatamente contro un essere umano innocente un crimine ingiustificabile. Anche in tempo di guerra. Ritengo che un colpevole e persino un grande criminale non possano essere puniti senza un giusto processo, sono contrario alla pena di morte, che nessun tribunale dovrebbe avere il diritto di comminare neppure al più feroce dei carnefici.

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SALVATORE PRINZI Lettera di un insegnante precario al ministro Bussetti

Caro Ministro dell’Istruzione Bussetti,
chi ti scrive è un insegnante e ricercatore precario, uno che tutti i giorni si “impegna forte”, come ti piace dire. Ieri sei venuto ad Afragola, dove nelle ultime settimane sono esplose le bombe della camorra, e non abbiamo sentito una parola su quanto la Scuola sia importante nel contrasto alle mafie, o su come lo Stato debba garantire quel primo articolo della Costituzione che parla di lavoro, principale antidoto alle mafie. In compenso hai detto che non c’è bisogno di “investimenti” – che, ti ricordo, non sono un tuo regalo: si tratta di soldi pubblici che noi cittadini versiamo con le tasse – e c’è invece bisogno, secondo te, che ieri sembravi piuttosto Ministro della Padania, che noi primitivi meridionali ci diamo da fare, lavoriamo duro, facciamo sacrifici.

Caro Ministro, sono decenni che facciamo i sacrifici. Sono decenni che quelli che tu dovresti rappresentare – gli insegnanti, i ricercatori – fanno sacrifici Continua a leggere “SALVATORE PRINZI Lettera di un insegnante precario al ministro Bussetti”

Amaldi senza frontiere: il Liceo di Tor Bella Monaca prende parola sui migranti

[Roma Levante, 4 febbraio 2019]

Un’altra settimana di fatica è quasi giunta al termine, venerdì 25 gennaio, quando un gruppetto di professori dell’Istituto d’istruzione superiore Edoardo Amaldi di Tor Bella Monaca innesca un processo interno informale di dibattito sui migranti, che nell’arco di due giorni diviene un appello virale. E oggi, a distanza di una settimana, tutta l’Italia ne parla. Siamo andati al Liceo di Via Parasacchi per incontrare alcuni professori che hanno animato lo “sciopero alla rovescia” per farci spiegare da quali esigenze e riflessioni ha preso le mosse questa iniziativa.

Gli estranei non esistono. Esistono solo versioni di noi stessi: molte non le abbiamo accolte, dalla maggior parte cerchiamo di proteggerci. Perché l’estraneo non è straniero, è lì per caso Continua a leggere “Amaldi senza frontiere: il Liceo di Tor Bella Monaca prende parola sui migranti”

Cellulare (epidermico)

La prossimità col device aumenta inevitabilmente e si pensa di attaccarlo al corpo, tatuandoselo addosso, incorporando il modem, magari alimentandolo con gli zuccheri metabolizzati dal fegato. E da nanotecnologo posso dire che il cellulare epidermico può arrivare entro i prossimi decenni.

Roberto Cingolani

Confronto

Bologna. 60 docenti del Liceo Copernico hanno risposto all’appello del liceo Amaldi di Roma e faranno lezione per spiegare cosa accade sui migranti. Scrivono, tra l’altro: «La considerazione che il Mediterraneo sia tornato a essere una barriera fra civiltà e sia diventato il grande cimitero di chi è senza speranza costringe a ripensare i temi e i motivi della nostra stessa storia. Siamo convinti che in questo contesto non sia possibile per noi docenti far finta di niente e continuare a ignorare nella nostra attività didattica i fatti che si muovono intorno a noi, perché una scuola che non riesce a facilitare la comprensione e la rielaborazione di quello che accade al di fuori non svolge la propria funzione».  L’iniziativa non è piaciuta alla senatrice leghista Lucia Bergonzoni. Dice che vuole insegnare agli insegnanti cosa sta facendo il governo riguardo ai migranti Continua a leggere “Confronto”