La Repubblica, sempre a caccia di notizie con cui rappresentare il lato folcloristico della scuola, stavolta ha scovato un liceo paritario di Bologna dove sarà sperimentata (in una classe) la scuola senza voti (in itinere), come al liceo Morgagni di Roma (dove la sperimentazione è stara chiusa). Dice che il voto crea stress e non deve essere usato come una minaccia. Gli studenti fortunati di questa classe del Manzoni saranno quindi tartassati (dice il referente: «la valutazione degli studenti sarà molto più frequente e costante») di verifiche senza voto numerico, ma ogni volta per capire come sono andati dovranno leggere una pappardella in didattichese. E tutto ciò non è ancora più stressante?
Autore: alerinovaleriocom
Vendetta
La vendetta ha mille sapori e sono tutti più dolci del miele.
Amos Oz, Altrove, forse
Allora, vendetta, quando uno vi fa qualche cosa che vi fa molto male, ma molto, voi vedrete la prima reazione lo vorreste punire, però il problema che si presenta come lo volete punire, lo volete ammazzare? Gli volete sparare? Lo volete massacrare? Gli volete spaccare le gambe? Gli volete dare un fracco di botte? Lo volete esiliare? Qual è la punizione migliore? vi chiederete te e i tuoi coetanei tra poco quando sarete di fronte al problema. Ecco, io lo so, qual è la punizione migliore, mi sembra. La punizione migliore è guardarlo e pensare La tua punizione, è essere quello che sei.
Paolo Nori, Noi la farem vendetta
DANTE La donna-schermo
Chi desidera veramente conoscere la fede e il desiderio della sua amante, deve con cautela e discrezione fingere con l’amante che desidera gli amplessi di un’altra, e cominci a frequentare più del solito la sua contrada.
Andrea Cappellano, De amore
Da «La Vita nuova», V
Uno giorno avvenne che questa gentilissima sedea in parte ove s’udiano parole de la regina de la gloria, ed io era in luogo dal quale vedea la mia beatitudine: e nel mezzo di lei e di me per la retta linea sedea una gentile donna di molto piacevole aspetto, la quale mi mirava spesse volte Continua a leggere “DANTE La donna-schermo”
LITFIBA Santiago del Cile
Da «Litfiba 3» (1988)
E spera e spera, un uomo arriverà
Lo immagino in strada, nei cortei, fra noi
Aver paura, piangere
Cercare i figli morti per lui
E l’uomo in bianco scese dal cielo
Ma era di là dalle barricate
E l’uomo in bianco vide la morte
Ma era di là dalle barricate
SILVIA ELENA DI DONATO La finta questione del voto
[Da La nostra scuola, 2 maggio 2023]
In merito al dibattito sull’abolizione del voto provo a contribuire con qualche riflessione.
A me sembra che l’obiettivo vero a cui dall’alto mirano sia affidare la valutazione ad enti certificatori esterni ed arrivare alla abolizione del valore legale del titolo di studio, con tutto quello che questo implica a livello sociale, politico e culturale… Per questo è in atto da tempo una propaganda subdola a cui si prestano in troppi, più o meno consapevolmente, per vari scopi anche personali, e che sfrutta strumentalmente a questo fine anche le fragilità dei ragazzi, da ascrivere a ben altre ragioni e non certo al voto, e con costante velenosa delegittimazione in sottotraccia dei docenti.
Allegria
C’è questa proposta di accorciare di un anno la scuola secondaria di secondo grado. Tecnici e professionali per ora, a quanto sembra. Per fortuna io insegno al liceo. Però dico: perché non due? Si è capito, lo aveva capito prima e meglio di noi Oscar Wilde, e con lui la grande Maria Stella Gelmini, che la scuola genera l’ignoranza (Oscar dice che si è istruito finché non è andato a scuola, fatemi ritrovare la citazione), lo ribadiscono l’Ocse-Pisa, l’Invalsi, l’Indire, Eduscopio, la Repubblica, Paolo Crepet, che per aumentare la formazione bisogna diminuire la scuola. E quindi? Attacchiamo alla primaria e alla scuola media il triennio delle superiori, niente bocciature, niente voti, programmi snelli, zainetti leggeri, cuori pieni di allegria
Tizio
Conosco Tizio. Secondo la conoscenza che ne ho, gli do una realtà: per me. Ma Tizio lo conoscete anche voi, e certo quello che conoscete voi non è quello stesso che conosco io perché ciascuno di noi lo conosce a suo modo e gli dà a suo modo una realtà. Ora anche per se stesso Tizio ha tante realtà per quanti di noi conosce, perché in un modo si conosce con me e in un altro con voi e con un terzo, con un quarto e via dicendo. Il che vuol dire che Tizio è realmente uno con me, uno con voi, un altro con un terzo, un altro con un quarto e via dicendo, pur avendo l’illusione anche lui, anzi lui specialmente, d’esser uno per tutti.
Da Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila
Metodo Singapore
Tra lunedì e oggi ho letto tre notizie riguardanti la scuola italiana. La prima dice che Valditara si vuole intestare una riforma che riduce i licei a due bienni di cui il secondo orientante. La filosofia è: più formazione in meno tempo. Da notare che la formazione non è costituita dalle conoscenze, che non sono formative perché non sono performative.
La seconda notizia è la proposta di pagare di più gli insegnanti del nord. Detta così fa anche ridere. Però nasconde un retropensiero che contiene la fine del contratto e rimanda ad altre riforme che stanno nel cassetto. Anche i tutor e il portfolio stavano nel cassetto e sono stati trainati dal piano di ricostruzione resiliente sviluppista.
OTTIERO OTTIERI Vi amo
Da «Vi amo» (1988)
Vi amo, o voi per me irraggiungibili
tropici, spiagge lunate,
dove si vive sotto una palma,
vi amo dall’erta
di questa Milano irto gelido cantiere
dove la linea tre avanza.
Siamo tutti in tempi di linea tre
e di rifacimento della piazza
del paese monocentrico. Ma non avanza
la bellezza. La cultura danza
fra la tenebra industriale Continua a leggere “OTTIERO OTTIERI Vi amo”
Cottimo
Esistono momenti in cui il cottimo, che è una conquista progressiva, svela la sua faccia aguzzina. Premia i migliori, tiene la disciplina sostituendo la frusta, rapporta il guadagno alla fatica; ma rende l’operaio sempre più schiavo del minuto e della lira, lo costringe a valere per quello che fa, non per quello che è: ecco la radice dell’alienazione nel cottimo. Un giorno sparirà, quando l’operaio avrà il suo diritto a un guadagno fisso, quando l’incentivo immediato e frazionato del cottimo non sarà più ritenuto necessario. L’operaio lavorerà da solo, senza frusta, e coincideranno il suo interesse e la sua coscienza.
Da Ottiero Ottieri, Donnarumma all’assalto