SALVATORE QUASIMODO Milano, agosto 1943

«Giorno dopo giorno» (1947)

Invano cerchi tra la polvere,
povera mano, la città è morta.
È morta: s’è udito l’ultimo rombo
sul cuore del Naviglio. E l’usignolo
è caduto dall’antenna, alta sul convento,
dove cantava prima del tramonto.
Non scavate pozzi nei cortili:
i vivi non hanno più sete.
Non toccate i morti, così rossi, così gonfi:
lasciateli nella terra delle loro case:
la città è morta, è morta.

STEFANO ROSSETTI Quasi discreto = 6/7 = 6.75 = va benino?

La scuola e noi, 1 dicembre 2025

Appunti per un dibattito non ideologico sulla valutazione

Gli alunni seri non sono soddisfatti. Dicono che nelle altre classi l’insegnante gli dice che cosa devono sapere. L’insegnante lo spiega e tu lo devi imparare. Poi l’insegnante fa l’esame e uno prende il voto che merita.

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