Italiano

L’italiano. Ogni tanto lo si proclama, nella nostra scuola, come la disciplina centrale e trasversale per tutti gli studi, ma di fatto non viene coltivato come tale, anche qui per molti motivi, ma tutti riconducibili a una causa profonda: manca ampiamente nel nostro mondo scolastico una cognizione scientifica del ruolo che ha la lingua prima nello sviluppo cognitivo generale dell’individuo. Tutto il curricolo di questo insegnamento (per l’uso parlato e ancor più per l’uso scritto) è inficiato da errori di impostazione che le scienze del linguaggio hanno messo da tempo in evidenza Continua a leggere “Italiano”

LORENZO DE’ MEDICI Quant’è bella giovinezza

Quant’è bella giovinezza
Che si fugge tuttavia!
Chi vuol esser lieto, sia:
Di doman non c’è certezza.

Quest’è Bacco e Arianna,
Belli, e l’un dell’altro ardenti:
Perché ’l tempo fugge e ’nganna,
Sempre insieme stan contenti.
Queste ninfe e altre genti
Sono allegre tuttavia.
Chi vuol esser lieto, sia:
Di doman non c’è certezza.

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OSCAR WILDE Dalla letteratura esigiamo distinzione, fascino, bellezza e potenza immaginativa

Da «Osservazioni sulla decadenza della menzogna»

Una delle cause principali cui possiamo ascrivere la curiosa banalità di gran parte della letteratura della nostra epoca è indubbiamente la decadenza della menzogna come arte, come scienza e come piacere sociale. Gli storici antichi ci hanno dato una narrativa magnifica sotto forma di cronache di fatti; il romanziere moderno ci propina la piattezza dei fatti sotto le mentite spoglie della narrativa. I rapporti governativi stanno rapidamente diventando il suo ideale, sia per metodo sia per stile. Ha il suo tedioso document humain, il suo meschino coin de la creation, che scruta attraverso la lente di un microscopio. Lo si può trovare alla Librairie Nationale o al British Museum, a documentarsi spudoratamente sul suo argomento. Continua a leggere “OSCAR WILDE Dalla letteratura esigiamo distinzione, fascino, bellezza e potenza immaginativa”

41 bis

Qualcuno ricorderà questo periodo storico come il breve inverno dell’anarchia. Gli anarchici non sono mai stati così vicini ad abbattere lo Stato. Nel frattempo, lo sapevate?, Messina Denaro nel 2002 è stato condannato all’ergastolo per cinquanta omicidi, alcuni dei quali commessi di persona, ma anche: il 40 per cento dei lavoratori italiani guadagna meno di 10 euro all’ora.

FRANCESCO PETRARCA Italia mia, benché ’l parlar sia indarno

Da «Rerum vulgarium fragmenta», 128

Italia mia, benché ’l parlar sia indarno
a le piaghe mortali
che nel bel corpo tuo sì spesse veggio,
piacemi almen che’ miei sospir’ sian quali
spera ’l Tevero et l’Arno,
e ’l Po, dove doglioso et grave or seggio.
Rettor del cielo, io cheggio
che la pietà che Ti condusse in terra
Ti volga al Tuo dilecto almo paese Continua a leggere “FRANCESCO PETRARCA Italia mia, benché ’l parlar sia indarno”

RAYMOND CHANDLER Lei beve, signor Marlowe?

Da «La sorellina»

Era una di quelle terse, luminose giornate estive che ci capitano in California quando comincia la primavera, prima che si installi la foschia. Le piogge sono finite. Le colline sono ancora verdi e dalla valle, oltre l’altura di Hollywood, si riesce a vedere la neve sulle montagne più alte. I negozi di pellicce annunciano le svendite annuali. I bordelli specializzati in vergini sedicenni fanno affari d’oro. E a Beverly Hills cominciano a fiorire gli alberi di jacaranda.
Erano cinque minuti che davo la caccia al moscone azzurro, aspettando che si posasse. Non voleva posarsi. Voleva solo svolazzare e cantare il prologo dei Pagliacci. Tenevo la paletta scacciamosche alzata a mezz’aria ed ero pronto. Sull’angolo della scrivania c’era una luminosa chiazza di sole Continua a leggere “RAYMOND CHANDLER Lei beve, signor Marlowe?”