«Com’è profondo il mare» (1977)
Ti hanno visto bere a una fontana
Che non ero io
Ti hanno visto spogliata la mattina
Birrichina birricò
Mentre con me non ti spogliavi
Neanche la notte
Ed eran botte, Dio, che botte
pagina a traffico illimitato, con facoltà di polemica, di critica, di autocritica, di didattica in presenza e in assenza, di insulti, di ritrattazioni, di sciocchezze e sciocchezzai, di scuola e scuole, buone e cattive, di temi originali e copiati, di studenti curiosi e indifferenti, autodidatti e etero didatti, di nonni geniali e zie ancora giovani (e vogliose), di bandiere al vento e mutande stese, di cani morti e gatti affamati (e assetati)
«Com’è profondo il mare» (1977)
Ti hanno visto bere a una fontana
Che non ero io
Ti hanno visto spogliata la mattina
Birrichina birricò
Mentre con me non ti spogliavi
Neanche la notte
Ed eran botte, Dio, che botte
«Le ombre bianche», 12 gennaio 2017
Scommetto che di tutto quello che ho vi ho spiegato l’ultima volta non vi ricordate nulla, dico agli studenti di una seconda.
Silenzio.
Nello smarrimento della classe irrompe Chiara, esultante: io mi ricordo una cosa.
Cosa?
Che i Longobardi avevano un problema.
«Mother Jones», tradotto da «Internazionale». 1603, 28 febbraio 2025
Il 30 gennaio Sam, un’insegnante di una scuola elementare nell’area di Boston, è entrata in classe e ha notato che un terzo degli studenti era assente. “Ho provato una tristezza infinita”, racconta. “L’immagine della luce del sole che si rifletteva sui banchi vuoti mi ha colpito profondamente”.
Continua a leggere “SOPHIE HURWITZ – ISABELA DIAS Le classi si svuotano per paura di Trump”Nella cittadina californiana di Sierra Madre, negli Stati Uniti, un orso è entrato in casa di Laurie Devault: ha aperto la porta, è entrato in cucina e ha preso un pacco di pollo surgelato dal freezer. Né l’animale né la padrona di casa sono rimasti feriti. La polizia ha inseguito il ladro che, mentre scappava, ha perso il pollo. Gli agenti l’hanno riportato alla proprietaria. «Era un orso molto gentile», ha commentato Devault.
Da Internazionale, «Storie vere»
Da «La Storia»
Prima dell’inizio di questa sua carriera, un pomeriggio piovoso d’autunno, Iduzza, sposata appena da pochi mesi, era stata scossa su al suo ultimo piano da un fragore di canti, urla e sparatorie per le vie sottostanti del quartiere. Difatti, erano le giornate della «rivoluzione» fascista, e in quel giorno (30 ottobre 1922) si andava svolgendo la famosa «marcia su Roma». Una delle colonne nere in marcia, entrata in città per la porta di San Lorenzo, aveva trovato una aperta ostilità in quel rione rosso e popolare. E prontamente s’era data alla vendetta, devastando le abitazioni lungo la strada, malmenando gli abitanti e ammazzando alcuni ribelli sul posto. I morti di San Lorenzo furono tredici. Ma si tratta, invero, di un episodio fortuito Continua a leggere “ELSA MORANTE Assalto a San Lorenzo”
Da «La religione del mio tempo» (1961)
Così giunsi ai giorni della Resistenza
senza saperne nulla se non lo stile:
fu stile tutta luce, memorabile coscienza
di sole. Non poté mai sfiorire,
neanche per un istante, neanche quando
l’Europa tremò nella più morta vigilia.
Fuggimmo con le masserizie su un carro
da Casarsa a un villaggio perduto
tra rogge e viti: ed era pura luce.
In Svizzera la legge non garantisce ai lavoratori l’accesso libero alle toilette durante l’orario di servizio: è la conclusione del tribunale di Neuchâtel, che ha accolto un ricorso della Jean Singer, che produce quadranti per orologi. L’azienda ha comunicato ai suoi dipendenti che possono andare in bagno solo timbrando il cartellino per dichiarare di essere fuori servizio. L’ispettorato del lavoro aveva fatto ricorso contro questo ordine, ma il tribunale ha dato ragione all’azienda «perché il termine “pausa” non è definito chiaramente dalla legge». La Singer sostiene che i suoi dipendenti hanno «grande libertà» sulle pause, la cui durata è «a discrezione di ogni dipendente».
Da Internazionale, «Storie vere»
Da «Sulla maniera e sulla utilità delle traduzioni»
Tra tutte le moderne lingue l’italiana è la più acconcia per imprimere tutti i sentimenti e gli affetti dell’Omero greco. Ella veramente non ha lo stesso ritmo: nè l’esametro può capire nelle lingue che oggidì si parlano; poichè le sillabe lunghe e le brevi non hanno punto di quella misura che appo gli antichi le notava. Nondimeno dalle parole italiane risulta un’armonia alla quale non bisognano spondei nè dattili; e la costruzione grammaticale di quella lingua è capace di una perfetta imitazione de’ concetti greci. Ne’ versi sciolti il pensiere, nulla impedito dalla rima, scorre liberamente come nella prosa, serbando tuttavia la grazia e la misura poetica.
Continua a leggere “MADAME DE STAËL Gl’intelletti della bella Italia rivolgano l’attenzione al di là dall’Alpi”«Tabula rasa elettrificata» (1998)
Che la terra è pesante
Non si può sollevare
Che la terra è pesante
Pesante da portare
È bassa troppo bassa
Preme e schiaccia
Fucina di potere temporale
«Lo stato delle città», 13, novembre 2024
Apro la casella delle mail e mi ritrovo una sfilza di circolari, comunicazioni, avvisi con numero di protocollo. Comincia un altro anno di lavoro dentro la scuola, il secondo da quando sono uscita dall’università. Un anno fa a quest`ora non immaginavo che sarei riuscita a imparare più di duecento nomi e cognomi, stare di fronte a trenta ragazzi senza potermi nascondere, parlare di disequazioni, rette, termodinamica e riuscire a tenere il filo del discorso per un’ora Continua a leggere “CHIARA ROMANO, TOMMASO SANTORI Tra le pecore e i padroni. Passi e inciampi da una scuola di provincia”