Preghiera

Il pedagogista democratico non si pronuncia sul provvedimento che ha colpito la maestra rea di aver fatto pregare alunne e alunni in classe. Dice che non ha le competenze per giudicare e giustamente non si fida delle ricostruzioni giornalistiche, ma osserva «la preghiera – esattamente come la valutazione basata sui voti – non rientra tra le attività didattiche che migliorano gli apprendimenti». Lo aveva detto, in tempi non sospetti, anche Ivan Illich: da una parte c’è Dio e dall’altra l’uomo che prega, e la distanza è incolmabile perché la preghiera è inutile, e la scuola anche.

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