SOPHIE HURWITZ – ISABELA DIAS Le classi si svuotano per paura di Trump

«Mother Jones», tradotto da «Internazionale». 1603, 28 febbraio 2025

Molti figli di immigrati senza documenti evitano di andare a lezione perché temono una retata della polizia. Una situazione che colpisce la scuola pubblica e il diritto allo studio

Il 30 gennaio Sam, un’insegnante di una scuola elementare nell’area di Boston, è entrata in classe e ha notato che un terzo degli studenti era assente. “Ho provato una tristezza infinita”, racconta. “L’immagine della luce del sole che si rifletteva sui banchi vuoti mi ha colpito profondamente”.

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Orso

Non scherzare con l’orso, se non vuogli esser morso.
Franco Sacchetti

Nella cittadina californiana di Sierra Madre, negli Stati Uniti, un orso è entrato in casa di Laurie Devault: ha aperto la porta, è entrato in cucina e ha preso un pacco di pollo surgelato dal freezer. Né l’animale né la padrona di casa sono rimasti feriti. La polizia ha inseguito il ladro che, mentre scappava, ha perso il pollo. Gli agenti l’hanno riportato alla proprietaria. «Era un orso molto gentile», ha commentato Devault.
Da Internazionale, «Storie vere»

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ELSA MORANTE Assalto a San Lorenzo

Da «La Storia»

Prima dell’inizio di questa sua carriera, un pomeriggio piovoso d’autunno, Iduzza, sposata appena da pochi mesi, era stata scossa su al suo ultimo piano da un fragore di canti, urla e sparatorie per le vie sottostanti del quartiere. Difatti, erano le giornate della «rivoluzione» fascista, e in quel giorno (30 ottobre 1922) si andava svolgendo la famosa «marcia su Roma». Una delle colonne nere in marcia, entrata in città per la porta di San Lorenzo, aveva trovato una aperta ostilità in quel rione rosso e popolare. E prontamente s’era data alla vendetta, devastando le abitazioni lungo la strada, malmenando gli abitanti e ammazzando alcuni ribelli sul posto. I morti di San Lorenzo furono tredici. Ma si tratta, invero, di un episodio fortuito Continua a leggere “ELSA MORANTE Assalto a San Lorenzo”

PIER PAOLO PASOLINI La Resistenza e la sua luce

Da «La religione del mio tempo» (1961)

Così giunsi ai giorni della Resistenza
senza saperne nulla se non lo stile:
fu stile tutta luce, memorabile coscienza
di sole. Non poté mai sfiorire,
neanche per un istante, neanche quando
l’Europa tremò nella più morta vigilia.
Fuggimmo con le masserizie  su un carro
da Casarsa a un villaggio perduto
tra rogge e viti: ed era pura luce.

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Pausa

In Svizzera la legge non garantisce ai lavoratori l’accesso libero alle toilette durante l’orario di servizio: è la conclusione del tribunale di Neuchâtel, che ha accolto un ricorso della Jean Singer, che produce quadranti per orologi. L’azienda ha comunicato ai suoi dipendenti che possono andare in bagno solo timbrando il cartellino per dichiarare di essere fuori servizio. L’ispettorato del lavoro aveva fatto ricorso contro questo ordine, ma il tribunale ha dato ragione all’azienda «perché il termine “pausa” non è definito chiaramente dalla legge». La Singer sostiene che i suoi dipendenti hanno «grande libertà» sulle pause, la cui durata è «a discrezione di ogni dipendente».

Da Internazionale, «Storie vere»

MADAME DE STAËL Gl’intelletti della bella Italia rivolgano l’attenzione al di là dall’Alpi

Da «Sulla maniera e sulla utilità delle traduzioni»

Tra tutte le moderne lingue l’italiana è la più acconcia per imprimere tutti i sentimenti e gli affetti dell’Omero greco. Ella veramente non ha lo stesso ritmo: nè l’esametro può capire nelle lingue che oggidì si parlano; poichè le sillabe lunghe e le brevi non hanno punto di quella misura che appo gli antichi le notava. Nondimeno dalle parole italiane risulta un’armonia alla quale non bisognano spondei nè dattili; e la costruzione grammaticale di quella lingua è capace di una perfetta imitazione de’ concetti greci. Ne’ versi sciolti il pensiere, nulla impedito dalla rima, scorre liberamente come nella prosa, serbando tuttavia la grazia e la misura poetica.

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CHIARA ROMANO, TOMMASO SANTORI Tra le pecore e i padroni. Passi e inciampi da una scuola di provincia

«Lo stato delle città», 13, novembre 2024

Tocca ora al pane di spezzare l’uomo,
d’esser la bellezza del primo albeggiare.
René Char

Apro la casella delle mail e mi ritrovo una sfilza di circolari, comunicazioni, avvisi con numero di protocollo. Comincia un altro anno di lavoro dentro la scuola, il secondo da quando sono uscita dall’università. Un anno fa a quest`ora non immaginavo che sarei riuscita a imparare più di duecento nomi e cognomi, stare di fronte a trenta ragazzi senza potermi nascondere, parlare di disequazioni, rette, termodinamica e riuscire a tenere il filo del discorso per un’ora Continua a leggere “CHIARA ROMANO, TOMMASO SANTORI Tra le pecore e i padroni. Passi e inciampi da una scuola di provincia”