Sentirsi in accordo con le cose è prezioso perché ci lascia vivere. La si chiama ovvietà. Essa esiste soltanto finché non la si percepisce. Credo che l’ovvietà sia quanto di più rilassante ci sia dato. Ci mantiene a debita distanza da noi stessi. E il modo più perfetto di risparmiarsi, quello di non dover tener conto della propria presenza. Ed è la conseguenza più gravosa, allorché l’ovvietà vien me- no, il fatto che gli esseri umani si ritrovino depauperati non di singole componenti enumerabili della propria esistenza, ma che tutt`in una volta diventi loro impossibile ricondurre molte cose ad un’unitarietà con se stesse.
Herta Müller, Lo sguardo estraneo