TOBIAS JONES Stile Juventus

Da «I feel like I’m selling my soul»: inside the crisis at Juventus, «The Guardian», 25 aprile 2023, tradotto da «Internazionale», 1512, 19 maggio 2023

Per gli italiani la Juventus è stata a lungo un simbolo di fascino aristocratico, ma anche un sinonimo di imbrogli. La società è stata fondata nel 1897 da un gruppo di ragazzi ricchi di Torino che diedero alla squadra il suo accattivante nome latino (che significa «gioventù») e una divisa rosa con papillon o cravattino nero. La Juventus era considerata la squadra della classe alta, mentre gli operai tendevano a sostenere il Torino. Quest’immagine è stata definitivamente confermata nel 1923, quando la società è stata comprata da Giovanni Agnelli, un imprenditore che aveva fatto fortuna nel campo degli armamenti, dell’aviazione, delle spedizioni, della produzione di cuscinetti a sfera Continua a leggere “TOBIAS JONES Stile Juventus”

Endecasillabo

Adeste, hendecasyllabi, quot estis
omnes undique, quotquot estis omnes.
Catullo, c. 42

L’endecasillabo. Bisogna smitizzare questa parola. Volete sapere l’endecasillabo tipo per la poesia italiana? Una sera che ne discutevo con altri poeti, qualcuno propose: Venerdì baccalà, sabato trippa. Io dissi allora: Mezza granita di caffè con panna.
Fabio Stassi, Con in bocca il sapore del mondo

VALERIO MAGRELLI Shopping, per dire

Da «Exfanzia» (2022)

Perché mi sono comprato gli scarponi da trekking?
Tre paia da montagna, quelli tecnici.
Costano poco, e vero, e sono belli:
ma perché ne ho comprati tre di seguito
e solo in pochi mesi?, mi domando mentre sosto davanti a questa nuova, involontaria collezione.
Mi volevo difendere, credo,
dal freddo, dalla montagna.
Senza saperlo, mi preparavo a salire. Continua a leggere “VALERIO MAGRELLI Shopping, per dire”

Bocciature

Ho sentito alla radio che una bocciatura costa allo Stato 11.000 euro. La cifra è tutta da dimostrare e anche il concetto, secondo il quale la spesa per l’istruzione deve essere diminuita anziché aumentata. Mettiamola così. Riducendo il numero di alunni per classe, a costo zero, si potrebbe ridurre proporzionalmente l’insuccesso scolastico. E invece le classi diventano ogni anno più numerose, e gli studenti sono sempre più impegnati in ogni genere di attività, grazie alle quali possono competere, il successo nelle soft skills oscura l’insuccesso nelle (inutili) conoscenze scolastiche. La capienza dell’aula è un problema solo nostro, semmai l’insuccesso deriva dalla fissazione per la didattica trasmissiva e della valutazione punitiva (fatta con numeri freddi).

LEONARDO SCIASCIA L’omertà

Da «Il giorno della civetta»

«Per il caso Colasberna» continuò il capitano «ho ricevuto già cinque lettere anonime: per un fatto accaduto l’altro ieri, è un buon numero; e ne arriveranno altre… Colasberna è stato ucciso per gelosia, dice un anonimo: e mette il nome del marito geloso…».
«Cose da pazzi» disse Giuseppe Colasberna.
«Lo dico anch’io» disse il capitano, e continuò «…è stato ucciso per errore, secondo un altro: perché somigliava a un certo Perricone, individuo che, a giudizio dell’informatore anonimo, avrà presto il piombo che gli spetta».
I soci con una rapida occhiata si consultarono. Continua a leggere “LEONARDO SCIASCIA L’omertà”

ANTONELLA CURRÒ Benvenuti nella scuola 0.0 senza voti, senza zaino, senza compiti, senza bocciature, senza traumi, senza conoscenze, senza dignità

[Your Edu Action, 7 giugno 2023]

Alcuni mi accusano di essere passatista, arcaica, frontaliera (da ammuffita lezione frontale), reazionaria, in una sola parola INSEGNANTE… ma quando mai!

Io addestro i miei alunni all’Invalsione della protoscuola col problem solving e il coding applicato alla robotica, perché quando la classroom è flipped per raddrizzarla è necessario un cooperative learning, un all inclusive lavoro peer to peer non classista dopo un costruttivo debate durante il circle time, vivacizzato da brain storming per realizzare un compito di realtà…

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Banchi

L’amico Max osserva che alcun* (l’asterisco è suo) docenti credono che dalla disposizione dei banchi dipenda la relazione educativa. Mi autodenuncio: sono anni che tento di convincere i colleghi che la soluzione sono i banchi a castello, risolvono tra l’altro anche il problema delle classi pollaio. La cattedra, dotata di un ascensore, può essere pagata con i fondi del Pnrr che riguardo al reparto giocattoli sono molto generosi.

Ancora meglio, dal punto di vista economico sebbene non ergonomico, sarebbe fissare i banchi al soffitto così da ottenere la classe capovolta (flipped classroom) mentre la valorizzazione dei docenti orientatori si potrebbe realizzare con una base girevole su cui piantare i banchi, una specie di giostra di cui i docenti possono regolare la velocità, la direzione, l’inclinazione. Quanto ci sembra già superata, Max, e ridicola, l’aula con i banchi monoposto a rotelle disposti a semicerchio, con il docente che occupa il centro credendosi Socrate e invece è solo una manopola, la mano che gira la manovella.

Tolleranza

La tolleranza è in generale la virtù di ogni essere debole destinato a vivere con esseri che gli rassomigliano.
Tolleranza, in «Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e del mestieri»

La ragione della tolleranza sta nella ragione stessa.
Mario Lodi, Il paese sbagliato (1970)

In un paese incivile come l’Italia in cui i governanti, secondo che si sentono più o meno sicuri di se stessi, tendono subito a diventare dei domatori e a trattare i governati come fiere denutrite da addomesticare, si può difendere la tolleranza solo con l’intolleranza più inesorabile.
Piero Gobetti, Guerra agli apolitici (1924)