NOBRAINO Endorfine

Da «L’ultimo dei Nobraino» (2014)

E ci droghiamo perché lo fanno pure gli animali
con loro si che ci siamo cugini, mica i frances!
Si droga il gatto, per la sua erba lui va proprio matto
Si droga pare pure l’elefante, lo scimpanzè

Si droga il tipo che fa le gare con la bicicletta
Si droga quello con la sigaretta e la slot machine
Si drogan tutti durante l’ora dell’aperitivo
Si droga il prete con tutto quel vino
Ci droga Dio

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MARINA BOSCAINO Quella di Valditara è una scuola fuori dalla realtà

«MicroMega», 22 gennaio 2025

Bibbia, latino, identità nazionale e occidentale. Insomma: un Dio, Patria e Famiglia in salsa disciplinar-contenutistica. La sola lettura dei titoli del 15 gennaio – che annunciavano l’elaborazione di Nuove indicazioni nazionali per la scuola primaria e secondaria di I grado e l’imminente redazione per la scuola secondaria di II grado, provoca una certa perplessità. Fanno parte della commissione che ha redatto le Indicazioni, tra gli altri, lo storico ed editorialista del Corriere della Sera Ernesto Galli della Loggia, Andrea Balbo, latinista, il presidente emerito dell’Accademia della Crusca Claudio Marazzini e il violinista Uto Ughi. Continua a leggere “MARINA BOSCAINO Quella di Valditara è una scuola fuori dalla realtà”

PROFESSOR X Leopardi? Una noia mortale

[Post su facebook, 17 aprile 2023]

Leopardi? Una noia mortale. Perché continuare a studiarlo a scuola? E obietta sempre qualcuno, Leopardi era un pessimista, è deprimente leggerlo!

Ecco, quando mi dicono che Leopardi era un pessimista, io non posso fare a meno di arrabbiarmi! Perché non è vero, non è assolutamente vero! Vi ricordate di quel giovane che osserva la luna e si domanda: «che fa l’aria infinita, e quel profondo infinito seren? » E ditemi, che emozioni vi suscitano questi versi: «Così tra questa immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce in questo mare.» E cosa provate quando Leopardi vi parla di Silvia, dei suoi «occhi ridenti e fuggitivi?»

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Le parole sono solo parole?

Quando si abitua la gente a dire parole che non capisce, è facile farle dire tutto ciò che vuole.
Jean-Jacques Rousseau, Émile

5 ottobre 2013
Spiego in una prima che ci sono parole straniere come treno che noi abbiamo riadattato con le nostre desinenze dall’inglese train.
Mbe’ e chi ci dice che non siano gli inglesi che hanno riadattato il nostro treno, scusi…
La storia della grammatica
Sicuro?
Sì.
Boh.

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CHARLES BAUDELAIRE Perdita d’aureola

«Lo Spleen di Parigi»

«Ehi! ma come! voi qui, carissimo? Voi in un posto malfamato? Voi, il degustatore di quintessenze! Voi, il divoratore di ambrosia! Sul serio, c’è di che stupirmi»

«Mio caro, voi conoscete il terrore che ho dei cavalli e delle carrozze. Poco fa, mentre attraversavo di gran premura il boulevard e saltellavo nella melma, in mezzo a questo caos frenetico dove la morte accorre al galoppo da tutte le parti in un sol tempo, la mia aureola, a un movimento brusco, mi è scivolata di testa nella fanghiglia del macadam. Non ho avuto il coraggio di raccoglierla. Ho giudicato meno orribile perdere le mie insegne che farmi spezzare le ossa. E poi, mi sono detto, non tutto il male viene per nuocere. Ora posso andarmene in giro in incognito, compiere le azioni più vili, asservirmi alla crapula come i semplici mortali. E, come vedete, eccomi qua, in tutto eguale a voi». Continua a leggere “CHARLES BAUDELAIRE Perdita d’aureola”

BRUNO BRANCHER Abbasso il padrone

Da «Il grande misfatto di Ripa Ticinese, 33», in «L’ultimo Picaro. L’uomo delle biciclette gialle»

[…] Ricordo
che allora si parlava di rivoluzione, ascoltavamo la
«Locomotiva» di Guccini, eravamo sempre pronti per
una occupazione; occupazione di casa, o se era il caso
di qualche stazione ferroviaria; ci felicitavamo per
qualche riuscita evasione. Ricordo che si sussurrava di
golpe e noi compagni giravamo per le strade
perfettamente mimetizzati col popolo, con le masse,
vestendo i nostri giacconi verdi ed eskimo così che Continua a leggere “BRUNO BRANCHER Abbasso il padrone”

Chiodi a quattro punte

Quante punte, quante punte,
Quante punte ha questo chiodo?
Una punta per me, una punta per te,
Quattro punte per lui!

I chiodi a quattro punte sono nati da un’idea di Lindoro Boccanera, dirigente comunista che lavora al Museo del Bersagliere a Porta Pia, dove li nota tra i cimeli esposti, in quanto utilizzati dagli austriaci nella Grande guerra contro i convogli italiani. La proposta piace ad Antonello Trombadori, che organizza su vasta scala la produzione dei chiodi da parte dei fabbri e dei meccanici, come quelli della Romana Gas all’Ostiense. Continua a leggere “Chiodi a quattro punte”

CARLO EMILIO GADDA Io ho voluto la guerra

Da «Impossibilità di un diario di guerra», in «Il castello di Udine»

Io ho voluto la guerra, per quel pochissimo che stava in me di volerla. Ho partecipato con sincero animo alle dimostrazioni del ’15, ho urlato Viva D’Annunzio, Morte a Giolitti, e conservo ancora il cartello con su Morte a Giolitti che ci eravamo infilati nel nastro dei cappelli. Del resto, pace all’anima sua. Io ho presentito la guerra come una dolorosa necessità nazionale, se pure, confesso, non la ritenevo così ardua. E in guerra ho passato alcune ore delle migliori di mia vita, di quelle che m’hanno dato oblìo e compiuta immedesimazione del mio essere con la mia idea: questo, anche se trema la terra, si chiama felicità. Continua a leggere “CARLO EMILIO GADDA Io ho voluto la guerra”

ELIO E LE STORIE TESE John Holmes (Una vita per il cinema)

Da «Elio Samaga Hukapan Kariyana Turu» (1989)

Quand’ero piccolo tutti mi scherzavano
per le dimensioni del mio pene,
ed io non stavo bene.
Soffrivo le pene per colpa del pene,
ma più il problema non si pone:
sì, perché il pene mi dà il pane,
son diventato un grande attore
e, benché schiavo dell’amore,
mi son comprato una moto. Continua a leggere “ELIO E LE STORIE TESE John Holmes (Una vita per il cinema)”

Pecora

«La solitudine del satiro», 23 febbraio 2015

Versione di latino

Ho fatto una scommessa: vuoi vedere che mi traducono sua pecora le sue pecore?

Le reazioni.
Ma pecora vuol dire proprio pecora?
Prof non c’è pecora sul vocabolario.
ma perché diavolo Aiace dovrebbe aver ucciso una pecora?
Io comunque, dice una, lo traduco papera.
Comunque non sono le pecore, suggerisco, sono i pecora.
E che è un gruppo?