Roma, censura per chi parla di Palestina a scuola

Monitor, 19 marzo 2024

A pochi giorni di distanza dalle manganellate sugli studenti pisani che manifestavano contro il genocidio in corso in Palestina, vale la pena riflettere sul clima di censura presente nelle scuole nei confronti di chi critica il colonialismo israeliano. Due casi in particolare hanno fatto discutere: il licenziamento di un assistente all’educazione algerino del liceo francese Chateaubriand di Roma, impiegato da più di dieci anni e adesso sotto accusa per aver pubblicato un post Instagram sgradito, e la vicenda di un insegnante di filosofia e storia del liceo scientifico Augusto Righi di Roma, che ha subito una serie di fortissimi attacchi a mezzo stampa, fondati su notizie false, e provvedimenti disciplinari che potrebbero portare a nuove sanzioni.

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ENRICO CAMPANELLI Chi detta legge nella scuola italiana?

[MicroMega, 14 febbraio 2022]

La politica sulla scuola è orientata da enti che poco hanno a che fare con la cultura e molto invece con il mondo dell’economia

Che la politica sulla scuola sia orientata da enti che poco o nulla hanno a che fare con la cultura e molto invece hanno a che fare con il mondo dell’economia, è cosa nota. A volte poi, per ovvi motivi, la vera natura di tali enti viene celata dietro nomi, strutture e ‘mission’ più presentabili e più affini al mondo della scuola. Non c’è nulla di segreto in tale operazione di ‘maquillage’ poiché tutte (si spera) le informazioni a tal riguardo sono pubbliche e di facile reperimento, purché le si cerchi. Può però essere utile, ogni tanto, rimettere in chiaro come stanno le cose.

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LUCA MALGIOGLIO Insegnare senza insegnare? L’attualità della scuola e qualche riflessione di Gert Biesta

[La nostra scuola, 2 agosto 2023]

La questione del reclutamento/formazione degli insegnanti è cruciale; ed è cruciale anche perché, a seconda di come viene affrontata, per essa può passare il tentativo di trasformare gli insegnanti in passivi esecutori delle direttive di una buro-pedagogia astratta, impersonale e standardizzata.

Per evitare questo snaturamento, bisognerebbe partire da due domande, tra loro connesse: che cosa chiedono davvero, oltre le apparenze, gli studenti agli insegnanti? O meglio: di cosa hanno bisogno gli studenti? E poi: chi è l’insegnante, qual è la sua identità umana e professionale?

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DANIELA DI PASQUALE La Neoscuola delle libertà

[La nostra scuola, 25 agosto 2023]

Dunque, parti fondamentali del nostro patrimonio culturale possono tranquillamente essere depennate dal programma di studio perché troppo distanti dagli interessi contingenti degli studenti?

Semmai, le questioni più legate al territorio si possono aggiungere alla conoscenza di base che la scuola deve veicolare, non sostituirsi. Mi sembra che dietro questo paravento situazionale si nasconda allora un’agenda politica ben precisa: differenziare l’accesso alla cultura, individualizzarlo e renderlo esclusivo di una piccola parte di individui, responsabili delle grandi concettualizzazioni, mentre gli abitanti di zone più periferiche possono al massimo accontentarsi di diventare meri consumatori di una conoscenza prodotta e gestita altrove. Continua a leggere “DANIELA DI PASQUALE La Neoscuola delle libertà”

MARCO BONSANTO La nuova riforma scolastica sarà la fine della scuola italiana

[MicroMega, 23 agosto 2023]

I valori attribuiti all’istruzione dalla Costituzione saranno stravolti dalla nuova riforma scolastica proposta da Draghi e portata avanti da Meloni, che metterà la scuola a servizio del lavoro e non più della formazione dell’individuo.

Tra meno di un mese prenderà avvio il nuovo anno scolastico. Ma la situazione che insegnanti, studenti e famiglie si ritroveranno a vivere sarà molto diversa da quella degli anni precedenti. Nel silenzio pressoché totale di istituzioni, sindacati e organi di informazione sta infatti per entrare in vigore l’ennesima, distruttiva riforma della Scuola italiana, con un impatto superiore persino alla “Buona Scuola” di Renzi. Pianificata dal governo Draghi su mandato europeo e implementata in perfetta continuità dal Governo Meloni, fa parte a tutti gli effetti del PNRR, il piano straordinario di investimento dell’UE finalizzato a ridare fiato agli Stati membri provati dalla Pandemia.

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ROBERTO CONTU L’insegnante è collettivo (il consiglio, il dipartimento, il collegio)

[La scuola e noi, 12 giugno 2023]

Un lavoro collettivo

L’insegnante è un lavoro collettivo, e la prima forma della sua pluralità è la relazione nella classe: su questo, fino a quando la scuola sarà tale, non ci sarebbe da aggiungere un solo iota o un solo trattino. Appena fuori dalla porta dell’aula, ci sono tre altre forme – assai in crisi – sulle quali vorrei provare a dire qualcosa: il consiglio di classe, il dipartimento, il collegio docenti. Ma non prima di una premessa, che già contiene parte dell’assunto di questo intervento. Nell’ultimo decennio, la discussione sul mondo della scuola è tra quelle della vita pubblica che più di tutte hanno messo radici e creato foreste in rete e social. Se da una parte ciò ha aperto opportunità positive di cui tutti abbiamo fatto e facciamo continuamente esperienza Continua a leggere “ROBERTO CONTU L’insegnante è collettivo (il consiglio, il dipartimento, il collegio)”

GIOVANNI CAROSOTTI La scuola del futuro? Un progetto già vecchio. Alle origini del PNRR

Da Clionet, giugno 2023

Premessa

Uno dei tanti meriti dello studio di Gert Biesta1, recentemente tradotto in Italia, è stato quello di avere fatto chiarezza sull’uso strumentale e ideologico delle espressioni di «innovatore» e «conservatore», relativamente alle scelte metodologico-didattiche sostenute dalle politiche di riforma della scuola in Occidente negli ultimi due decenni. Il principale riferimento per legittimare la nuova politica scolastica, considerato in sé una garanzia di innovazione, è senz’altro la tecnologia digitale; l’inevitabilità di un suo utilizzo sempre più invasivo (con le implicite e indubbie comodità che esso arreca a diverse pratiche), nonché la dimestichezza (sia pure solo superficiale e in molti casi orientata comunque a una logica di consumo) delle giovani generazioni Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI La scuola del futuro? Un progetto già vecchio. Alle origini del PNRR”

RENATA PULEO Luddismo riflessivo e scuola 4.0

[Comune-Info, 13 giugno 2023]

Cos’è un laboratorio? La domanda risulta legittima alla luce di due considerazioni. La prima concerne gli usi linguistici in ambito educativo e scolastico di molti vocaboli con statuto concettuale a equilibrio instabile, con accezioni attinenti a diversi contesti e retroterra culturali, storici, di ricerca. La seconda riguarda l’evasione di alcuni concetti verso una sorta di gergo digitale della scuola. Scuola che, da oltre vent’anni, subisce l’ispirazione valoriale-pedagogica e strumentale-didattica del modello socioeconomico neoliberista (in Italia sia di matrice angloamericana, sia ordoliberista). I due aspetti celano e svelano il cambiamento profondo, le derive istituzionali dell’impianto della scuola pubblica (istituzione atta ad assolvere le funzioni di organo costituzionale secondo gli artt, 33, 34 della Carta), che oggi percolano dal Piano del PNRR, Missione 4.01. Continua a leggere “RENATA PULEO Luddismo riflessivo e scuola 4.0”

EMANUELE ZINATO Reimparare a opporsi: rifiuto e speranza per una scuola futura

[Il presente e noi, 9 giugno 2023]

Gli organi collegiali di alcuni istituti scolastici si sono rifiutati di dare il loro assenso aprogetti di scuola digitale finanziati con i fondi PNRR (come è a esempio accaduto al Consiglio d’Istituto del Liceo Classico Albertelli di Roma) o all’istituzione dei tutor per l’orientamento (come è successo al Collegio docenti del Liceo scientifico Curiel di Padova).  Le mozioni, che in entrambi i casi sono state votate a larga maggioranza, costituiscono vere e proprie attestazioni di riflessione critica e di democrazia.  Si tratta di due prese di posizione nate da un riuso virtuoso delle possibilità di argomentazione nei luoghi collegiali in cui si dovrebbero discutere i processi in atto anziché assentire pigramente alle decisioni della cosiddetta governance.

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MARIO POMINI Valditara e il tutor

[Roars, 5 giugno 2023]

Il mondo della scuola non sembra dare grandi soddisfazioni al ministro del Ministero dell’Istruzione e del Merito, nonostante le sue copiose esternazioni ed esortazioni. Dai primi dati disponibili infatti pare che non ci sia stata la corsa a ricoprire quelle due nuove figure che il ministro si è inventato per dare un senso al suo ministero, quella del docente orientatore e del docente tutor. L’operazione reclutamento governativo on line va insomma a rilento. Si tratta di due profili nuovi di zecca per i quali il ministro ha strappato in sede di finanziaria 150 milioni. A proposito, quando il ministro dell’istruzione e del merito rivendica per il suo governo l’ultimo aumento di stipendio dei docenti si dimentica di dire che le risorse le avevano messe i governi precedenti. Continua a leggere “MARIO POMINI Valditara e il tutor”