MARCO PATUCCHI Il calcio al tempo della guerra, quel derby giocato per le vittime delle Fosse Ardeatine

la Repubblica, 5 luglio 2024

Il 29 giugno del 1944, nella Capitale da poco liberata, si gioca un Lazio-Roma del tutto particolare. È il ritorno alla normalità, e l’incasso viene devoluto alle famiglie delle vittime dell’eccidio nazista. Ma alcuni dei protagonisti di quel match erano scampati proprio alla rappresaglia delle SS

Il tram era il numero uno, partiva da Piazza del Popolo e, dopo aver sferragliato per un tratto della via Flaminia, si fermava all’altezza dello Stadio del Partito Nazionale Fascista. Nel pomeriggio del 23 marzo 1944, un giovedì, scesero dal tram tre ragazzi poco più che ventenni diretti al campo di calcio della Rondinella dove li attendevano gli allenamenti della Lazio. Continua a leggere “MARCO PATUCCHI Il calcio al tempo della guerra, quel derby giocato per le vittime delle Fosse Ardeatine”

Aglio

Da Dashiell Hammett, «Tulip», in «L’istinto della caccia»

«Quella bambina che ho conosciuto a Memphis non sapeva cucinare. Aglio dappertutto».
«Ma a te piaceva l’aglio».
«Mi piace, sì, ma al mondo c’è una quantità di cuochi disgraziati convinti che puoi rendere tutto buono cacciandoci dentro una manciata d’aglio e poi, se storci il muso, ti guardano ridendo come se t’avessero colto con la mano nella tasca del vicino e esclamano: “Oh, ma allora davvero non ti piace l’aglio?”».

WISLAWA SZYMBORSKA I bambini di Varsavia

«Canzone nera»

Là, nella più fervente delle nostre città,
sprofondano coi visi nel sangue rappreso
corpi bambini.

Primo gioco alla guerra – non per finta –
prima spavalda partenza.
Qualcuno mostra come. Prova. È una scemenza.
Sparare – è così facile. Non sbaglia il colpo.
Prima avventura. Autentica, da grandi.
Stringe una bottiglia di benzina, caparbio e accorto.
Ieri tre carri armati – oggi toccherà a un quarto.
Mani impazienti anticipano l’ordine. Continua a leggere “WISLAWA SZYMBORSKA I bambini di Varsavia”

GIOVANNI PASCOLI Prefazione del 1894 a «Myricae»

Rimangano rimangano questi canti su la tomba di mio padre!… Sono frulli d’uccelli, stormire di cipressi, lontano cantare di campane: non disdicono a un camposanto. Di qualche lagrima, di qualche singulto, spero trovar perdono, poichè qui meno che altrove il lettore potrà o vorrà dire: Che me ne importa del dolor tuo?

Uomo che leggi, furono uomini che apersero quella tomba. E in quella finì tutta una fiorente famiglia. E la tomba (ricordo un’usanza africana) non spicca nel deserto per i candidi sassi della vendetta: è greggia, tetra, nera.

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Miliardari

ricchezza (s.f.) – I risparmi di molti nelle mani di uno solo.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo

Tra il 2017 e il 2018 i miliardari sono aumentati al ritmo di uno ogni due giorni ma il dato che preoccupa è che la ricchezza si concentra sempre più in pochissime mani. Il patrimonio dell’uomo più ricco del mondo, Jeff Bezos (proprietario di Amazon) è salito a 112 miliardi di dollari. Appena l’1% di questa cifra – sottolinea il rapporto di Oxfam – equivale quasi all’intero budget sanitario dell’Etiopia, un Paese con 105 milioni di abitanti.
Angelo Mincuzzi, Disuguaglianze, in 26 posseggono le ricchezze di 3,8 miliardi di persone, «Il sole-24 ore», 21 gennaio 2019

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Sanremo

Di Sanremo solo questo posso dirvi: meno male che non ha vinto Cristicchi. Non mi importa nulla del talento di Cristicchi, non ho sentito la canzone, che sarà certamente un capolavoro (come tutte le altre che ha scritto). Se avesse vinto, sarebbe stata una sciagura. A qualcuno studiare un po’ di storia non farebbe male.

LATTE E I SUOI DERIVATI Otto il passerotto

Da «Prima raccolta» (2003)

L’altro di’ me ne stavo in soffitta e spulciando tra vecchi trumo’ tra la polvere lì zitta zitta… la cartella che mi ha accompagnato, col quaderno, l’astuccio e il diario, il righello e l’abbecedario, con le lettere e i numeri in fila, e tra questi mi accorsi di lui… se ne stava panciuto e pienotto, tutto tondo era il numero…

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GIOVANNA LO PRESTI La scuola assediata da improbabili filantropi

Volerelaluna, 20 giugno 2024

In questo articolo si parla di due fenomeni. Il primo, che corrisponde a un progetto che i detentori del potere economico e politico cercano di mandare a effetto da almeno tre decenni è la privatizzazione di settori fondamentali per una società civile: la scuola e la sanità. Qui mi occuperò, attraverso un esempio emblematico, della scuola. Va da sé che privatizzare vuol dire mettere a profitto quelli che sino ad ora, tra malfunzionamenti, indubbie e discutibili aperture al privato, scarsi investimenti da parte dello Stato, sono sempre stati considerati in Italia servizi essenziali per tutti i cittadini e, in quanto tali, gratuiti. Continua a leggere “GIOVANNA LO PRESTI La scuola assediata da improbabili filantropi”

Vater

Brainstorming sull’esame di Stato. La classe chiede se può capitare un’immagine al colloquio. Ma qualsiasi immagine o qualcosa dal programma di storia dell’arte? Qualsiasi immagine. Il prof apre google, cerca un vater, lo proietta sulla lavagna. Pensatevi seduti qua davanti, che avete cinque minuti per fare i collegamenti. Giorgia: io lo collego con tutto quello che mi fa schifo nelle materie. Dentro ci finiscono Schopenhauer, Napoleone, D’Annunzio, Émile Zola, Edgar Allan Poe (Ho preso 4 all’interrogazione), la tettonica a placche, la Lazio.