Prepararsi alle nuove sfide della didattica digitale. La gamification. L’evoluzione del pessimismo leopardiano in 12 slide da proiettare sulla lim disposte come nel gioco dell’oca (Goose game). Si inizia con la siepe che impedisce la vista del mare (sullo sfondo, mosso, perché il poeta ci naufraga), segue la luna, con la didascalia (ops, si dice headline) che dice: E tu certo comprendi il perché delle cose (versi che possono far capire alle agli studenti la profondità delle domande che si pone Leopardi, da cui l’inevitabile pessimismo leopardiano), Silvia che tesse la tela (e nella headline: o natura, natura, perché non rendi poi quel che prometti allor), la donzelletta che vien dalla campagna per ballare Continua a leggere “Leopardification (Play School I)”
Autore: alerinovaleriocom
Sul possibile rischio di estinzione dell’umanità
Tranquilli, una ricercatrice inglese ha scritto su New Scientist che l’intelligenza artificiale non è in grado di sviluppare un’intelligenza propria: “i modelli di intelligenza artificiale svolgono solo i compiti per i quali sono stati programmati”. Però, quali compiti e programmati da chi? Il pericolo, dunque, non è il rischio di estinzione dell’umanità ad opera di proprietà superintelligenti dell’ia, ma da parte della stessa umanità, con le sue proprie mani.
GIOVANNI CAROSOTTI Tra anacronismo e attualità: don Milani e la scuola italiana – parte 3
[L’identità di Clio, 12 luglio 2022]
Una difficile attualità
Giunti a questo punto, possiamo comprendere il riferimento strumentale all’opera di don Milani, nel momento in cui i governi di centro-sinistra hanno avvertito il bisogno di legittimare la loro azione politica, che con più rigore in questi anni ha assecondato le direttive neoliberiste sulla scuola, provenienti dall’OCSE e da altre istituzioni internazionali.
Continua a leggere “GIOVANNI CAROSOTTI Tra anacronismo e attualità: don Milani e la scuola italiana – parte 3”Tiktok
Se ci fosse stato tiktok quando andavo alla scuola media avrei potuto filmare il mio (anziano) prof di matematica che batteva un pugno così forte sulla cattedra da farla ribaltare con tutto quello che c’era sopra. Siccome lo faceva spesso, per richiamare l’attenzione, un monellaccio aveva svitato il piano. Bastava puntare la telecamera del cellulare e aspettare e nel frattempo fare ogni sorta di pernacchie. Naturalmente non c’era tiktok, e nemmeno i cellulari. O forse non c’erano i cellulari né tiktok perché mancava questa esigenza di trasformare ogni fatto in cronaca da propinare a una platea di sconosciuti (follower)
The dark side of the moon
Questo esame non mi ha fatto venire voglia di leggere Mrs Dalloway né Gita al faro di Virginia Woolf, tanto meno brani estrapolati dalla Naturalis historia di Plinio il Vecchio (tutta l’opera consta di 37 libri che si sono fortunatamente salvati dall’eruzione del Vesuvio), i continenti possono continuare tranquillamente ad andare alla deriva e l’agenda venti trenta sarà prorogata di dieci anni e diventerà agenda trenta quaranta e così via. Pensavo invece che si potrebbero sostituire i noiosi percorsi interdisciplinari con tutti i loro collegamenti innaturali (talvolta anche curiosi, ammettiamolo) con le carte di dixit. La, lo studente non sarebbe più costretto ad attenersi a questa specie di artificiale coerenza concettuale e potrebbe stappare la propria immaginazione Continua a leggere “The dark side of the moon”
Lotteria
La Lotteria, con le enormi cifre che corrispondeva settimanalmente, era il solo avvenimento pubblico per il quale i prolet nutrissero un serio interesse. In tutta probabilità, vi erano milioni di prolet per i quali la Lotteria costituiva la principale, se non unica, ragione di vita. Per loro era una delizia, una felice follia, un conforto, uno stimolante. Quando era in ballo la Lotteria, anche persone che sapevano a malapena leggere e scrivere dimostravano di riuscire a fare calcoli complicatissimi e di possedere una memoria stupefacente. Vi era poi tutta una cricca di persone che si guadagnavano da vivere vendendo amuleti, sistemi per vincere e pronostici. Winston non aveva nulla a che fare con l’organizzazione della Lotteria Continua a leggere “Lotteria”
STEFANO PROTONOTARO Pir meu cori alligrari
Pir meu cori alligrari,
chi multu longiamenti
senza alligranza e joi d’amuri è statu,
mi ritornu in cantari,
ca forsi levimenti
da dimuranza turniria in usatu
di lu troppu taciri;
e quandu l’omu ha rasuni di diri,
ben di’cantari e mustrari alligranza,
ca senza dimustranza
joi siria sempri di pocu valuri:
dunca ben di’ cantar onni amaduri. Continua a leggere “STEFANO PROTONOTARO Pir meu cori alligrari”
DANTE Guarda il tuo cuore
Da «Vita nova», cap. 3
Poi che fuoro passati tanti die, che appunto erano compiuti li nove anni appresso l’apparimento soprascritto di questa gentilissima, ne l’ultimo di questi die avvenne che questa mirabile donna apparve a me vestita di colore bianchissimo, in mezzo a due gentili donne, le quali erano di più lunga etade; e passando per una via, volse li occhi verso quella parte ov’io era molto pauroso, e per la sua ineffabile cortesia, la quale è oggi meritata nel grande secolo, mi salutoe molto virtuosamente, tanto che me parve allora vedere tutti li termini de la beatitudine. Continua a leggere “DANTE Guarda il tuo cuore”
CRANBERRIES Zombie
(1994)
Un’ altra testa rivolta verso il basso
Un bambino è preso lentamente
e la violenza causa silenzio
chi siamo noi sbagliati
ma vedi non sono io
Ma come vedi, non sono io, non è la mia famiglia.
nella tua testa, nella tua testa
stanno combattendo
con i loro carri armati e le loro bombe,
e le loro bombe e le loro pistole Continua a leggere “CRANBERRIES Zombie”
Rosso Malpelo
Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo.
Rosso Malpelo in realtà si chiamava Massimiliano Tosti. Lo sapevate? Io non lo sapevo. E mentre la studente con la coda di cavallo parlava ho pensato: guarda come sono ignorante, non ho mai saputo che Rosso Malpelo si chiamava Massimiliano Tosti. Poi, naturalmente, ho googlato e ho scoperto che Massimiliano Tosti, che si fa chiamare Rosso Malpelo, è un tiktoker. A questo punto mi sarei dovuto alzare in piedi e fermare la commissione denunciando lo scandalo. Macché. Mi accontento di osservare dove va la scuola, gli studenti che pescano nella realtà aumentata con gli strumenti della next generation ogni sorta di cianfrusaglie. E noi? Noi facilitiamo, aiutiamo a estrarre info. Non era quello che diceva Socrate, in fondo?
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