Musei

In tutto il mondo i musei più importanti si sono piegati alla logica disneyana e stanno diventando essi stessi dei parchi a tema. Il passato, fosse pure il Rinascimento italiano o l’antico Egitto, è riassimilato e omogeneizzato nella forma più digeribile. Senza speranza di fronte al nuovo, ma delusi da tutto quello che non ci è familiare, noi ricolonizziamo tanto il passato quanto il futuro. La stessa tendenza si coglie nei rapporti personali, nel modo in cui ci aspettiamo che la gente confezioni se stessa, le proprie emozioni e la propria sessualità in forme attraenti di richiamo immediato.

J.G. Ballard. La mostra delle atrocità

ORLANDO ORLANDI POSTI Vita in una cella della Gestapo

Da «Roma ’44. Le lettere dal carcere di via Tasso di un ragazzo martire delle Fosse Ardeatine»

Una camera di 3 x 3 m. circa tappezzata di carta chiara, con finestra murata completamente in modo che non entri nessuno spiraglio di aria, sulla porta vi è un foro coperto a mo’ di spioncino sopra, nel muro una grata che dà nel corridoio nella quale in alto vi sono collocate delle lampade potenti che servono per l’illuminazione di tutte le celle, che prima non erano altro che delle stanze di un [parola illeggibile] appartamentino, queste lampade rimangono accese giorno e notte in continuazione cosa da fare impazzire. Continua a leggere “ORLANDO ORLANDI POSTI Vita in una cella della Gestapo”

Fratellanza

Di che reggimento siete
fratelli?
Parola tremante
nella notte
Foglia appena nata.
Giuseppe Ungaretti, Fratelli

Esiste un sentimento di fratellanza? Quando squadre di uomini armati si presentano al crematorio e questa o quella sezione del distaccamento sa che è ora, i Sonder designati si congedano con un cenno del capo o una parola o un gesto della mano – o neppure questo. Si congedano con gli occhi a terra. E più tardi, quando recito il Kaddish per gli scomparsi, li abbiamo già dimenticati.
Da Martin Amis, La zona d’interesse

GIANNI RODARI L’accento sulla A

Quella mattina del 1950 Luciana Romoli, militante del P.C.I. aveva preso accordi con i suoi compagni del Partito ed avevano stabilito di andare a scrivere alcuni messaggi sui muri della città, in particolare sul Lungotevere. L’accordo con gli altri compagni era che lei scrivesse i messaggi mentre gli altri avrebbero provveduto ad avvisarla con un fischio dell’eventuale arrivo di agenti. Luciana così ha ricordato quell’episodio: «L’accordo era che, al loro fischio, saremmo dovuti scappare. “Pace e liberta” scrissi, senza riuscire a mettere l’accento sulla a.  Sentii la sirena che segnalava l’arrivo della polizia. Non fuggii. Mi fermai per completare la parola e tracciare quell’accento. Mi arrestarono». leggi tutto

«O fattorino in bicicletta
dove corri con tanta fretta?». Continua a leggere “GIANNI RODARI L’accento sulla A”

CSI Cupe vampe

Da «Linea gotica» (1996)

Di colpo si fa notte, s’incunea crudo il freddo
La città trema, livida trema

Brucia la biblioteca, i libri scritti e ricopiati a mano
Che gli Ebrei Sefarditi portano a Sarajevo in fuga dalla Spagna
S’alzano i roghi al cielo
S’alzano i roghi in cupe vampe

Brucia la biblioteca degli Slavi del sud, europei dei Balcani
Bruciano i libri, possibili percorsi
Le mappe, le memorie, l’aiuto degli altri

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DANIELE LO VETERE Lo scrutinio come precipitato di ossessione valutativa e burocrazia

La scuola e noi, 1 luglio 2024

Per fare uno scrutinio, ci vuole…
Oggi, per fare uno scrutinio, ci vuole: l’attribuzione del voto di comportamento; l’attribuzione dei voti nelle singole materie; l’attribuzione del voto trasversale di educazione civica; in seconda, la certificazione delle competenze in uscita, in coincidenza con la fine dell’obbligo scolastico (da quest’anno con un nuovo modello di certificazione: DM n. 14 del 30 gennaio 2024); nelle tre classi del triennio (per i feticisti del lessico delle riforme: secondo biennio + quinto anno), l’attribuzione del credito scolastico e formativo per l’Esame di Stato; la valutazione di due “spiriti”, lo spirito di collaborazione e lo spirito di iniziativa.

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MATTEO ZENONI L’inizio e la fine: un percorso ad alta velocità tra Svevo e Pirandello

[La scuola e noi, 1 aprile 2024]

Il romanzo della crisi

In uno dei capolavori della critica del XX secolo, Il romanzo del Novecento, Giacomo Debenedetti individuava negli anni successivi alla Prima guerra mondiale un momento di profonda mutazione del genere romanzesco; i «modelli veristi» erano ormai considerati «stancati, esausti e in qualche modo inservibili», e «il romanzo italiano rinasceva», tanto che i lettori avevano l’impressione di trovarsi di fronte a «“un romanzo altro”, se vogliamo imitare la frase del critico francese Tapié che ad un suo saggio sulla pittura moderna ha dato il titolo di Un art autre» (p. 98). Insieme allo statuto del narratore, ai rapporti di causa-effetto tra gli eventi e alle tecniche narrative, si modificava anche il personaggio Continua a leggere “MATTEO ZENONI L’inizio e la fine: un percorso ad alta velocità tra Svevo e Pirandello”

Scacchi

Se fosse dipeso da lui avrebbe giocato senza fermarsi mai. Il suo sogno era una vita in cui si potessero sbrigare il mangiare e il dormire durante le mosse dell’avversario.
Elias Canetti, Auto da fé

Due re nemici giocano a scacchi mentre in una vallata vicina i loro eserciti lottano e si annientano. Giungono messaggeri con notizie della battaglia; i re non paiono udirli e chini sulla scacchiera d’argento muovono i pezzi d’oro. Man mano appare evidente che le sorti del combattimento seguono le sorti del gioco. Verso sera uno dei re rovescia la scacchiera perché ha subito scacco matto, e poco dopo un cavaliere insanguinato gli annuncia: «Il tuo esercito è in fuga, hai perso il regno».
Edwin Morgan, The Week-End Companion to Wales and Cornwall, in Borges – Bioy Casares. Racconti brevi e straordinari

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WISLAWA SZYMBORSKA La prima fotografia di Hitler

«Vista con granello di sabbia» (2007)

E chi è questo pupo in vestina?
Ma è Adolfino, il figlio del signor Hitler!
diventerà forse un dottore in legge
o un tenore dell’opera di Vienna?
Di chi è questa manina, di chi,
e gli occhietti, il nasino?
Di chi il pancino pieno di latte,
ancora non si sa:
d’un tipografo, d’un mercante, d’un prete? Continua a leggere “WISLAWA SZYMBORSKA La prima fotografia di Hitler”