ROMANO LUPERINI Lettera agli insegnanti

Da La scuola e noi, 28 agosto 2023

Cari insegnanti,
mi rivolgo a voi in un momento difficile per la società italiana e per la scuola. È in corso un tentativo di imporre contenuti assurdi e impropri (Dante come fondatore della cultura di destra nel nostro paese), di subordinare sempre più la scuola alle leggi del mercato e ai bisogni della economia e anche di dividere gli insegnanti attraverso gabbie salariali che porterebbero a un conflitto fra docenti meridionali e settentrionali. Divide et impera. Si sta assistendo insomma a un vero a proprio attacco alla scuola pubblica e alla sua funzione formativa.

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Ma l’ambiente no (Educazione civica #flipped 2)

Prof: quest’anno, come educazione civica, vorrei proporre…
Classe: qualsiasi cosa, ma non l’ambiente.

Anche io sono caduto nell’ecologismo in diverse occasioni. Quando insegnavo geografia ho provato a dimostrare, senza risultati, che lo sviluppo sostenibile è un ossimoro, ovvero una contraddizione terminologica. Da qualche parte conservo una mappa concettuale con gli opposti (gli sviluppisti e i fautori della decrescita) e in mezzo a una marea di freccette tutte le posizioni intermedie, tra cui gli altersviluppisti, che oggi si accompagnano a chi crede che l’educazione civica ci faccia crescere in civiltà.

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FRANCESCO PETRARCA Fiamma dal ciel su le tue treccie piova

Da «Rerum vulgarium fragmenta», 136

Fiamma dal ciel su le tue treccie piova,
malvagia, che dal fiume et da le ghiande
per l’altrui impoverir se’ ricca et grande,
poi che di mal oprar tanto ti giova;

nido di tradimenti, in cui si cova
quanto mal per lo mondo oggi si spande,
de vin serva, di lecti et di vivande,
in cui Luxuria fa l’ultima prova.

Per le camere tue fanciulle et vecchi
vanno trescando, et Belzebub in mezzo
co’ mantici et col foco et co li specchi. Continua a leggere “FRANCESCO PETRARCA Fiamma dal ciel su le tue treccie piova”

GIACOMO LEOPARDI Dialogo della Natura e di un Islandese

Da «Operette morali»

Un Islandese, che era corso per la maggior parte del mondo, e soggiornato in diversissime terre; andando una volta per l’interiore dell’Affrica, e passando sotto la linea equinoziale in un luogo non mai prima penetrato da uomo alcuno, ebbe un caso simile a quello che intervenne a Vasco di Gama nel passare il Capo di Buona speranza; quando il medesimo Capo, guardiano dei mari australi, gli si fece incontro, sotto forma di gigante, per distorlo dal tentare quelle nuove acque. Vide da lontano un busto grandissimo; che da principio immaginò dovere essere di pietra, e a somiglianza degli ermi colossali veduti da lui, molti anni prima, nell’isola di Pasqua. Ma fattosi più da vicino, trovò che era una forma smisurata di donna seduta in terra Continua a leggere “GIACOMO LEOPARDI Dialogo della Natura e di un Islandese”

Valutazione

«Prima che le dica dov’è la sua scrivania, devo illustrarle il sistema delle schede di valutazione […]. Ogni sei mesi le compilano una scheda di valutazione, per mostrare sia a lei sia a noi a che punto è, e se sta facendo progressi. Tre persone che sono state vicine al suo lavoro fanno valutazioni indipendenti, e poi tutte le informazioni vengono raccolte in una scheda… con copie carbone per me, per lei e per l’ufficio personale, mentre l’originale va al capo della divisione pubblicità e promozione vendite. È molto utile a tutti, a lei in particolar modo, se la prende nel modo giusto». Sventolò una scheda sotto il naso di David. «Vede? Caselle da riempire per aspetto, fedeltà, prontezza, iniziativa, cooperazione… cose così. Anche lei compilerà schede di valutazione di altre persone, e chi fa la valutazione è anonimo». Continua a leggere “Valutazione”

STEFANO ROSSETTI Scuola autentica e scuola inautentica

[La scuola e noi, 8 aprile 2024]

Questo pezzo nasce dalla perplessità che mi coglie quando incontro espressioni come “compito di realtà”, “compito autentico”, “valutazione autentica”. Non credo affatto che si tratti di espressioni prive di fondamento teorico; e sono consapevole che la perplessità nasce in una certa misura da fattori esterni, sociali e politici: il fatto che simili espressioni si collochino in un orizzonte culturale caratterizzato dall’asservimento dell’istruzione a fini che le sono estranei (quelli del mondo produttivo) e da un’idea di utilità e profitto sulla quale possiamo leggere le parole convincenti di Nuccio Ordine.

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