ALBERTO ASOR ROSA Elogio della classe

[«la Repubblica», 8 maggio 2020]

Ho insegnato in tutti gli ordini di scuola, dalla media (cosiddetta unica) all’Università. E, naturalmente, per arrivare a sedermi dalla parte dell’insegnante, ho fatto l’intero percorso sul versante opposto, in questo caso dalle elementari alle medie al ginnasio (una volta) al Liceo all’Università. Frutto conoscitivo ed esistenziale (per me) del doppio transito: io non credo che esista strumento pedagogico più straordinario, sia dalla parte dello studente sia dalla parte dell’insegnante, della classe. La “classe”! L’insegnamento è un gettito di notizie, informazioni, suggerimenti, suggestioni, indicazioni, comportamenti, esempi (sì, anche di esempi), che scende (almeno parzialmente) dall’alto sullo studioso-studente, che cerca di recepirne la maggior parte possibile e, se ne è in grado (e sempre più nel corso degli anni dovrebbe esserlo), la fa propria, l’assume e la rielabora, fino a realizzare un punto di vista proprio sempre più maturo e autonomo. Continua a leggere “ALBERTO ASOR ROSA Elogio della classe”

PAOLO LANDRI, EMILIANO GRIMALDI, DANILO TAGLIETTI Se sulla scuola a distanza un’insegnante…

[La scuola e noi, 4 maggio 2020]

Stai per leggere l’ennesimo post o articolo sulla scuola a distanza al tempo del coronavirus. Oppure stai per guardare un’intervista, un tutorial o un podcast che illustrano i 10 modi migliori per fare lezione con la DaD. È uno strano momento storico questo, nel quale la concatenazione tra un virus aggressivo, le politiche di lockdown, il distanziamento sociale e la paura diffusa che tutto ciò ha provocato sembrano aver messo in crisi le società contemporanee globalizzate. Sono in molti ad interpretare questo momento come una frattura storicamente significativa. Nelle analisi ritorna spesso la frase: ‘niente sarà più come prima’. Ci dicono: ‘al lockdown seguirà una crisi economica da cui sarà difficile riprendersi’ o ‘sul piano politico, ci aspetta una fase nella quale crescerà il grado di controllo che i governi eserciteranno sulla sfera individuale’. Continua a leggere “PAOLO LANDRI, EMILIANO GRIMALDI, DANILO TAGLIETTI Se sulla scuola a distanza un’insegnante…”

AUTOCONVOCATI SCUOLE ROMA Didattica a distanza, precariato: alcune considerazioni e proposte di mobilitazione

L’emergenza causata dal covid 19 ha colpito in maniera profonda il mondo della scuola, determinandone una chiusura che di volta in volta è stata prorogata, al punto che non è affatto certo che essa riaprirà prima della fine dell’a.s. Molti docenti hanno da subito tentato di rimediare alla situazione e stabilire un contatto con gli studenti e le loro famiglie, di modo che non venisse interrotto totalmente anche il dialogo educativo. Questo è avvenuto nelle forme più varie, anche dovute alle non uniformi richieste dei D.S., che hanno alternato atteggiamenti più improntati al buon senso, ad altri più decisamente autoritari e alieni da qualsiasi forma di condivisione. La varietà è stata dovuta anche alla purtroppo frequente incapacità del corpo docente di creare momenti di confronto per produrre una linea di condotta comune basata su un’analisi critica della situazione. Continua a leggere “AUTOCONVOCATI SCUOLE ROMA Didattica a distanza, precariato: alcune considerazioni e proposte di mobilitazione”

MARIO FILLIOLEY Le scuole non possono riaprire perché vostro figlio è un selvaggio

[post su facebook, 27 aprile 2020]

Qualche elemento concreto per cercare di capire com’è questo fatto che le scuole in Italia non possono riaprire (se non hai tempo, riassumo tutto in questo rigo: non possono riaprire perché vostro figlio è un selvaggio. Non avete bisogno di leggere oltre).
1. Tuo figlio è un selvaggio. È brutale, lo so, ma è così: su 25 bambini che mediamente compongono una classe, ad ascoltare e fare quello che gli si chiede di fare sono sì e no in 3. Il resto della classe fa cosa gli pare. È un problema, ma era un problema pure prima, e si è cercato di segnalarlo: avere come genitore una specie di fratello maggiore (e nemmeno tanto maggiore, in quanto a maturità) ha delle conseguenze. Le conseguenze può piangersele l’insegnante in classe (è uno dei modi in cui le famiglie affrontano la questione, anche piuttosto diffuso) così come se le piangono i genitori stessi a casa (con la differenza che i responsabili dell’educazione dei figli sono i genitori, e non gli insegnanti, ai quali starebbe la responsabilità di istruirli e non di spiegargli che non possono giocare con lo schifidol durante l’ora di algebra Continua a leggere “MARIO FILLIOLEY Le scuole non possono riaprire perché vostro figlio è un selvaggio”

Videodrome

Diario DaDa, 28 aprile-6 maggio 2020

28 aprile
Il governo ha un piano per riaprire a settembre. Abbattere le pareti per muoversi più liberamente all’interno degli edifici scolastici. Disporre i banchi in cerchio anziché a file. Dimezzare le classi ma senza raddoppiare i prof (leggo su Repubblica che l’orario dei docenti può salire dalle attuali 18 ore a un massimo di 24. La notizia, se è una notizia, è passata quasi inosservata). I potenziatori possono tornare utili. Occupare teatri e musei in disuso. Alcune materie possono essere svolte in luoghi aperti anziché nelle aule. La geografia si farà sul posto, l’arte nelle piazze, le scienze nei giardini.

Intanto, ho guardato la posta. Lina Azzo ci ha scritto una lettera. Inizia con «Carissimi» e finisce con «migliore». Ottimismo. Continua a leggere “Videodrome”

GIUSEPPE CALICETI La didattica online rischia di accentuare gli aspetti classisti della scuola

[Striscia rossa, 17 aprile 2020]

Occorre prendere atto del fatto che la scuola on line accentua gli aspetti classisti che hanno ammorbato la nostra scuola pubblica negli ultimi decenni, cioè ben prima che arrivasse l’epidemia. Non solo perché la scuola on line non arriva a tutti – si calcola siano più del 6 per cento del totale gli studenti isolati, esclusi. Ma anche perché, spesso e volentieri, tende a riproporre gli aspetti più regressivi, sorpassati e deleteri dell’educazione e della formazione: i compiti, l’interrogazione a tu per tu studente-professore, l’insegnamento frontale. Cioè quello che serve a salvare la forma e la burocrazia (i voti) di fronte alle famiglie degli utenti. Il famoso pezzo di carta.

È probabile che la didattica on line, nei suoi step di ricerca più avanzati, si coniughi con una didattica e una teoria pedagogica spettacolari. Continua a leggere “GIUSEPPE CALICETI La didattica online rischia di accentuare gli aspetti classisti della scuola”

CARLO SCOGNAMIGLIO Pedagogia della distanza / 1 – L’emergenza educativa

[MicroMega, 16 aprile 2020]

Sono tre i volti con cui si è palesato, in Italia, il processo di adozione sistematica della didattica a distanza nel contesto scolastico: i) obbligo morale e pedagogico, resosi evidente al primo manifestarsi dell’ emergenza sanitaria; ii) questione metodologica e organizzativa, nella fase attuale, quando è ormai chiaro che le scuole non torneranno ad accogliere gli studenti prima dell’autunno prossimo; iii) complesso tema politico, da sviluppare adeguatamente quando il sequestro emozionale, che ha travolto i principali protagonisti dell’attuale dibattito pseudo-pedagogico, avrà restituito la lucidità necessaria per ponderare situazioni nuove e di difficile lettura.

1. L’emergenza educativa

Il fenomeno Covid-19 è globale, colpisce tutti. Ma in qualche luogo sta picchiando più duramente che altrove. Ad esempio in Italia. Continua a leggere “CARLO SCOGNAMIGLIO Pedagogia della distanza / 1 – L’emergenza educativa”

ALBERTO GIOVANNI BIUSO Perché la Dad non è didattica

[Bollettino d’Ateneo, Università degli Studi di Catania, 25 aprile 2020]

Ci sono delle formule che confessano da sole il proprio limite. L’acronimo Dad –‘didattica a distanza– è una di esse. Per la chiara e documentata ragione che ‘insegnare a distanza’ è una contraddizione in termini. Insegnare è infatti un’attività e una sfida che consiste nell’incontro tra persone vive, tra corpimente che occupano lo stesso spaziotempo non per trasmettere nozioni ma per condividere un mondo.

Scambiare saperi

Insegnare significa costruire giorno dopo giorno, saluto dopo saluto, sorriso dopo sorriso una relazione profonda, rispettosa e totale con l’Altro, in modo da riconoscersi tutti nella ricchezza della differenza. Continua a leggere “ALBERTO GIOVANNI BIUSO Perché la Dad non è didattica”

RITA LIBRANDI, CLAUDIO GIOVANARDI, FRANCESCO SABATINI Documento per la ripresa della vita scolastica

[Accademia della Crusca, 24 aprile 2020]

In una fase così delicata e difficile per il sistema scolastico italiano l’Accademia della Crusca, con la Sezione Crusca Scuola, e l’Associazione per la Storia della Lingua Italiana, Sezione Scuola, sentono il dovere di intervenire sui rischi di una cattiva interpretazione delle nuove modalità d’urgenza connesse soprattutto con l’insegnamento a distanza.

Il nostro corpo docente nel suo insieme ha reagito in modo esemplare davanti all’emergenza della pandemia, dimostrando piena consapevolezza del proprio ruolo e dell’alto valore che la formazione assume nella società: rimodulando procedure, forme di comunicazione, interazione con bambini e adolescenti, potenziando al massimo l’uso degli strumenti telematici o talvolta impadronendosene per la prima volta. Continua a leggere “RITA LIBRANDI, CLAUDIO GIOVANARDI, FRANCESCO SABATINI Documento per la ripresa della vita scolastica”

ISMAELE CALACIURA ERRANTE Didattica a distanza: soluzione necessaria, ma non quella giusta

[Scomodo, 25 aprile 2020]

Come il COVID-19 sta avendo effetto sul sistema scolastico italiano

Credere che la scuola italiana riesca a garantire davvero il diritto allo studio, presa coscienza della diversità di contesti a cui dovrebbe far fronte, e che addirittura possa svolgere il suo ruolo profondo di parificatrice sociale è semplicemente impossibile. Una verità ovvia, affrontata e discussa con frequenza abbastanza ondivaga dal dibattito pubblico. Purtroppo però, gli studenti di ogni ordine e grado, dalle elementari alle università, per lenta e macchinosa disposizione ministeriale si sono ritrovati a essere valutati attraverso la formula tanto inedita quanto incerta, labile e abbastanza inesatta della “didattica a distanza”. Continua a leggere “ISMAELE CALACIURA ERRANTE Didattica a distanza: soluzione necessaria, ma non quella giusta”