ALESSANDRO MANZONI, «Dagli! dagli! all’untore!»

Da «I promessi sposi», cap. 34

In mezzo alla malinconia e alla tenerezza di tali viste, una cosa toccava più sul vivo, e teneva in agitazione il nostro viaggiatore. La casa doveva esser lì vicina, e chi sa se tra quella gente… Ma passata tutta la comitiva, e cessato quel dubbio, si voltò a un monatto che veniva dietro, e gli domandò della strada e della casa di don Ferrante. “In malora, tanghero,” fu la risposta che n’ebbe. Nè si curò di dare a colui quella che si meritava; ma, visto, a due passi, un commissario che veniva in coda al convoglio, e aveva un viso un po’ più di cristiano, fece a lui la stessa domanda. Questo, accennando con un bastone la parte donde veniva, disse: “la prima strada a diritta, l’ultima casa grande a sinistra.”

Con una nuova e più forte ansietà in cuore, il giovine prende da quella parte. È nella strada; distingue subito la casa tra l’altre, più basse e meschine Continua a leggere “ALESSANDRO MANZONI, «Dagli! dagli! all’untore!»”

DAVIDE TEDESCHI – RICCARDO BESCHI Didattica a distanza: contraddizioni di un modello classista

[L’ordine nuovo, 10 aprile 2020]

Dal 5 marzo in tutta Italia è stata sospesa l’attività didattica in presenza per far fronte all’emergenza Covid-19. La disposizione, attiva inizialmente fino a domenica 15/03/20, è stata poi prolungata, e ad oggi, non si hanno notizie circa un eventuale prolungamento fino alla fine dell’anno scolastico, che sembra inevitabile date le sempre più restrittive misure di distanziamento sociale che si stanno attuando nell’ultimo periodo. Ci preme tuttavia sottolineare che alcuni settori produttivi non essenziali, come i settori della difesa, dell’aerospazio o della telecomunicazione pubblicitaria, siano tuttora attivi in barba ad ogni diritto alla salute dei lavoratori coinvolti. Continua a leggere “DAVIDE TEDESCHI – RICCARDO BESCHI Didattica a distanza: contraddizioni di un modello classista”

Portami via da qui

Quella che state per leggere è la trascrizione di un brano di un collegio docenti telematico in un momento di forte perturbazione audio. Mi scuso se non ho potuto eliminare del tutto le interferenze.

Audiooooo AIUTO è partita la mitraglia non si sente niente c’è un rumore di sottofondo è terribile chiudete i microfoni Concettaaaaa si sente malissimo cosa succede? ogni parola ha un’eco infinito infinito infinito infinito infinito infinito pura fantascienza psichedelica! non si sente nulla la gente è strana non si capisce niente AIUTOOO IL TERREMOTOOO è assordante non si sente nulla voglio annegare in questo mare mare mare mare mare non sento la tua voce solo un rumore infernale mentre ti vengo a cercare io sento un rumore atroce ci sono i lavori della metro c non si sente nulla chiedo scusa io vedo solo l’immagine di un uomo con il cappuccio Continua a leggere “Portami via da qui”

CRISTIANO DE ANDRÈ Invisibili

Tu abitavi in via dell’amore vicendevole
E io qualche volta passeggiavo da quelle parti lì
Il profumo dell’estate a volte era gradevole
E le tue medagliette al merito sul petto brillavano
Brillavano molto più dei miei lividi
Tu camminavi nell’inquietudine
E la mia incudine era un cognome inesorabile
Un deserto di incomunicabilità
Tu eri laureato in danni irreversibili
che la droga provoca al cervello Continua a leggere “CRISTIANO DE ANDRÈ Invisibili”

ALBERTO GIOVANNI BIUSO La scuola dell’ignoranza (su «La scuola dell’ignoranza» a cura di Sergio Colella e altri)

[Roars, 12 febbraio 2020]

L’articolo 33 è stato dissolto attraverso la strutturazione di un impianto ideologico e pratico pesantemente autoritario, nel quale il talento e la responsabilità culturale di ogni singolo docente vengono sostituiti da una serie di metodologie imposte dall’alto e verticisticamente calate nella pratica didattica quotidiana. Lo strumento formalmente tecnico ma sostanzialmente ideologico per conseguire tale risultato è la cosiddetta valutazione. Leggere i documenti internazionali e le loro implementazioni italiane significa osservare quasi in vitro che cosa significhi il disprezzo verso l’argomentazione scientifica da parte degli apparati preposti al controllo e alla formazione di un cittadino passivo.

Agnotologia

L’agnotologia è un ambito di studi fondato dallo storico della scienza Robert Proctor per analizzare «i sistemi di produzione dell’ignoranza»1. Continua a leggere “ALBERTO GIOVANNI BIUSO La scuola dell’ignoranza (su «La scuola dell’ignoranza» a cura di Sergio Colella e altri)”

STEFANIA CONSIGLIERE – CRISTINA ZAVARONI Ammalarsi di paura. L’«effetto nocebo» dello #stareincasa e della malainformazione sul coronavirus

[Giap, 5 maggio 2020]

0. Il Covid-19 come macchina di visione

La migliore filosofia della nostra epoca lo insegna da anni: la grande partizione fra natura e cultura, fra regno dell’oggettività e regno dei desideri, non è che un costrutto moderno. Nell’impero del rilevamento e dei big data lo abbiamo (ri)scoperto a nostro danno: i fatti neutri non esistono; nessun dato è semplicemente “dato”, ogni dato è l’esito di una scelta osservativa, di un’interpretazione, di un’intenzione, di una politica. Non c’è visione del mondo che non sia frutto del convenire degli sguardi, delle attitudini, delle scelte consapevoli e inconsapevoli di una comunità; e non c’è cultura condivisa da un gruppo che non operi delle semplificazioni perché, come insegnano le scienze fisiche, il reale è troppo complesso per essere afferrato a partire da una sola prospettiva.

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EMANUELA BANDINI La scuola ai tempi del Covid-19

[La letteratura e noi, 7 aprile 2020]

Ammettiamolo, siamo tutti in crisi.

È in crisi chi, come se nulla fosse cambiato, si domanda come poter garantire la “validità” di interrogazioni e verifiche svolte attraverso lo schermo (“e se copiano?”, “e se in casa qualcuno suggerisce?”, “ah, io voglio che inquadrino la scrivania, per controllare che non abbiano libri e appunti!”); ma è in crisi soprattutto chi si domanda quale sia il senso della valutazione, di qualunque tipo di valutazione, nelle attuali condizioni (didattiche, certamente, ma soprattutto sociali, sanitarie, psicologiche, economiche di molte famiglie).

In mezzo al fiorire dei dubbi è stata emanata la Nota ministeriale del 17 marzo, che da più parti è stata letta come una spinta alla valutazione, definita come un «dovere» e una «competenza propria del profilo professionale» per il docente e «un diritto» per lo studente. Continua a leggere “EMANUELA BANDINI La scuola ai tempi del Covid-19”

GIUSEPPE CALICETI Ma la scuola non può vendersi ai giganti del web

[Striscia rossa, 5 maggio 2020]

Per la scuola a distanza, il ministero dell’istruzione ha dato indicazioni agli istituti attraverso circolare protocollata sulle piattaforme da usare. Quali? Colossi statunitensi della tecnologia: Google Suite, Office 365, WeSchool, Amazon. Perché? Per avere garanzie di affidabilità, probabilmente. Ma anche perché esse si sono offerte, almeno per ora, gratuitamente.
Non è una cosa da poco: una istituzione pubblica come la scuola ha utilizzato aziende private senza far certo troppe gare di appalto; multinazionali che, come è dichiarato nei loro statuti, hanno come principale obiettivo non certo la formazione, ma la raccolta di dati e comportamenti da rivendere o da usare per individuare gusti e orientamenti. E come fine ultimo quello di manipolarli in nome dell’aumento del proprio fatturato. Continua a leggere “GIUSEPPE CALICETI Ma la scuola non può vendersi ai giganti del web”

All knots come to a head

I nodi vengono al pettine. Gli scenari non scenari proposti per il rientro non rientro a settembre derivano da una logica apparentemente ferrea: non c’è un euro per la scuola, ragioniamo con quello che abbiamo (ognuno fa il fuoco con la legna che ha, diceva un ministro dell’istruzione). I ragionamenti che scaturiscono da qui sono per forza di cose contorti e inverosimili:  classi dimezzate, lezioni all’aperto, tutorial immagazzinati in una banca dati fruibili da classi parallele. Vi aspettavate che sarebbe stato ridotto il numero di alunni per classe. Ma nemmeno per idea. Chi lavora ai piani alti sta progettando di monetizzare le mancate ripetenze. Meno alunni meno classi. I soldi risparmiati possono essere utilizzati per salvare le aziende che producono videogiochi (l’Oms ha pubblicamente invitato i cittadini in lockdown a impiegare il tempo con i videogiochi. Dice che fanno bene alla salute).

O viceversa. Continua a leggere “All knots come to a head”

LUCIA TOZZI La scuola non è sacrificabile

[Monitor, 14 aprile 2020]

La scuola è stata la prima a chiudere per il Covid-19. Nelle prime regioni colpite il provvedimento è arrivato in due giorni. Bar, ristoranti, luoghi culturali, eventi, negozi, uffici, località turistiche hanno avuto più di due settimane di tregua, dalle conseguenze tragiche, alimentata da enfatici appelli alla resistenza in nome della produttività e del consumo e alla sdrammatizzazione del rischio. Fabbriche e cantieri sono andati avanti ancora più a lungo, e molte aziende (fino al cinquanta per cento) non hanno mai chiuso, comprese quelle di armi, nonostante il pesantissimo regime di clausura e distanziamento fisico imposto alla popolazione.

La prospettiva è incerta, perché i dati e le informazioni che dovrebbero dimostrare l’efficacia o meno di determinate politiche in diversi paesi sono inaffidabili, sospetti. Continua a leggere “LUCIA TOZZI La scuola non è sacrificabile”