TERESA CELESTINO Il piano Colao e la medicina digitale per i malanni della scuola

[Roars, 14 luglio 2020]

Quali sono i rimedi suggeriti dal recente Piano Colao nientemeno che per il “rilancio dell’Italia nel settore dell’Istruzione” nella fase di emergenza post Covid-19?

I punti programmatici sono caratterizzati da una pervasività di termini ed espressioni dal significato fumoso, che si cerca di nascondere attraverso l’uso reiterato e francamente irritante di anglicismi. Come già accaduto in situazioni analoghe, è molto probabile che questa cortina di fumo favorirà l’inserimento di tale lessico in pianta stabile nel variegato mondo scolastico italiano, con pericoli e degenerazioni a dir poco allarmanti. Vorrei proporre qualche esempio, in particolare per quanto riguarda la formazione scientifica. Il punto 78 è intitolato:

«Spinta alla formazione su nuove competenze – Lanciare un programma didattico sperimentale per colmare gap di competenze e skill critiche (capacità digitali, STEM, problem-solving, finanziarie di base)». Continua a leggere “TERESA CELESTINO Il piano Colao e la medicina digitale per i malanni della scuola”

FERNANDA MAZZOLI L’insegnamento: una missione?

[Roars, 9 luglio 2020]

Una notizia marginale, rapidamente inghiottita dall’incessante flusso di informazioni di varia natura ed attendibilità che ci hanno sommerso nei giorni dell’emergenza, merita una più ampia risonanza, per gli scenari che potrebbe prefigurare e le preoccupazioni che ne dovrebbero nascere.

Si tratta della nomina, il 2 giugno, da parte del Presidente della Repubblica di un gruppo di cittadini a Cavalieri al merito, subito pomposamente battezzati dalla stampa “eroi della pandemia”. [1] Fra questi figurano una Preside che si è prontamente attivata per procurare dispositivi digitali agli studenti che, essendone privi, sarebbero rimasti esclusi dalla didattica a distanza e due docenti. Continua a leggere “FERNANDA MAZZOLI L’insegnamento: una missione?”

ANTON CECHOV Lo studente

Il cielo era dapprima sereno e calmo. I merli cantavano. Nella palude vicina s’udiva il grido lamentoso di un essere animato; sembrava che qualcuno soffiasse in una bottiglia vuota. Passò una beccaccia, uno sparo rim­bombò attraverso l’aria primaverile e svegliò un’eco gioiosa. Poi il bosco s’oscurò. Un ven­to freddo, frizzante, inopportuno, che veniva da Oriente, fece ammutolire ogni cosa. Sulle pozze d’acqua si formarono dei ghiaccioli; il bosco prese un aspetto triste, tetro, inospita­le. Si sentiva l’odore dell’inverno.

Ivàn Velìkopolskij, studente dell’accade­mia clericale, tornava a casa dopo la caccia; camminava su un sentiero stretto, che serpeggiava in una distesa d’erba allagata. Aveva le dita intirizzite; il viso gli bruciava a causa di quel vento aspro. Si sarebbe potuto credere che il freddo comparso all’improvviso avesse sconvolto l’ordine e l’armonia Continua a leggere “ANTON CECHOV Lo studente”

LIBERO TASSELLA intervista MARINA BOSCAINO Scuola pubblica: a difenderla sono ormai in pochi

[Tecnica della scuola, 18 luglio 2020]

Marina Boscaino è insegnante di Italiano e Latino del Liceo Classico Francesco Vivona di Roma e tra i fondatori  del Comitato «Per la salvaguardia e il rilancio della Scuola della Repubblica».
Boscaino è anche portavoce nazionale della Lipscuola e fa parte dell’Esecutivo per il ritiro di ogni autonomia differenziata, per l’unità della Repubblica e la rimozione di tutte le disuguaglianze.
Con lei proseguiamo l’analisi della difficile e complessa fase che sta attraversando il nostro sistema scolastico.
Clicca qui per leggere la prima parte dell’intervista.

Lei considera la Scuola un baluardo contro l’imbarbarimento del Paese. Secondo lei la scuola oggi assolve a questa funzione? Se la risposta è negativa, per quali motivi? Continua a leggere “LIBERO TASSELLA intervista MARINA BOSCAINO Scuola pubblica: a difenderla sono ormai in pochi”

Spillover

Ogni spillover è come una lotteria, dove il patogeno compra un biglietto nella speranza di avere in premio una vita nuova in spazi più larghi. Ha una minima probabilità di non finire in un vicolo cieco.

David Quammen, Spillover

FRANCO BATTIATO Povera patria

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos’è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore…
ma non vi danno un po’ di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali? Continua a leggere “FRANCO BATTIATO Povera patria”

ALESSANDRO BARBERO Abbattere le statue è un’idiozia

[«Il Foro», 17 giugno 2020]

Io penso che la revisione delle glorie e dei grandi personaggi della nostra civiltà occidentale abbia delle ragioni e fino a un certo punto ci permetta una visione più ampia della storia: non c’è dubbio che la colonizzazione dell’America è stata una grande avventura per i coloni europei, e una grande tragedia per le popolazioni indigene, e così via. La revisione però deve fermarsi qui. Se si comincia a sostenere che la colonizzazione dell’America è stata solo una grande tragedia e non anche una grande avventura, si cade nell’errore opposto e si smette di nuovo di capire la storia nella sua complessità, per tornare a vederla in forma appiattita e moralistica.
Quanto poi alla specifica forma assunta dal revisionismo politicamente corretto in questi ultimi tempi, con la caccia alle statue, la trovo sbagliata da cima a fondo e molto pericolosa.
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KATIA TROMBETTA La scuola (im)possibile

[La scuola e noi, 6 luglio 2020]

Premessa

Ogni ragionamento inerente fatti concreti, come le modalità di riapertura delle scuole a settembre, dovrebbe fondarsi su alcuni solidi dati di realtà.

Eppure nella scuola, tra docenti e personale ATA, e in certa misura anche tra i dirigenti scolastici, ma soprattutto tra le famiglie e nell’opinione pubblica, cresce il senso di disorientamento. La gran parte dei collegi dei docenti che si sono svolti a fine giugno ha preceduto l’approvazione delle Linee Guida definitive per la riapertura. Ciò ha prodotto situazioni difformi in un quadro già di per sé variegato rispetto alle caratteristiche degli edifici scolastici. Ci sono istituti che hanno iniziato una riflessione di merito per la riapertura, organizzando gruppi di lavoro e sottocommissioni e impostando soluzioni sulla base di alcuni scenari possibili. Altri hanno potuto avviare solo una riflessione più blanda: i dirigenti si sono limitati a enunciare alcune opzioni, ma di fatto non si è aperto alcun vero confronto. Continua a leggere “KATIA TROMBETTA La scuola (im)possibile”

MASSIMO GARGIULO Scuola: una «Modesta proposta»

[Toscana Today, 15 luglio 2020]

Ciò che scriveva lo scrittore irlandese Jonathan Swift nel 1729 sulla scuola e i bambini ai quali non si era in grado di dare la scuola

Negli articoli scorsi ho accennato a una questione oggetto di dibattito e propaganda tra scuola e politica, quella delle classi sovraffollate. Nel farlo mi sono rivolto anche ad alcune pagine del Talmud babilonese che imponevano criteri numerici (e pedagogici) più avanzati rispetto alla realtà che noi viviamo, malamente celata da proclami e finti buoni propositi. Proprio tale contatto con un pragmatico realismo, quello che vivo quotidianamente nelle aule e quello che tutti noi siamo costretti a constatare nella concretezza delle decisioni o non decisioni della politica, mi stimola a riconsiderare l’attualità della celebre “Modesta proposta”, avanzata dallo scrittore irlandese Jonathan Swift nel lontano 1729 e che di frequente si ritrova nella stampa anche nei nostri giorni. Continua a leggere “MASSIMO GARGIULO Scuola: una «Modesta proposta»”