MASSIMO GARGIULO La vera didattica non è a distanza

[Toscana Today, 26 luglio 2020]

La didattica dal vivo tra insegnanti e alunni, attraverso una lettura lontana nel tempo la didattica in presenza di Plotino e Porfirio

Mi rifugio di nuovo in una letteratura lontana nel tempo per tentare di far comprendere meglio il perché della rivendicazione più costante che gli insegnanti, e non solo, stanno portando avanti in questi mesi, cioè la necessità del ritorno alla didattica in presenza come unica vera didattica. Nell’emergenza abbiamo fatto ciò che era possibile a distanza, verificando finalmente in maniera definitiva le potenzialità di questo metodo, ma anche i forti limiti, e in ogni caso la totale alterità rispetto al rapporto vivo tra docente e alunni. Uso le parole della letteratura antica per varie ragioni. Continua a leggere “MASSIMO GARGIULO La vera didattica non è a distanza”

ALBERTO BERTINO Per le rime

[La scuola e noi, 13 luglio 2020]

In particolare, con riferimento alle indicazioni sanitarie sul distanziamento fisico, si riporta di seguito l’indicazione letterale tratta dal verbale della riunione del CTS tenutasi il giorno 22 giugno 2020:

Il distanziamento fisico (inteso come 1 metro fra le rime buccali degli alunni), rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione…

Questo magnifico pezzo di prosa (con tanto di rima leopardiana in –ale) dimostra in modo inequivocabile che l’antilingua in Italia gode ottima salute. Era stato Calvino, nel febbraio 1965, a parlare dell’antilingua inesistente. Continua a leggere “ALBERTO BERTINO Per le rime”

TERESA CELESTINO Il piano Colao e la medicina digitale per i malanni della scuola

[Roars, 14 luglio 2020]

Quali sono i rimedi suggeriti dal recente Piano Colao nientemeno che per il “rilancio dell’Italia nel settore dell’Istruzione” nella fase di emergenza post Covid-19?

I punti programmatici sono caratterizzati da una pervasività di termini ed espressioni dal significato fumoso, che si cerca di nascondere attraverso l’uso reiterato e francamente irritante di anglicismi. Come già accaduto in situazioni analoghe, è molto probabile che questa cortina di fumo favorirà l’inserimento di tale lessico in pianta stabile nel variegato mondo scolastico italiano, con pericoli e degenerazioni a dir poco allarmanti. Vorrei proporre qualche esempio, in particolare per quanto riguarda la formazione scientifica. Il punto 78 è intitolato:

«Spinta alla formazione su nuove competenze – Lanciare un programma didattico sperimentale per colmare gap di competenze e skill critiche (capacità digitali, STEM, problem-solving, finanziarie di base)». Continua a leggere “TERESA CELESTINO Il piano Colao e la medicina digitale per i malanni della scuola”

FERNANDA MAZZOLI L’insegnamento: una missione?

[Roars, 9 luglio 2020]

Una notizia marginale, rapidamente inghiottita dall’incessante flusso di informazioni di varia natura ed attendibilità che ci hanno sommerso nei giorni dell’emergenza, merita una più ampia risonanza, per gli scenari che potrebbe prefigurare e le preoccupazioni che ne dovrebbero nascere.

Si tratta della nomina, il 2 giugno, da parte del Presidente della Repubblica di un gruppo di cittadini a Cavalieri al merito, subito pomposamente battezzati dalla stampa “eroi della pandemia”. [1] Fra questi figurano una Preside che si è prontamente attivata per procurare dispositivi digitali agli studenti che, essendone privi, sarebbero rimasti esclusi dalla didattica a distanza e due docenti. Continua a leggere “FERNANDA MAZZOLI L’insegnamento: una missione?”

LIBERO TASSELLA intervista MARINA BOSCAINO Scuola pubblica: a difenderla sono ormai in pochi

[Tecnica della scuola, 18 luglio 2020]

Marina Boscaino è insegnante di Italiano e Latino del Liceo Classico Francesco Vivona di Roma e tra i fondatori  del Comitato «Per la salvaguardia e il rilancio della Scuola della Repubblica».
Boscaino è anche portavoce nazionale della Lipscuola e fa parte dell’Esecutivo per il ritiro di ogni autonomia differenziata, per l’unità della Repubblica e la rimozione di tutte le disuguaglianze.
Con lei proseguiamo l’analisi della difficile e complessa fase che sta attraversando il nostro sistema scolastico.
Clicca qui per leggere la prima parte dell’intervista.

Lei considera la Scuola un baluardo contro l’imbarbarimento del Paese. Secondo lei la scuola oggi assolve a questa funzione? Se la risposta è negativa, per quali motivi? Continua a leggere “LIBERO TASSELLA intervista MARINA BOSCAINO Scuola pubblica: a difenderla sono ormai in pochi”

KATIA TROMBETTA La scuola (im)possibile

[La scuola e noi, 6 luglio 2020]

Premessa

Ogni ragionamento inerente fatti concreti, come le modalità di riapertura delle scuole a settembre, dovrebbe fondarsi su alcuni solidi dati di realtà.

Eppure nella scuola, tra docenti e personale ATA, e in certa misura anche tra i dirigenti scolastici, ma soprattutto tra le famiglie e nell’opinione pubblica, cresce il senso di disorientamento. La gran parte dei collegi dei docenti che si sono svolti a fine giugno ha preceduto l’approvazione delle Linee Guida definitive per la riapertura. Ciò ha prodotto situazioni difformi in un quadro già di per sé variegato rispetto alle caratteristiche degli edifici scolastici. Ci sono istituti che hanno iniziato una riflessione di merito per la riapertura, organizzando gruppi di lavoro e sottocommissioni e impostando soluzioni sulla base di alcuni scenari possibili. Altri hanno potuto avviare solo una riflessione più blanda: i dirigenti si sono limitati a enunciare alcune opzioni, ma di fatto non si è aperto alcun vero confronto. Continua a leggere “KATIA TROMBETTA La scuola (im)possibile”

MASSIMO GARGIULO Scuola: una «Modesta proposta»

[Toscana Today, 15 luglio 2020]

Ciò che scriveva lo scrittore irlandese Jonathan Swift nel 1729 sulla scuola e i bambini ai quali non si era in grado di dare la scuola

Negli articoli scorsi ho accennato a una questione oggetto di dibattito e propaganda tra scuola e politica, quella delle classi sovraffollate. Nel farlo mi sono rivolto anche ad alcune pagine del Talmud babilonese che imponevano criteri numerici (e pedagogici) più avanzati rispetto alla realtà che noi viviamo, malamente celata da proclami e finti buoni propositi. Proprio tale contatto con un pragmatico realismo, quello che vivo quotidianamente nelle aule e quello che tutti noi siamo costretti a constatare nella concretezza delle decisioni o non decisioni della politica, mi stimola a riconsiderare l’attualità della celebre “Modesta proposta”, avanzata dallo scrittore irlandese Jonathan Swift nel lontano 1729 e che di frequente si ritrova nella stampa anche nei nostri giorni. Continua a leggere “MASSIMO GARGIULO Scuola: una «Modesta proposta»”

ANTONIO VIGILANTE Lettera a una studentessa delusa dalla scuola

[Gli Stati Generali, 24 giugno 2020]

Cara *, gli esami di Stato non sono andati come speravi ed ora ti senti delusa, amareggiata, arrabbiata. Hai l’impressione che l’impegno di anni non sia servito a nulla e che la scuola ti abbia ingannata. Hai ragione, e comprendo perfettamente la tua rabbia. Non ti scrivo per cercare di lenirla, ma per continuare il discorso di questi cinque anni: e cercare insieme qualche conclusione.
Ragioniamo di esami. Li amo poco, come amo poco tutto ciò che serve a creare gerarchie, vincitori e vinti, primi secondi e terzi. Io sono per i giochi a somma positiva, quelli nei quali vincono tutti. E così penso un po’ la scuola. Io metto sul tavolo quello che so, tu quello che sai tu. Io quello che penso, tu quello che pensi tu. E ragioniamo insieme, cerchiamo insieme, scaviamo insieme. Ci arricchiamo insieme. Ma questo non basta. La scuola ha bisogno di classificare
Continua a leggere “ANTONIO VIGILANTE Lettera a una studentessa delusa dalla scuola”

CARLO SCOGNAMIGLIO L’educazione alla creatività come problema politico

[MicroMega, 29 giugno 2020]

C’è una pratica rituale, in cui si esercitano quegli intellettuali che devono molta parte del proprio successo alla platea degli insegnanti, ma che di didattica in età scolare s’intendono evidentemente poco. Si tratta in sostanza di un tedioso invito, rivolto ai docenti, ad abbandonare una presunta didattica trasmissiva (probabilmente mai esistita), in virtù di un’evocazione quasi mistica dell’educazione al pensiero creativo. Abbiamo tutti un po’ sorriso degli imbuti evocati dalla ministra, anche perché un vestito confortevole in cui tanti si accomodano è il gioco delle facili contrapposizioni: insegnamento attivo e passivo, nozionistico o laboratoriale. Non è un dibattito nuovo, ma essendo fortemente ancorato al ripensamento politico dei processi educativi, la sua variazione storica ne garantisce importanti sfumature di significato. Continua a leggere “CARLO SCOGNAMIGLIO L’educazione alla creatività come problema politico”

ROBERTO CONTU La dad a scuola finita

[La scuola e noi, 29 giugno 2020]

Premessa

La premessa è che a scuola finita la maggior parte degli insegnanti e delle famiglie, legittimamente, non ne può più di parole più o meno centrate su quello che è stata la didattica a distanza. Meglio per tutti, in questo inizio estate, riprendere contatto con il sole e le persone. Cercherò dunque la sintesi, affidando alla clemenza di chi legge il rischio di  saltare a piè pari questioni dirimenti (per dirne una, quella che non c’è stata una questione dad come mediaticamente s’è raccontato, ma almeno cinque questioni dad: quella della primaria, quella della secondaria inferiore, quella del biennio, quella triennio, quella dell’università), al fine di isolare quattro dati a mio parere significativi in proiezione futura, opinabili, discutibili, ma scritti per ragionare insieme. Continua a leggere “ROBERTO CONTU La dad a scuola finita”