IGIABA SCIEGO Cosa fare con le tracce scomode del nostro passato

[Internazionale, 9 giugno 2020]

Roma è una città fascista. La frase potrebbe suonare come una bestemmia. Probabilmente lo è. Ma il fatto è che nella storia della capitale sono evidenti le tracce del ventennio. Chi abita nella capitale lo sa bene, i fasci littori spuntano stampigliati sui tombini quando meno ce lo aspettiamo, compaiono su un ponte o in alcuni murales. Spesso quando andiamo in una scuola, all’università o in un ufficio postale incappiamo in qualche palazzo d’epoca che presenta segni più o meno occulti del passaggio del regime. Molte delle case in cui abitiamo sono state costruite negli anni trenta e nei cortili di certi palazzi è visibile la grande M di Mussolini.
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Fiore

Amai trite parole che non uno
osava. M’incantò la rima fiore
amore,
la più antica, difficile del mondo.
Umberto Saba, Amai

Qui su l’arida schiena
del formidabil monte
sterminator Vesevo,
la qual null’altro allegra arbor né fiore,
tuoi cespi solitari intorno spargi,
odorata ginestra,
contenta dei deserti.
Giacomo Leopardi, La ginestra

Tra un fiore colto e
l’altro donato
l’inesprimibile nulla.
Giuseppe Ungaretti, Eterno

Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo
di gente in gente, me vedrai seduto
su la tua pietra, o fratel mio, gemendo
il fior de’ tuoi gentil anni caduto.
Ugo Foscolo, In morte del fratello Giovanni

Dobbiamo essere grati alle persone che ci rendono felici, sono gli affascinanti giardinieri che rendono la nostra anima un fiore.
Marcel Proust

Tu sei come un fiore
così soave, bella e pura;
io ti guardo e la malinconia
s’insinua nel mio cuore.
Mi sento come se
dovessi porti le mani sul capo,
pregando che Dio ti conservi
pura bella e soave.
Heinrich Heine

RAYMOND CHANDLER Tutte le bionde hanno i loro vantaggi

Da Il lungo addio

Ci sono bionde e bionde, e al giorno d’oggi questa è quasi una battuta di spirito. Tutte le bionde hanno i loro vantaggi, eccettuate forse quelle metalliche che, sotto la tintura, sono bionde quanto gli zulù, e, per quanto concerne l’indole, sono tenere quanto un marciapiede. C’è la bionda piccoletta e furba che cinguetta e ciangotta, e l’imponente bionda statuaria che con uno sguardo azzurro come il ghiaccio ti mette con le spalle al muro. C’è la bionda che ti guarda dall’alto in basso, e ha un buon profumo, ed è tutta vibrante luminosità, e ti si attacca al braccio ed è sempre tanto, tanto stanca quando l’accompagni a casa. Fa il consueto gesto di diniego e ha il solito dannato mal di capo e tu vorresti stordirla con un colpo in testa, ma in fondo sei lieto di aver saputo dell’emicrania prima di aver investito in lei troppo tempo e denaro e troppe speranze. Poiché l’emicrania la difenderà sempre; è un’arma che non si logora mai ed è mortale quanto il pugnale dei bravi o la fiala di veleno di Lucrezia.

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FERNANDA MAZZOLI Foucault, Debord e i banchi a rotelle

[Roars, 7 settembre 2020]

Il Paese, prostrato dal Covid, riprende finalmente a correre, anzi a scivolare, sulle rotelline degli innovativi banchi fortemente voluti dalla ministra Azzolina, i quali, assieme al monopattino, rappresentano una significativa manifestazione di quello spirito creativo e un po’ sbarazzino al quale è affidata la tanto sospirata ripresa.
Pochi, tuttavia, hanno accolto con entusiasmo la proposta che, al netto dei tempi richiesti dai bandi, dalla fabbricazione e dalla consegna, ancora troppo lenti per stare al passo con tanta vivacità progettuale, dovrebbe tramutarsi in realtà dal prossimo anno scolastico. Prevalgono i soliti gufi che si abbandonano chi al sarcasmo, chi alle dietrologie, chi a fosche previsioni sulle conseguenze in caso di terremoti.

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GIANFRANCO AIMI Scuola, università di Google, lavoro a distanza. Massimo Cacciari: «Siamo cavie in un laboratorio»

[MOW – Men on Wheels, 3 settembre 2020]

Filosofo, professore universitario, autore di oltre 60 libri, personaggio (suo malgrado) nei talk show: Cacciari interrogato sulla scuola avanza tutte le sue perplessità. Alcune anche decisamente inquietanti.
E sul ministro Azzolina…

Le parole chiave per l’inizio della scuola post pandemia sono tre: responsabilità, distanza e laboratorio. Sono questi i cardini sui quali il filosofo Massimo Cacciari è convinto girerà l’anno scolastico che sta per iniziare, il 14 settembre, ma in realtà un po’ tutta la nostra società. E se i primi due erano facilmente ipotizzabili, il terzo appare decisamente inquietante. Secondo il professore emerito dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, è infatti in corso un colossale esperimento di come si potrebbe organizzare la vita in tantissimi settori in futuro: “Lavoro a distanza, scuola a distanza, tutti distanti e tutti insieme davanti allo schermo del computer”.

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Neofeudalesimo

I rapporti feudali erano caratterizzati da una fondamentale disuguaglianza che consentiva lo sfruttamento dei contadini da parte dei feudatari. Perry Anderson cita il monopolio dei mulini ad acqua, che erano di proprietà dei feudatari. I contadini erano obbligati a macinare il grano nel mulino del loro signore, servizio per il quale dovevano pagare […]. Diversamente dal capitalista, il cui profitto è il valore aggiunto generato da lavoratori salariati con la produzione di beni, il signore feudale trae profitto dal monopolio, dalla coercizione e dalle concessioni. Le piattaforme digitali sono i nuovi mulini, i loro proprietari miliardari sono i nuovi signori rurali e le migliaia di lavoratori e i miliardi di utenti sono i nuovi contadini […]. L’accumulo di capitale avviene non tanto con la produzione di beni e il lavoro salariato ma con la vendita di servizi, le concessioni, le licenze, i diritti, il lavoro gratuito (spesso mascherato da partecipazione) degli utenti e l’uso dei dati come se fossero risorse naturali.

Jodi Dean, L’era del neofeudalesimo, in «Internazionale». 162, 12 giugno 2020

GIANFRANCO MANFREDI Agenda ’68

C’è finalmente un’ora in cui non ho da fare
ma la bottiglia è vuota e son stanco di pensare
vorrei leggere un libro, un Tex, un Topolino…
ma la mia mano cade su un vecchio taccuino.
È una vecchia agenda dell’anno ‘68
adesso mi rileggo tutto quello che ho fatto
vediamo se ritrovo la prima occupazione
non mi ricordo il giorno e non ricordo come.
Telefonare a Paola… ma chi sarà costei?
Mi sembrano lontani persino i fatti miei
Ah! Questo lo so bene che cosa vuole dire:
SPETTACOLO-ASSEMBLEA…e sempre meno lire. Continua a leggere “GIANFRANCO MANFREDI Agenda ’68”

ENZO TRAVERSO Buttare giù le statue serve a elaborare la storia

Sassolino bianco e sassolino nero

Da Edward De Bono, Il pensiero laterale

Molti anni fa, ai tempi in cui un debitore insolvente poteva essere gettato in prigione, un mercante di Londra si trovò, per sua sfortuna, ad avere un grosso debito con un usuraio. L’usuraio, che era vecchio e brutto, si invaghì della bella e giovanissima figlia del mercante, e propose un affare. Disse che avrebbe condonato il debito se avesse avuto in cambio la ragazza.
Il mercante e sua figlia rimasero inorriditi della proposta. Perciò l’astuto usuraio propose di lasciar decidere alla Provvidenza. Disse che avrebbe messo in una borsa vuota due sassolini, uno bianco e uno nero, che poi la fanciulla avrebbe dovuto estrarne uno. Se fosse uscito il sassolino nero, sarebbe diventata sua moglie e il debito di suo padre sarebbe stato condonato. Continua a leggere “Sassolino bianco e sassolino nero”