Barba

(s.f.) – I peli che di solito si tagliano coloro che giustamente esecrano l’assurda usanza cinese di radersi il cranio.
Ambrose Bierce, Dizionario del diavolo

La barba, essendo quasi una maschera, dovrebbe essere proibita dalla polizia. Inoltre, come distintivo del sesso in mezzo al viso, è oscena e per questo piace alle donne.
Arthur Schopenhauer

Continua a leggere “Barba”

EMANUELE TESAURO La metafora

Da «Il cannocchiale aristotelico», VII

Ed eccoci alla fin pervenuti grado per grado al più alto colmo delle figure ingegnose, a paragon delle quali tutte le altre figure fin qui recitate perdono il pregio, essendo la metafora il più ingegnoso e acuto, il più pellegrino e mirabile, il più gioviale e giovevole, il più facondo e fecondo parto dell’umano intelletto. Ingegnosissimo veramente, però che, se l’ingegno consiste (come dicemmo) nel ligare insieme le remote e separate nozioni degli propositi obietti, questo apunto è l’officio della metafora, e non di alcun’altra figura: perciò che, traendo la mente, non men che la parola, da un genere all’altro, esprime un concetto per mezzo di un altro molto diverso, trovando in cose dissimiglianti la simiglianza. Continua a leggere “EMANUELE TESAURO La metafora”

MAYA ABU AL HAYYAT Alcune ipotesi

Ogni volta che esco di casa
È un tentato suicidio
Ogni ritorno è un’umiliazione
Ho paura di non tomare
Ho paura degli pneumatici in fiamme
Dell’imprudenza dei soldati
Del nervosismo degli adolescenti
Della sonnolenza del camionista
Ho paura di trovare ciò stavo cercando
Voglio tornare a casa intera
Ecco perché lascio briciole dietro di me

Continua a leggere “MAYA ABU AL HAYYAT Alcune ipotesi”

CAPAREZZA Eroe

Da «Le dimensioni del mio caos» (2008)

Questa che vado a raccontarvi
È la vera storia di Luigi delle Bicocche
Eroe contemporaneo
A cui noi tutti dobbiamo la nostra libertà

Piacere, Luigi delle Bicocche
Sotto il sole faccio il muratore e mi spacco le nocche
Da giovane il mio mito era l’attore Dennis Hopper
Che in Easy Rider girava il mondo a bordo di un chopper

Continua a leggere “CAPAREZZA Eroe”

ANDREA BOITANI, MAURIZIO FRANZINI, ELENA GRANAGLIA Disuguaglianza, merito e meritocrazia

[Pandora rivista, 27 novembre 2023]

In questo contributo sono riprese e ampliate le riflessioni sviluppate da Andrea Boitani, Maurizio Franzini e Elena Granaglia nell’articolo Merito e meritocrazia: proviamo a fare chiarezza, uscito sul numero 190 del «Menabò di etica ed economia» nell’aprile 2023.

«L’idea di meritocrazia può avere molte virtù, ma la chiarezza non è una di quelle virtù». Così iniziava, nel 2000, Amartya Sen un suo breve saggio su Merit and justice[1]. Prima e dopo il 2000 i tentativi di definire, esaltare o criticare la meritocrazia sono stati numerosissimi e non è certo possibile darne conto in questa sede. Continua a leggere “ANDREA BOITANI, MAURIZIO FRANZINI, ELENA GRANAGLIA Disuguaglianza, merito e meritocrazia”

Il Financial Times si è accorto del nostro «inglese farlocco»

[Il Post, 6 ottobre 2023]

Negli Stati Uniti o nel Regno Unito nessuno capisce cos’è un «self-bar» o un «lifting», o cosa fa una persona in «smart working»

In un articolo uscito questa settimana il Financial Times ha definito “inglese farlocco” – così, in italiano – quelle parole di uso comune nella nostra lingua che sembrano provenire dall’inglese ma che fuori dall’Italia nessuno capisce, perché hanno un significato diverso oppure nemmeno esistono. La giornalista Amy Kazmin ha scritto di quanto sia strano per lei vedere per esempio i distributori automatici di bevande e snack chiamati self-bar, parola ibrida che non esiste in inglese, oppure sentire parlare di pullman (che prende nome dall’imprenditore George Pullman) e autostop, due parole che gli italiani usano sempre, ma i cui veri corrispettivi inglesi sono intercity bus e hitchhiking.

Continua a leggere “Il Financial Times si è accorto del nostro «inglese farlocco»”

GIACOMO LEOPARDI Le ricordanze

«Canti», 22

Vaghe stelle dell’Orsa, io non credea
tornare ancor per uso a contemplarvi
sul paterno giardino scintillanti,
e ragionar con voi dalle finestre
di questo albergo ove abitai fanciullo,
e delle gioie mie vidi la fine.
Quante immagini un tempo, e quante fole
creommi nel pensier l’aspetto vostro
e delle luci a voi compagne! allora Continua a leggere “GIACOMO LEOPARDI Le ricordanze”

ALESSANDRO MANZONI Il rapporto tra poesia e storia

Da «Lettre a M. C.*** sur l’unité de temps et de lieu dans la tragédie»

Non so se sto per dire qualcosa di contrario alle idee comunemente accettate; ma credo di enunciare una verità semplicissima, affermando che l’essenza della poesia non consiste nell’inventare fatti: questa invenzione è quanto di più facile e di più volgare vi sia nel lavoro del pensiero, quanto1 esiga la minor riflessione e perfino la minore immaginazione. Infatti non c’è nulla di più comune delle creazioni di questo genere; invece tutti i grandi monumenti della poesia hanno per base avvenimenti dati dalla storia o, che è lo stesso a questo riguardo, che sono stati un tempo considerati storia.

Continua a leggere “ALESSANDRO MANZONI Il rapporto tra poesia e storia”

Neoliberismo

Il neoliberismo, a differenza del liberismo classico, non è […] interessato a fornire una logica fondazionalista del reale (non parla di homo oeconomicus e raramente si spinge ad affermare la natura egoistica dell’individuo): ciò che gli preme è favorire comportamenti e pensieri che si sviluppano all’interno di un’etica strumentale fondata […] sul principio di utilità. Non si tratta dunque di propugnare, essenzialisticamente, la natura economica dell’uomo; si tratta piuttosto di inserirlo in un sistema che lo spinga ad agire […] economicamente.

Mimmo Cangiano, Guerre culturali e neoliberismo

ANTON MARIA NARDUCCI Sembran fere d’avorio in bosco d’oro

Sembran fere d’avorio in bosco d’oro
le fere erranti onde sì ricca siete;
anzi, gemme son pur, che voi scotete
da l’aureo del bel crin natio tesoro:

o pure, intenti a nobile lavoro
così cangiati gli Amoretti avete,
perché tessano al cor la bella rete
con le auree fila ond’io beato moro.

O fra bei rami d’or volanti Amori,
gemme nate d’un crin fra l’onde aurate,
fere pasciute di nettarei umori;

deh, s’avete desio d’eterni onori,
esser preda talor non isdegnate
di quella preda onde son preda i cori!