LUCA MALGIOGLIO Corrispondenze o competenze? La classe come comunità interpretante

[La scuola e noi, 12 febbraio 2024]

Premessa

Come qualunque insegnante sa bene, la lezione non può essere un’attività volta a far raggiungere agli studenti delle competenze stabilite integralmente a priori, ritagliate in modo rigido e in astratto dalla realtà dei processi mentali, senza sapere come la classe risponderà alle sollecitazioni e quali sollecitazioni a sua volta produrrà; è invece qualcosa di concreto, vivo e organico, si nutre dell’attenzione ai dettagli, delle parole con cui degli esseri umani entrano in relazione tra loro, del dipanarsi dialogico del pensiero e delle singolarità difficilmente ripetibili che è capace di produrre. È questo continuo lavoro corpo a corpo sulle conoscenze che nutre l’intelligenza di chi impara e di chi insegna.

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Scrivere a mano ha ancora una sua utilità

[Il post, 9 ottobre 2023]

L’idea di farne definitivamente a meno è sconsigliata da studi che mostrano come la memoria motoria aiuti i processi di apprendimento

La diffusione delle tastiere fisiche e virtuali come principale metodo di scrittura in gran parte del mondo stimola da oltre un decennio un dibattito ricorrente riguardo all’opportunità di introdurre estesamente quegli strumenti fin dalla formazione scolastica, come sostegno alla didattica o alternativa alla scrittura a mano. Nel corso del tempo i diversi tentativi di rendere l’uso dei dispositivi elettronici uno standard nelle scuole e nelle aule universitarie sono stati accolti con grande interesse, da una parte, e perplessità e dubbi, dall’altra.

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RACHEL GUTMAN-WEI Scrivere a mano è un’arte

[«The Atlantic», 11 luglio 2023, tradotto da Internazionale, 12 agosto 2023]

Poiché sono una scrittrice, e poiché sono un’accumulatrice compulsiva, il mio appartamento è disseminato di taccuini che contengono un miscuglio di annotazioni ed elaborati scolastici. Molte pagine non hanno data, ma io posso dire a quale periodo della mia vita corrispondono semplicemente guardando la calligrafia. Nei primi scritti, quando ero alle elementari, la mia grafia era spigolosa, frastagliata; persino le “e” presentavano angoli acuti. Alle medie, quando volevo essere più femminile (e stavo comunque fallendo), scrivevo lettere più tondeggianti, ogni curva era una bolla pronta a scoppiare. Al liceo, quando era giunto il momento di prendere sul serio l’iscrizione all’università, ho adottato il corsivo, snello e controllato.

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EDWARD W. SAID Lettera aperta agli intellettuali ebrei americani

«MicroMega», 3, 2024

Nel 1989. lo studioso palestinese americano Edward W. Said scrisse una lettera aperta ai suoi colleghi ebrei, invitandoli a prendere posizione contro gli abusi di Israele nei confronti dei palestinesi. Ritenne tuttavia di non pubblicarla, perché troppo incendiaria. Inedita fino al 2022, quando è stata pubblicata sulla rivista statunitense «Jewish Currents»

Ho sentito spesso il rabbino Arthur Hertzberg (1) dire che per gli ebrei americani la causa di Israele è una sorta di religione laica. Continua a leggere “EDWARD W. SAID Lettera aperta agli intellettuali ebrei americani”

Per gli scienziati non c’è niente come la lavagna

[Il post, 17 gennaio 2024]

Un oggetto uguale da secoli rimane difficilmente sostituibile per consuetudini e per i processi legati al suo utilizzo condiviso

La lavagna è uno degli oggetti di uso quotidiano che gli esseri umani in ogni parte del mondo utilizzano da più tempo, senza particolari innovazioni e senza che strumenti alternativi con funzioni simili siano mai diventati altrettanto popolari. Anche se chiamiamo con lo stesso nome oggetti diversi, come per esempio le lavagne magnetiche per pennarelli cancellabili, l’oggetto a cui ci riferiamo nella maggior parte dei casi quando parliamo di lavagne è lo stesso da secoli: una lastra rettangolare in ardesia, in un telaio di legno, su cui si scrive con il gesso.

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LANFRANCO CARETTI La suspense tassiana

[Da «Ariosto e Tasso»]

Il bifrontismo spirituale del Tasso trova solo nella Liberata la sua vera forma congeniale, la sua più compiuta sanzione artistica. Gli ameni inganni e le alte disposizioni vivono infatti, nel poema, in una luce comune di vibrante trepidazione. Tanto sui personaggi che sui luoghi, innestati di scorcio e con funzione partecipante, si stende l’ombra d’una minaccia, di una segreta insidia. È la tipica suspense tassiana. Non quella romanzesca, estrosa e inventiva, dell’Ariosto, quel sublime espediente narrativo calcolato come un congegno perfetto Continua a leggere “LANFRANCO CARETTI La suspense tassiana”

CORRADO BOLOGNA Il Classico, «eroe culturale» di Italo Calvino

[Doppiozero, 25 ottobre 2023]

Per Italo Calvino la letteratura è in primo luogo uno sguardo, un punto di vista da cui osservarerappresentare ed essere al mondo. L’idea è esplicita già nel 1960, in una lettera all’editore francese François Wahl: «Quello cui io tendo, l’unica cosa che vorrei poter insegnare, è un nuovo modo di guardare, cioè di essere in mezzo al mondo. In fondo la letteratura non può insegnare altro» (la lettera è citata da M. Belpoliti in Un modo di guardarePrefazione a I. Calvino, Guardare. Disegno, cinema, fotografia, arte, paesaggio, visioni e collezioni, da lui curato per Mondadori, 2023).

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VALENTINO BALDI Cuori strappati e teste mozzate: emozioni e oggetti parziali nella IV giornata del Decameron

Da L’interpretazione e noi, 2 ottobre 2019

La quarta giornata del Decameron si apre con una lunga introduzione in cui Boccaccio si difende dalle critiche ricevute dopo il primo diffondersi delle novelle. Lo scrittore descrive i diversi attacchi, fra cui risaltano tre obiezioni principali: la materia sentimentale che caratterizza la maggioranza dei testi lascia trapelare una attenzione sconveniente rivolta alle donne – «hanno detto che voi mi piacete troppo e che onesta cosa non è che io tanto diletto prenda di piacervi e di consolarvi […] -; l’atteggiamento di Boccaccio appare particolarmente indecoroso per motivi anagrafici – «alla mia età non sta bene l’andare omai dietro a queste cose, cioè a ragionar di donne o a compiacere loro» Continua a leggere “VALENTINO BALDI Cuori strappati e teste mozzate: emozioni e oggetti parziali nella IV giornata del Decameron”

WU MING 1 Perché dobbiamo prendere sul serio le fantasie di complotto sul clima. Seconda parte

[Internazionale, 21 dicembre 2023]

Seconda puntata di un’inchiesta in due parti. La prima si può leggere qui.

Guarda le scie bianche degli aerei. Guarda quante sono. Sempre più spesso si affiancano e si incrociano, formando una griglia vaporosa che copre gran parte del cielo, quasi da un orizzonte all’altro. Pensaci: ne hai sempre viste così tante?

Quest’esercizio mentale potrebbe essere utile, se si comprendesse che le scie sono un simbolo. Secondo il dizionario De Mauro un simbolo “evoca o rappresenta, per convenzione o per naturale associazione di idee, un concetto astratto, una condizione, una situazione, una realtà più vasta”.

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MARCO BELPOLITI Calvino guarda il mondo

[DoppioZero, 15 novembre 2023]

Scripturalist

Firmate con lo pseudonimo di Jago, le illustrazioni dal tono umoristico e sarcastico sono pubblicate nella rubrica “Il Cestino” del “Bertoldo”, curata dallo stesso Guareschi e aperta ai giovani disegnatori non professionisti, e seguono un gusto nuovo all’epoca. Appaiono come vignette, con un dialogo in due o tre battute scritte sotto il disegno. Sono freddure; una delle tre non troppo velatamente è critica verso il regime fascista – ironizza sul dettato di usare il “voi” al posto del “tu”. Calvino firma con Jago le vignette. Sarà il personaggio di Shakespeare o forse lo pseudonimo viene da Santiago, la città cubana dove era nato? Assumerà questo nome come nome di battaglia da partigiano Continua a leggere “MARCO BELPOLITI Calvino guarda il mondo”