MICHELA CALLEDDA La scuola e il margine. Appunti da un paese che resiste

Italia che cambia, 4 giugno 2025

A Siliqua, così come nel resto dei paesi sardi, vivere al margine non è solo una condizione geografica o demografica, ma un atto quotidiano di resistenza. Al centro c’è la scuola.

«La marginalità è un luogo radicale di possibilità, uno spazio di resistenza». Lo scriveva bell hooks – all’anagrafe Gloria Jean Watkins, scrittrice, attivista e femminista americana. E qui, in un paese come Siliqua, questa frase non suona come una teoria astratta Continua a leggere “MICHELA CALLEDDA La scuola e il margine. Appunti da un paese che resiste”

FEDERICA CAPPUCCIO La mitridatizzazione della scuola

Sono un’insegnante di serie B. Scrivo per rabbia, annebbiata dall’invidia sociale verso quelli che ce l’hanno fatta. Gli insegnanti multiuso, che insegnano nelle ore di insegnamento (quanto basta), compilano le carte, partecipano alle riunioni, correggono i compiti, e nondimeno gli avanza tanto di quel tempo e voglia da poter essere anche tutor, orientatori, progettisti, stagisti, animatori digitalizzati.

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EMANUELA BANDINI Il tempo scuola fugge… et non s’arresta una hora

Le parole e le cose, 2 giugno 2025

Una delle lamentele più frequenti che si possano ascoltare nelle sale insegnanti di tutto lo Stivale è che a scuola, in classe, non si riesca più a fare quello che si riusciva a fare solo cinque o sei anni fa, nonostante ci si senta sempre più carichi di lavoro: c’è chi attribuisce questa difficoltà alle diverse caratteristiche delle nuove generazioni, chi invece alle mutate condizioni dei dispositivo scolastico, che negli ultimi venticinque anni ha attraversato non meno di quattro grandi processi di riforma e revisione (Berlinguer, Moratti, Gelmini, Renzi) e una serie di continui “aggiustamenti interni”, che, pur mantenendone immutata la struttura portante, hanno modificato profondamente quello che si fa (o si riesce a fare) nelle aule.

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FRANCO FORTINI Un insegnante non è un padre, anche se lo somiglia

«Da un diario inesistente» (1967-70)

20 maggio 1969

Cara Ezia, nel suo ultimo tema lei ha scritto: «Mai un professore mi ha chiesto il vero perché di una mia impreparazione, mai si è interessato della mia vita. Nessun insegnante mi ha mai voluto bene. Se non si riesce a capirsi a scuola, lo si può fare in una fabbrica, in un ufficio, su di una spiaggia, in una sala da ballo?».

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MARTINA BASTIANELLO Nel Grando…

La scuola e noi, 5 maggio 2025

Preparando la conserva di fine estate oppure una torta di mele ottobrina, arrivava sempre il momento in cui – con tono solenne e misurata cadenza – uno dei miei nonni diceva: “Nel grando ghe sta anca el picoeo”.

Ricordando le remote conserve e le perdute torte, mi sono detta: “Vuoi vedere che – in tempi di autonomia differenziata – mi sono imbattuta in un principio-guida che potrebbe, per una volta, mettere tutti d’accordo?”.

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MARCO MAURIZI All Quiet on the School Front. L’educazione nella nuova fase della transizione globale

Le parole e le cose, 5 maggio 2025

Introduzione

Costruire oggi un ragionamento lucido e critico sulla scuola risulta particolarmente complesso, immersi come siamo in una fase di profonda e convulsa trasformazione geopolitica. Da tempo, del resto, la scuola ha cessato di essere un motore di rinnovamento sociale: si è ridotta a campo di battaglia simbolico, dove si affrontano istanze ideologiche contrapposte che offuscano l’origine materiale dei propri discorsi. Come abbiamo già avuto modo di sottolineare, l’apparente polarizzazione tra conservatori identitari e progressisti inclusivi cela in realtà una profonda convergenza strategica. Continua a leggere “MARCO MAURIZI All Quiet on the School Front. L’educazione nella nuova fase della transizione globale”

MONICA ROMANO IN-SEGNARE, oggi

La scuola e noi, 7 aprile 2025

Imparare è un’avventura. Senza di esso la nostra missione vivente  perde significato, direzione, speranza. Imparando (e insegnando) possiamo ancora segnare nuove strade, costruire futuri (e presenti) più felici, più ricchi di piacere, più degni della parte migliore di noi. 
Attilio Scuderi, L’arcipelago del vivente

Alla vigilia del mio primo ingresso in classe da docente, qualche settimana prima dell’acquisizione dell’abilitazione, con un concorso superato ma non vinto alle spalle e un altro – con ogni probabilità altrettanto inconcludente – vicino a venire, mi chiedevo quali fossero le coordinate essenziali del mestiere che mi prestavo ad affrontare Continua a leggere “MONICA ROMANO IN-SEGNARE, oggi”

ROBERTO GRENDENE Ora di religione, assente giustificata: sempre meno studenti frequentano l’Irc

MicroMega, 10 aprile 2025

Nelle scuole statali italiane le scelte di non frequentare l’insegnamento della religione cattolica (Irc) crescono a un ritmo di cinquantamila l’anno.

Superavano di poco il milione nel 2020/21, hanno raggiunto quota 1.164.000 nel 2023/24. Nelle scuole statali italiane le scelte di non frequentare l’insegnamento della religione cattolica (Irc) crescono a un ritmo di cinquantamila l’anno, nonostante il calo demografico comporti contestualmente una diminuzione annua della popolazione studentesca di centomila unità. Continua a leggere “ROBERTO GRENDENE Ora di religione, assente giustificata: sempre meno studenti frequentano l’Irc”

LUCA MALGIOGLIO «Innovare la didattica con l’Ai» e altre sciocchezze

La nostra scuola, 23 giugno 2025

… dimenticando che «innovare», a scuola, significa insegnare agli studenti a guardare il mondo con occhi nuovi

È uno spettacolo veramente singolare quello dei decrepiti futuristi che vedono in ogni normale lezione il fantasma di una terribile quanto inesistente lezione frontale unidirezionale, priva di dialogo e di relazione (qualche lontano trauma adolescenziale mai elaborato?); nelle spiegazioni sempre nuove degli insegnanti, calibrate sugli studenti e sull’argomento di cui si discute, un violento e passivizzante “riempire vasi” Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO «Innovare la didattica con l’Ai» e altre sciocchezze”

MARTIN VENATOR «Lo studente al centro», «la personalizzazione degli apprendimenti», «l’orientamento» e altre truffe

La nostra scuola, 3 giugno 2025

Di come il potere neoliberista, usando come pretesto la pedagogia — soprattutto quella di matrice progressista — riesca a indebolire il sistema educativo.

Il pretesto: “modernizzare”, “motivare”, “mettere al centro lo studente”.
Il potere neoliberista non attacca frontalmente la scuola democratica e progressista: ne usa il linguaggio, ne deforma i principi, ne travisa i concetti chiave. Lo fa con grande abilità, costruendo un racconto seducente. Continua a leggere “MARTIN VENATOR «Lo studente al centro», «la personalizzazione degli apprendimenti», «l’orientamento» e altre truffe”