VALENTINA PETRI «Formazione» senza cultura?

La nostra scuola, 21 settembre 2025

Guardo i titoli dei corsi di formazione per docenti e mi viene lo sconforto. Metodologie didattiche, intelligenza artificiale, agenda 2030, cose in inglese che non so cosa sono… Tutto bello, nobile e necessario. Li faccio, giuro.
Ma io vorrei studiare. Io vorrei tornare ad ascoltare delle belle lezioni come quando ero all’università. Io vorrei essere obbligata a sentire non gente che mi dice come dovrei insegnare, ma gente che mi spiega cose che non ho mai approfondito, aspetti di un’opera, autori che nel mio percorso ho incontrato solo per quel tanto che bastava. Vorrei studiare di nuovo, con calma e profondamente, le Operette morali, anche quelle che non mi ricordo più, il Paradiso, anche quei canti che a furia di non farli sfumano. Continua a leggere “VALENTINA PETRI «Formazione» senza cultura?”

GIOVANNI SCARAFILE L’insegnante ridotto a marionetta del sistema

«Avvenire», 6 settembre 2025

Oggi il senso della vocazione all’educare è offuscato da mille compiti stabiliti nel nome di performatività e misurabilità, come dice il concetto stesso di «credito» formativo. Ma la voce di chi sta in cattedra non è ascoltata. Un’ingiustizia che ne mina credibilità e dignità

Come Marx ed Engels evocavano to spettro del comunismo, oggi potremmo parlare di un altro fantasma che si aggira per le aule scolastiche europee: quello del Beruf la vocazione-professione che un tempo costituiva l’essenza stessa dell’insegnare. Continua a leggere “GIOVANNI SCARAFILE L’insegnante ridotto a marionetta del sistema”

ALVARO BERARDINELLI «Riforma» Gelmini, 17 anni fa l’atomica sull’istruzione pubblica italiana. La scuola non fu più la stessa

La tecnica della scuola, 9 settembre 2025

L’atomica sull’istruzione pubblica italiana: il 6 agosto 2008 (63 anni dopo Hiroshima) la Legge 133 sulla pubblica finanza, con gli articoli 15-17, 64 e 66, colpì scuola e università. Pochi la ricordano ancora: tanto che i nuovi docenti spesso ignorano questo argomento, e pensano che la difficile situazione della Scuola sia un dato di natura. in realtà il lavoro dei docenti oggi è molto più difficile per una serie di scelte politiche, di cui la “riforma” Gelmini è pietra miliare.

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ALESSANDRO DAL LAGO Contro la società pedagogica

«aut aut», 358, 2013

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Tra le cose strane che mi sono capitate nella vita, una è senz’altro l’aver finito la carriera accademica in una facoltà pedagogica. Quando questo numero di «aut aut» vedrà la luce, sarò in procinto di andare in pensione con qualche anno di anticipo, ma aver passato quasi vent’anni (diciannove per l’esattezza) in un luogo che ha come ragion d’essere la diffusione dei saperi «formativi» e «educativi» è qualcosa di cui ancora non mi capacito. Infatti, non ho alcuna propensione per quei saperi – semmai una certa avversione. C’è qualcosa che non mi è mai piaciuto nell’idea di «educare» – cioè, come vuole l’etimologia, di «tirare fuori qualcosa da qualcuno» o di «portarlo sulla retta via» Continua a leggere “ALESSANDRO DAL LAGO Contro la società pedagogica”

ENRICO CAMPANELLI I sette peccati capitali di INDIRE. La logica invertita dell’Istituto, tra falsi assiomi e mistificazioni

La nostra scuola, 22 agosto 2022

Capita sempre più spesso di leggere articoli sulle attività dell’INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa). L’ultimo è quello relativo alla pubblicazione sul sito dell’Istituto del documento dal titolo “Anticipare per governare il cambiamento. Il Sistema di Istruzione e Formazione di fronte alle sfide del cambiamento generazionale”, elaborato in occasione dell’audizione dell’Istituto presso la Commissione parlamentare di inchiesta sugli effetti economici e sociali della transizione demografica del 27 maggio 2025 (cfr. ).

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GIORGIA LOI Avanguardie educative

La nostra scuola, 17 agosto 2025

Si rincorrono nel dibattito attuale critiche feroci all’impostazione tradizionale della scuola, con l’insegnante al centro di un modello trasmissivo della conoscenza e gli studenti come utenti passivi. Pedagogisti della prima ora, politici, opinionisti, influencer, persone comuni, dai salotti televisivi, dalle proprie pagine social (che spesso hanno sostituito le chiacchiere al bar) pontificano sull’esigenza di innovare la scuola liberandola da un sistema antiquato ormai superato,  rispetto a un mondo che non esiste più. Secondo questo filone “neo-progressista” le aule sarebbero luoghi di “consumo passivo dell’informazione”, e il modo d’insegnare prevalente un’ingombrante pratica ottocentesca che fa a pugni con la maratona imposta dal mondo digitale in cui i ragazzi vivono.

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DANIELE LO VETERE Armiamoci e partite. Sulla mediocre pedagogia della «necessità storica di difendere l’Europa»

Le parole e le cose, 7 aprile 2025

Mettere l’elmetto alla “generazione fiocco di neve”

Il collega Marco Maurizi l’ha sintetizzato alla perfezione: «La borghesia liberale è passata da “un brutto voto potrebbe condurre alla morte dei nostri fragili figli” a “preparatevi a vivere in un bunker” nel giro di poche settimane». E davvero, ultimamente, con una intensità esplosiva dopo il fallito incontro nello Studio ovale tra Trump e Zelensky, non era possibile accendere la tv su un talk show politico, leggere un corsivo sui quotidiani, aprire Facebook, senza sentire o leggere una Gruber, un Giannini, un Mentana, un Augias, un Flores d’Arcais – sto facendo intenzionalmente solo nomi di opinionisti progressisti – farsi portavoce dell’ineluttabilità dell’ora presente e dell’unica strada tracciata davanti a noi: il riarmo.

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MICHELE LUCIVERO Controllo e censura nelle scuole italiane: segnali evidenti di fascismo eterno

Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, 3 luglio 2025

I segnali, abbastanza diffusi e premonitori, erano evidenti già prima, così come i segnali di un fascismo latente erano già manifesti prima nel 1922 nel suprematismo bianco, nel colonialismo muscolare, nel meccanismo repressivo delle opposizioni, nel razzismo biologico. Tuttavia, quei segnali divennero con il passare del tempo sempre più chiari e inconfutabili, ma anche condivisi dalla popolazione intera, intortata ad arte dall’apparato informativo di sistema e da quello scolastico, che lasciavano sempre meno spazio al pensiero critico e divergente.

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LUCA MALGIOGLIO – ALESSANDRO ZAMMARELLI La scuola svuotata e gli «orientatori», i counselor, i «facilitatori del benessere, delle emozioni e delle relazioni»

La nostra scuola, 28 giugno 2025

È stato pubblicato sulla rivista «Le Nuove Frontiere della Scuola» (numero 67, «L’armonia») un articolo sul proliferare a scuola di counselor, orientatori, «facilitatori delle emozioni, delle relazioni, del benessere», «educatori dell’affettività» e simili, scritto a quattro mani da uno psicoanalista, Alessandro Zammarelli*, e da un insegnante, Luca Malgioglio. Lo riportiamo qui in versione non integrale e senza l’apparato delle note, per il quale si rimanda alla versione cartacea, dove si possono reperire anche tutti i riferimenti bibliografici

Premessa

Assistiamo in questo periodo al proliferare di figure scolastiche – dagli “orientatori” ai counselor ai “facilitatori del benessere, delle emozioni e delle relazioni” – che dovrebbero entrare in modo professionale nelle questioni di personalità degli studenti. Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO – ALESSANDRO ZAMMARELLI La scuola svuotata e gli «orientatori», i counselor, i «facilitatori del benessere, delle emozioni e delle relazioni»”

MARTIN VENATOR Trattare i giovani come adulti per impedirgli di crescere davvero. Sull’inganno pedagogico sistemico

La nostra scuola, 20 giugno 2025

Viviamo in un tempo in cui la crescita non è più un processo ma un fastidio da evitare. Una società fondata sul mercato, sull’immagine e sulla velocità ha deciso che crescere è inutile, persino pericoloso. Meglio allora saltare a piè pari il cammino della maturazione e trattare i giovani come se fossero già adulti. Non per rispetto ma per interesse.

La scuola li valuta come adulti. La pubblicità li desidera come adulti. Il mercato li sfrutta come adulti. Ma nessuno dà loro ciò che rende veramente adulto un essere umano: la capacità di pensare in profondità, di orientarsi nel tempo, di convivere con il dubbio, di prendersi cura del mondo. Continua a leggere “MARTIN VENATOR Trattare i giovani come adulti per impedirgli di crescere davvero. Sull’inganno pedagogico sistemico”