Pietroburgo

Pietroburgo, che è il posto dove è nato Dmitrij Šostakovič, nel 1906, è una città stranissima, abitata da gente stranissima.

Io ci ho abitato, per un po’, e ci vado appena posso, anche se a me, devo confessare, piace più Mosca, che è il posto dove è morto Dmitrij Šostakovič nel 1975.

Mi piace molto anche Pietroburgo ma preferisco Mosca diversamente dalla mamma di mia figlia, che si chiama Francesca, ma quando scrivo di lei la chiamo Togliatti perché lei è laureata in Storia dell’Unione Sovietica, e perché, un po’ è convinta di essere il migliore Continua a leggere “Pietroburgo”

GIOVANNI SCARAFILE L’insegnante ridotto a marionetta del sistema

«Avvenire», 6 settembre 2025

Oggi il senso della vocazione all’educare è offuscato da mille compiti stabiliti nel nome di performatività e misurabilità, come dice il concetto stesso di «credito» formativo. Ma la voce di chi sta in cattedra non è ascoltata. Un’ingiustizia che ne mina credibilità e dignità

Come Marx ed Engels evocavano to spettro del comunismo, oggi potremmo parlare di un altro fantasma che si aggira per le aule scolastiche europee: quello del Beruf la vocazione-professione che un tempo costituiva l’essenza stessa dell’insegnare. Continua a leggere “GIOVANNI SCARAFILE L’insegnante ridotto a marionetta del sistema”

ITALO CALVINO La forte fibra dei Terralba aveva resistito

«Il visconte dimezzato», cap. 2

La battaglia cominciò puntualmente alle dieci del mattino. Dall’alto della sella il luogotenente Medardo contemplava l’ampiezza dello schieramento cristiano, pronto per l’attacco, e protendeva il viso al vento di Boemia, che sollevava odor di pula come da un’aia polverosa.
«No, non si volti indietro, signore», esclamò Curzio che, col grado di sergente, era al suo fianco. E, per giustificare la frase perentoria, aggiunse piano: «Dicono che porti male, prima del combattimento».
In realtà, non voleva che il visconte si scorasse, avvedendosi che l’esercito cristiano consisteva quasi soltanto in quella fila schierata, e che le forze di rincalzo erano appena qualche squadra di fanti male in gamba. Continua a leggere “ITALO CALVINO La forte fibra dei Terralba aveva resistito”

ALVARO BERARDINELLI «Riforma» Gelmini, 17 anni fa l’atomica sull’istruzione pubblica italiana. La scuola non fu più la stessa

La tecnica della scuola, 9 settembre 2025

L’atomica sull’istruzione pubblica italiana: il 6 agosto 2008 (63 anni dopo Hiroshima) la Legge 133 sulla pubblica finanza, con gli articoli 15-17, 64 e 66, colpì scuola e università. Pochi la ricordano ancora: tanto che i nuovi docenti spesso ignorano questo argomento, e pensano che la difficile situazione della Scuola sia un dato di natura. in realtà il lavoro dei docenti oggi è molto più difficile per una serie di scelte politiche, di cui la “riforma” Gelmini è pietra miliare.

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GIACOMO DEBENEDETTI La taglia

Da «16 ottobre 1943»

La sera del 26 settembre 1943, il presidente della Comunità israelitica di Roma e quello dell’Unione delle comunità italiane – tramite il dottor Cappa, funzionario della questura – erano stati convocati per le ore diciotto all’ambasciata germanica. Li ricevette, paurosamente cortese e “distinto”, il maggiore delle ss Herbert Kappler, che li fece accomodare e per qualche momento parlò del più e del meno, in tono di ordinaria conversazione. Poi entrò nel merito: gli ebrei di Roma erano doppiamente colpevoli, come italiani (ma meno di due mesi dopo, un decreto germano-fascista, auspici Rahn, Mussolini e Pavolini, doveva disconoscere agli ebrei d’Italia la cittadinanza italiana; e allora maggiore Kappler?), come italiani per il tradimento contro la Germania, e come ebrei perché appartenenti alla razza degli eterni nemici della Germania. Continua a leggere “GIACOMO DEBENEDETTI La taglia”

Speranza

La speranza non è la convinzione che qualcosa andrà bene, ma la certezza che vale la pena fare qualcosa a prescindere da come andrà a finire.
Václav Havel

La speranza si fonda sull’idea che non sappiamo cosa succederà, e che proprio nello spazio dell’incertezza c’è margine per agire. Riconoscere l’incertezza significa riconoscere che potremmo essere in grado di influenzare i risultati da soli, con poche decine di persone o insieme a milioni di altre. La speranza è un abbraccio all’ignoto e al conoscibile, un’alternativa alla sicurezza sia degli ottimisti sia dei pessimisti. Continua a leggere “Speranza”

ALESSANDRO DAL LAGO Contro la società pedagogica

«aut aut», 358, 2013

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Tra le cose strane che mi sono capitate nella vita, una è senz’altro l’aver finito la carriera accademica in una facoltà pedagogica. Quando questo numero di «aut aut» vedrà la luce, sarò in procinto di andare in pensione con qualche anno di anticipo, ma aver passato quasi vent’anni (diciannove per l’esattezza) in un luogo che ha come ragion d’essere la diffusione dei saperi «formativi» e «educativi» è qualcosa di cui ancora non mi capacito. Infatti, non ho alcuna propensione per quei saperi – semmai una certa avversione. C’è qualcosa che non mi è mai piaciuto nell’idea di «educare» – cioè, come vuole l’etimologia, di «tirare fuori qualcosa da qualcuno» o di «portarlo sulla retta via» Continua a leggere “ALESSANDRO DAL LAGO Contro la società pedagogica”

ANNALISA SCASSANDRA Il mare e il pino

C’era il mare e c’era un pino.
Ognuno esisteva a modo suo, l’uno indipendentemente dall’altro: il mare esisteva senza il pino e il pino esisteva senza il mare.
Un giorno il mare e il pino capitarono nello stesso luogo.
Il pino stava bene lì vicino al mare, anche se non lo sapeva; il mare si era accorto del pino, gli piaceva moltissimo. Era un mare senza odore, un po’ triste: si perdeva sulla spiaggia infinita di sabbia scura, coi gabbiani stanchi che svolazzavano su quell’azzurro cangiante alla ricerca di qualche pesce.
Il mare percorreva instancabile avanti e indietro la linea dell’orizzonte, in un eterno andirivieni uguale e diverso; cercava di raggiungere la terra, gettando le sue onde il più lontano possibile, ma poi si pentiva e se le andava a riprendere nuovamente. Continua a leggere “ANNALISA SCASSANDRA Il mare e il pino”