EMANUELA BANDINI Palinodia dei banchi a trapezio, o sui progetti PNRR

Le parole e le cose, 4 novembre 2024

In alcune mie classi sono arrivati o stanno arrivando, grazie ai fondi PNRR per gli ambienti di apprendimento, i nuovi banchi a trapezio, e sono proprio belli.

Belli e innovativi come tutti i progetti realizzati con i fondi PNRR: innovativi, dinamici, flessibili, componibili, cooperativi, futuristici e futuribili. Certo, per averli abbiamo dovuto compilare un numero incalcolabile di bandi, graduatorie, progetti, delibere, piattaforme online, preventivi, consuntivi e rendiconti. Però, sono indubbiamente belli.

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STEFANO BORRONI BARALE Tu chiamale, se vuoi, allucinazioni. Sull’intelligenza artificiale che «le spara grosse»

Altreconomia, 24 ottobre 2024

Il racconto entusiasta dell’Ai da parte delle aziende che ne detengono lo sviluppo e la commercializzazione ha un secondo livello di mistificazione. È quello dei Large language model (LLM), etichettati dall’eretica Emily Bender come «pappagalli stocastici». Come (non) funzionano, anche se posti sotto la supervisione umana per dare risposte accurate, e perché dovremmo approcciarci con estrema cautela.

Dall’esplosione di ChatGPT nel dicembre 2022, passato il primo momento di ubriacatura, hanno cominciato a sorgere voci critiche.

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MAURO PIRAS L’orale della cosiddetta maturità

Il Mulino, 10 luglio 2025

La prova orale si riduce a una sequela di approssimazioni e collegamenti superficiali, non per la mediocrità degli studenti, ma per la mediocrità dell’esame stesso

Il percorso scolastico dello studente italiano finisce nel modo più mediocre. L’orale dell’esame finale (quello che chiamiamo ancora pigramente “di maturità”) è una sequela di approssimazioni e superficialità in cui anche il migliore degli studenti è condannato a cadere. Non si tratta delle solite cose, note da quando esistono esami come questi: gli strafalcioni, le scene mute, le confusioni di concetti e cose, l’umorismo inconsapevole. Continua a leggere “MAURO PIRAS L’orale della cosiddetta maturità”

Urgenza

Ho ricevuto un sms da un numero sconosciuto. Dice si prega di contattare con Urgenza (maiuscolo) i nostri uffici per informazioni che la riguardano. Si tratta palesemente di una truffa. Ho chiesto all’intelligenza artificiale, la quale risponde in modo molto sobrio «”Si prega di contattare i nostri uffici” è una frase che può essere tradotta in italiano come “Please contact our offices”. È una frase comune utilizzata per invitare qualcuno a mettersi in contatto con l’organizzazione o l’azienda per cui si lavora, di solito tramite telefono o e-mail». Per difendersi dalle truffe è consigliabile affidarsi all’intelligenza naturale.

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LUCA MAGLIOGLIO Lo Stato dell’esame

La nostra scuola, 3 luglio 2025

Dunque, durante una settimana di orali ho raccolto classici come “l’ideale della cozza” e “La passeggiata nella pineta”, ma anche delle bellissime novità come “l’assassinio dell’arcivescovo Francesco Ferdinando a Sarajevo” e lo strepitoso “Il buio oltre la siepe” (ovvero “L’infinito” di Leopardi).

Ma vorrei essere chiaro. Nel ricordare questi errori non c’è da parte mia alcun intento denigratorio nei confronti degli studenti che, pur da commissario esterno, dopo qualche giorno sento già come miei studenti; anzi, provo per loro una certa simpatia (non ho dimenticato i miei, di strafalcioni da adolescente) e mi viene da sorridere di fronte all’inventiva chiamata a compensare i vuoti nella preparazione o a fare da scudo all’ansia.

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Esame flipped

Siccome avete tutti un’idea di come dovrebbe essere l’esame di stato (per gli amici maturità) anche io ho una proposta per superare il rito dell’orale dove la/lo studente non sia più costretto a inventare improbabili collegamenti tra argomenti che conosce a mala pena ma possa finalmemte dimostrare la propria autonomia: l’ESAME FLIPPED mettiamo la/lo studente al centro e facciamoci interrogare da lei/lui.

LUCA MALGIOGLIO Innovare l’innovazione

[La nostra scuola, 21 ottobre 2024]

Dopo il “learning to become”, il “learning service”, il “DADA” o il superclassico “flipped classroom” vorremmo lanciare una metodologia pedagogico-didattica ancora più innovativa, il Rome wasn’t built in a day, basata su alcuni principi-chiave dettati dalla voce stessa delle neuroscienze. Eccoli.

Insegnare e imparare richiedono tempo: vale per la matematica, per una lingua straniera, per la capacità di leggere un testo, di comprendere il funzionamento di una cellula o le leggi della fisica, di interpretare un’opera d’arte o una poesia… Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO Innovare l’innovazione”

ANDREA PETRACCA – MICHELE LUCIVERO Intelligenza artificiale: Una scuola senza docenti?

Cobas Scuola Palermo, 8 ottobre 2024

Mentre l’OCSE certifica impietosamente per l’ennesima volta quanto siano bassi i nostri stipendi [quasi il 20% in meno rispetto alla media OCSE e oltre il 30% in meno rispetto alla media dei paesi del G7, ma ci ritorneremo] c’è chi sperimenta una scuola senza docenti.

L’anno scolastico appena cominciato si preannuncia carico di novità. E anche se moltissimi/e docenti reazionari/e, refrattari/e ad ogni innovazione didattica, si ostineranno a sviluppare con studenti e studentesse discorsi carichi di senso attraverso la lezione frontale (pensate, c’è addirittura chi pubblicamente la difende ed esalta!), è chiaro che i tempi stanno per cambiare. Continua a leggere “ANDREA PETRACCA – MICHELE LUCIVERO Intelligenza artificiale: Una scuola senza docenti?”

ALBINO BERNARDINI Vi boccio tutti, come è vero Dio

Da «La scuola nemica»

Nelle medie invece un giorno il professore è venuto ubriaco. Io prima non me ne stavo accorgendo; allora un mio amico mi tocca e mi dice piano piano per non ci sentire: «Oggi il professore ha alzato il braccio. Manco camminare può». Io alla prima non stavo a capire e gli ho detto: «Che cosa stai a dire?». E quello: «Ma non lo vedi che oggi è cotto dalla mattina?». Allora ho guardato anch’io e ho visto che si muoveva tutto, e cominciava a dire: «Ma cos’è tutto questo caldo qui. Ma voi non lo sentite? Aprite subito le finestre che si crepa». Noi non sapevamo cosa dire, ché invece ci avevamo freddo, e allora nessuno andava aprire le finestre. Continua a leggere “ALBINO BERNARDINI Vi boccio tutti, come è vero Dio”