GIOVANNI COGLIANDRO – CARLO SCOGNAMIGLIO I sistemi educativi devono essere inclusivi o meritocratici?

[MicroMega, 26 luglio 2022]

Il nostro sistema educativo ha introdotto fin dal 2007 un modello per la valorizzazione dei successi scolastici, con la costituzione di un apposito albo delle eccellenze, prevedendo anche incentivi economici per una parte degli studenti più meritevoli (a prescindere dall’estrazione sociale). Il nuovo Decreto Legge 79, sull’onda lunga di una vocazione mai sopita, fatta di tentativi per introdurre una gerarchizzazione all’interno del corpo docente, e articolata su un’idea di valorizzazione del merito, introduce dei veri propri premi economici, da conseguire attraverso percorsi di formazione professionale congiunti a prove selettive (l’incentivo, infatti, non sarà riconosciuto a tutti coloro che avranno partecipato ai corsi d’aggiornamento, bensì soltanto ai più “meritevoli”). Continua a leggere “GIOVANNI COGLIANDRO – CARLO SCOGNAMIGLIO I sistemi educativi devono essere inclusivi o meritocratici?”

Programma

Poiché il Pd ha deciso molto improvvidamente ma compulsivamente di mettere la scuola nella propria agenda elettorale (non costa niente e si fa sempre bella figura) ma non ha fortunatamente specificato cosa intende fare mi permetto di suggerire alcuni semplici punti, anche perché si eviti di perdere l’eredità del lavoro già intrapreso dal ministro Patrizio Bianchi:
1) banchi monoposto a rotelle. Con motore elettrico. Ecologico

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DANIELE LO VETERE Concita De Gregorio e mio nonno

[Il presente e noi, 24 luglio 2022]

Anch’io sono indignato dalla frase di Concita De Gregorio su Draghi e l’alberghiero di Massa Lubrense, ma non sono sicuro di essere indignato proprio nello stesso modo e per le stesse ragioni di molti altri. Voglio dire che forse dovremmo concentrarci di più sul primo termine di paragone, Draghi leader tra i miserabili, non solo sul secondo, il professore di Harvard all’alberghiero. Continua a leggere “DANIELE LO VETERE Concita De Gregorio e mio nonno”

Italia tradita

Mi sarebbe piaciuto leggere sulla prima pagina di un giornale «Italia tradita» quando, alla faccia di un milione di persone che riempirono le piazze nel maggio 2015, il sempreverde Matteo Renzi infilò in un maxiemendamento una cosa come 212 commi e fece approvare la Buona Scuola.

KATIA TROMBETTA Quel che resta dell’anno

[La scuola e noi, 4 luglio 2022]

Alla fine è finito. Un anno scolastico percepito come dieci. L’anno scolastico forse più strampalato e surreale della storia repubblicana volge al termine. E fino all’ultimo si è imposto con il suo carico di snervanti imprevisti, e anche di plateali idiozie. Mentre sono ancora in corso gli esami di maturità e si archiviano gli esami della secondaria di primo grado, anche la storia dell’ultimo mese si è già caratterizzata per un accumulo di circostanze e casualità che prese singolarmente avrebbero rappresentato da sole un’eccezione in qualsiasi altro anno.

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DOCENTI DEL LICEO COPERNICO DI BOLOGNA Degna-mente per la scuola

Petizione · DEGNA-MENTE PER LA SCUOLA · Change.org

Noi docenti della scuola della Repubblica italiana prendiamo ancora una volta la parola per dichiarare il nostro totale dissenso nei confronti del DL 36/22, appena convertito in legge (79/22) e della politica scolastica, della visione stessa della scuola, nella quale il provvedimento si inquadra.

Una forte criticità del decreto, che modifica il percorso iniziale a carico dell’aspirante futuro insegnante rendendolo notevolmente oneroso a fronte di esiti incerti e accidentati, si annida nella cosiddetta “formazione” dei docenti: il decreto istituisce attività “volontarie” per i docenti già in ruolo e obbligatorie per i neoimmessi, da svolgere in cicli triennali Continua a leggere “DOCENTI DEL LICEO COPERNICO DI BOLOGNA Degna-mente per la scuola”

Napoleone

Io fui il più grande di tutti i sovrani d’Europa. Le più grandi case regnanti desideravano ardentemente allearsi con me. Ho dominato da signore in quasi tutte le capitali d’Europa. Ho creato dei re.
Napoleone Bonaparte

Perché, ditemi, a Napoleone finì col girare la testa, quando fu salito troppo in alto? I difensori della vecchia dinastia lo attribuivano al fatto che Napoleone non soltanto non apparteneva a una casa regnante, ma non era nemmeno un gentilhomme di buona razza; e perciò, naturalmente, alla fine si sbigottì dell’altezza a cui era giunto e si ricordò di quello che era il suo vero posto.
Da Fëdor Dostoevskij, Il sogno dello zio

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LUISA MIRONE Un buon testo non fa una traccia

Da «La scuola e noi», 30 giugno 2022

L’aspetto dominante, nel “dibattito sulle tracce” che accompagna tutti gli anni l’esame di Stato – e che si è riproposto anche quest’anno, dopo la sosta forzata dovuta alla pandemia –, è sempre quello sui testi di riferimento. Certamente la proposta di un testo non è asettica. Proporre un racconto, così come un problema sociale, un evento storico, un qualsiasi tema in luogo di altri implica una scelta di campo, l’indicazione decisa di questioni ritenute più urgenti o necessarie o utili. Quindi non diremo che l’una vale l’altra, perché non è così.

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STEFANO ROSSETTI Sulle tracce dei giovani

Da «La scuola e noi», 30 giugno 2022

Il giudizio sulla “bellezza” o “bruttezza” delle tracce di Italiano all’esame di Stato è molto soggettivo. Così come sulla loro “vicinanza” al sentire e alla cultura di chi termina il suo ciclo di studi. Tuttavia, è innegabile che queste tracce assumano un valore particolare, per certi versi simbolico. Ѐ come se la Scuola – istituzione e comunità -, per mano di chi le ha ideate e scritte, disegnasse l’immagine ideale del patrimonio culturale che si aspetta di aver contribuito a costruire al termine del percorso formativo: quali conoscenze, quali abilità, quali processi critici e argomentativi fondati su di esse. Continua a leggere “STEFANO ROSSETTI Sulle tracce dei giovani”

GIUSEPPE PARINI Quinci io debbo co’ precetti miei te ad alte imprese ammaestrar cantando

Dal «Giorno. Il Mattino». vv. 1-124

Sorge il Mattino in compagnia dell’Alba
innanzi al Sol che di poi grande appare
su l’estremo orizzonte a render lieti
gli animali e le piante e i campi e l’onde.
Allora il buon villan sorge dal caro
letto cui la fedel sposa, e i minori
suoi figlioletti intepidìr la notte;
poi sul dorso recando i sacri arnesi1
che prima ritrovàr Cerere, e Pale,
va col bue lento innanzi al campo, e scuote Continua a leggere “GIUSEPPE PARINI Quinci io debbo co’ precetti miei te ad alte imprese ammaestrar cantando”