CARLO SCOGNAMIGLIO Stato e Chiesa (Lezioni sulla Costituzione 8)

[MicroMega, 30 gennaio 2020]

Tra i temi più delicati nel dibattito intorno al testo costituzionale vi è certamente quello relativo alla regolamentazione dei rapporti tra Stato e Chiesa. La questione ha alle spalle un lungo conflitto non solo politico e militare, ma anche filosofico.

Nel mondo occidentale l’equilibrio tra autorità politica e autorità religiosa è maturato in modo assai contorto, e forse si è sedimentato nella coscienza collettiva trascinando con sé gran parte della propria ambiguità. La costituzione non lineare di una complementarità tra potere politico e potere religioso, a partire da Carlo Magno e fino al XVIII secolo, ha fatto sì che la storia europea sia leggibile e interpretabile quasi esclusivamente attraverso la lente della lotta tra il temporale e lo spirituale, tra i guelfi e i ghibellini. Continua a leggere “CARLO SCOGNAMIGLIO Stato e Chiesa (Lezioni sulla Costituzione 8)”

Outside the dawn is breaking but inside in the dark I’m aching to be free

La stampa internazionale ci informa che in Germania le scuole riapriranno gradualmente dal 4 maggio: «la chiusura fa crescere le disparità sociali» scrive lo Spiegel. Classi di 15 studenti al massimo potrebbero riprendere le lezioni di tedesco e matematica. In Francia dall’11 maggio asili e scuole, chiuse da metà marzo riapriranno gradualmente. Scelta dettata da preoccupazione per le ricadute morali, psicologiche ed educative della chiusura e delle disparità sempre maggiori tra gli alunni. Come ormai risaputo, in Italia non si tornerà a scuola prima di settembre, Facciamo una bella indigestione di dad, con il rischio della buffonata degli esami di stato on line. A proposito della dad (e dell’entusiasmo che la circonda) Save the Children avverte che il 42 per cento dei minori abita in case sovraffollate e il 7 per cento è vittima di un grave disagio abitativo.

PAOLO LANDRI, EMILIANO GRIMALDI, DANILO TAGLIETTI La scuola che verrà? Una mappa per prepararsi

[La scuola e noi, 6 aprile 2020]

In questo periodo di social distancing si sta sviluppando un profluvio di interpretazioni sull’emergenza Covid19. La quarantena crea un vuoto di relazioni sociali che si cerca di riempire tecnologicamente mediante le digital technologies e simbolicamente mobilitando una molteplicità dei framework culturali. Vi sono, dunque, diverse letture su ciò che sta accadendo e su ciò che accadrà, quando l’emergenza finirà e si potrà ritornare alla normalità. Un eccesso che compensa una assenza e che può sedare, oppure moltiplicare le ansie. Si tratta di un meccanismo che si sviluppa in ogni dinamica della emergenza e soprattutto quando si tratta di assorbire ciò che appare come radicalmente altro rispetto a ciò che ci è familiare. Continua a leggere “PAOLO LANDRI, EMILIANO GRIMALDI, DANILO TAGLIETTI La scuola che verrà? Una mappa per prepararsi”

Uova

Un giorno il Re arrivò inaspettatamente alla casa da tè che era stata lasciata sotto la responsabilità di Nasreddin. Voleva far colazione insieme ai suoi servitori, dopo aver partecipato a una battuta di caccia.
«Avete uova di quaglia?» chiese il Re.
«Sono sicuro di poterne trovare» rispose Nasreddin.
Il Re ordinò un’omelette di dodici uova. Nasreddin corse fuori a cercarle. Dopo che il Re e i suoi ebbero mangiato Nasreddin portò un conto di cento pezzi d’oro. Il Re inarcò le sopracciglia. «Le uova devono essere molto costose qui. Scarseggiano così?». «Non sono le uova che scarseggiano qui, Maestà, sono le visite dei re».
Racconto popolare turco, da David Graeber, Debito

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ANNA ANGELUCCI Pedagogia dell’emergenza

[Medicina e società, 1 aprile 2020]

Al lock down della popolazione si è accompagnato un lock in digitale altrettanto radicale. Che, se da una parte consente lo svolgimento di molte attività e importanti forme di comunicazione, dall’altra desta riflessione e preoccupazione per le sue implicazioni psicologiche e sociali. Rispetto alla scuola, in questo momento nessuna fuga in avanti sembra auspicabile. Nessuna frettolosa equiparazione o sostituzione definitiva della didattica digitale alle attività in presenza può apparire ragionevole o estranea a logiche extrascolastiche, in questo frangente. In cui la cautela è d’obbligo. In cui è d’obbligo che addetti ai lavori e decisori politici non plachino le loro ansie da prestazione o le angosce causate dalla gestione dell’emergenza con dichiarazioni d’intenti e investimenti faraonici che appaiono del tutto fuori luogo, in una condizione di crisi economica epocale. In cui è d’obbligo che non si ascoltino le sirene mortifere dei “piazzisti dell’istruzione” che pretenderebbero di imporre, come spiega bene Rossella Latempa (qui), distopiche forme di educazione e rieducazione digitale di massa (qui). Proviamo invece a disegnare i contorni emotivi di questa emergenza e l’orizzonte pedagogico in cui declinarla.

La relazione educativa è, nella sua dimensione sociale, interpersonale e intersoggettiva. Si fonda sull’incontro tra il Sé e l’Altro Continua a leggere “ANNA ANGELUCCI Pedagogia dell’emergenza”

GIOVANNI CAROSOTTI Didattica a distanza e libertà di insegnamento. Un inquietante specchio dei tempi

[Casa della cultura, 7 aprile 2020]

L’attuale emergenza sanitaria ha avuto effetti totalmente destabilizzanti, com’era ovvio che fosse, anche sulla scuola. Su come affrontare tale situazione straordinaria non esiste un quadro normativo specifico, e nulla è previsto dal punto di vista contrattuale[1]. D’altronde, che l’attività professionale dovesse andare avanti e che non si potesse interrompere d’improvviso la relazione con gli studenti, e il lavoro che con essi si era programmato, ha immediatamente costituito un decisivo problema per i docenti, e ha obbligato a mettere in atto una flessibilità rispetto al consueto lavoro in presenza (flessibilità metodologica, tecnologica, contenutistica, eventualmente valutativa), nella consapevolezza che nessuno può con assoluta sicurezza stabilire quale sia il tipo di soluzione didattica preferibile in una condizione mai così sperimentata nella sua radicalità. Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI Didattica a distanza e libertà di insegnamento. Un inquietante specchio dei tempi”

FLAVIO MARACCHIA Sulla scuola digitale

[Gli opliti di Aristotele, 12 marzo 2020]

Sono anni che il digitale è entrato nella scuola, sgomita, e cerca sempre più spazio. Ora il momento è propizio. L’emergenza del coronavirus ha sospeso la didattica tradizionale. Le scuole sono chiuse. Colossi come Amazon, Google, Wind, Fastweb, Microsoft, Connexia, Vodafone, Cisco, Pearson, infilato in fretta il vestito buono della pubblica utilità, vanno all’assalto del mercato della didattica duepuntozero, quella da fare a distanza. La chiamano perfino solidarietà digitale.

Le piattaforme digitali per una scuola online, o programmi di e-learning, come devi dire se ti prende la smania di infilare termini anglofoni con l’idea di cavalcare meglio la modernità, prolificano come funghi dopo una buia giornata di pioggia. Continua a leggere “FLAVIO MARACCHIA Sulla scuola digitale”

Privacy

Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.
Dichiarazione universale dei diritti umani, art. 12

Sostenere che non si è interessati al diritto alla privacy perché non si ha nulla da nascondere è come affermare che non si è interessati alla libertà di espressione perché non si ha nulla da dire.
Edward Snowden

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Ecce bombo

Il decreto «tutti promossi» è stato firmato dal presidente della repubblica verso il tardo pomeriggio dell’8 aprile. Contiene «Misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato». Premessa: il decreto non dice quasi niente, è una delega in bianco al MI, che da ora all’avvio dell’anno scolastico 2020-2021 potrà adottare qualsivoglia provvedimento in materia di valutazione e esami, senza sentire nessuno.

Il primo articolo si potrebbe intitolare Scenari. Se l’attività in presenza riprende entro il 18 maggio succede questo. Se non riprende entro il 18 maggio succede quest’altro. Entrambi gli scenari prevedono «il recupero degli apprendimenti relativi all’anno scolastico 2019/2020 nel corso dell’anno scolastico successivo, a decorrere dal 1° di settembre 2020, quale attività didattica ordinaria».

Per quanto riguarda l’esame di Stato: primo scenario esame semplificato con commissari interni, secondo scenario colloquio extra large su una piattaforma on line.

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Il possibile l’abbiamo fatto, l’impossibile lo stiamo facendo, per la didattica a distanza ci stiamo attrezzando

Diario DaDa, 9 marzo-8 aprile 2020

Giro per casa, vedo dei tutorial, corro sul posto, mi informo, faccio delle cose, zummo con la classe, leggo le mail, cucino, vado a buttare la spazzatura

9 marzo
Google Chrome: non risponde.
Aule virtuali su Spaggiari: non pervenute.
Hub Scuola: Siete in tantissimi! È possibile che in questi giorni riscontriate qualche rallentamento: stiamo facendo del nostro meglio per garantirvi un sistema efficiente.
My Pearson Place: in attesa di risposta

Siccome non sapevo cosa fare ho scritto a Rossella della quarta azzurra (nomi di fantasia): a mezzogiorno comincia il compito di italiano virtuale. Risposta: come possiamo farlo?

Per tutti: mi faccio sentire nel pomeriggio.

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