UGO FOSCOLO Autoritratto

Solcata ho fronte, occhi incavati intenti,
crin fulvo, emunte guance, ardito aspetto,
labbro tumido acceso, e tersi denti,
capo chino, bel collo, e largo petto;

giuste membra; vestir semplice eletto;
ratti i passi, i pensier, gli atti, gli accenti;
sobrio, umano, leal, prodigo, schietto;
avverso al mondo, avversi a me gli eventi:

talor di lingua, e spesso di man prode;
mesto i più giorni e solo, ognor pensoso,
pronto, iracondo, inquïeto, tenace:

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Oggi è il 5 maggio

Oggi è il 5 maggio
Il 5 maggio del 2015 una marea di docenti e studenti ha invaso le piazze
Per dire no alla Buona Scuola di Renzi
La risposta del governo è stata: no
Il partito democratico ha detto: perché la polizia non picchia i dimostranti?
La sinistra italiana ha abbandonato l’aula del Senato
Perché a quel tempo faceva parte della maggioranza silenziosamente
La Buona Scuola è entrata nelle vene della scuola anche se
La chiamata diretta è stata cestinata subito
I dirigenti non erano tanto convinti
Il bonus per il merito è stato inghiottito dai fondi della scuola Continua a leggere “Oggi è il 5 maggio”

FRANCO CALIFANO Semo gente de borgata

‘Na stanzetta in affitto è trovata, per momento va be’
Semo gente de borgata nun potemo pagà

Da domani comincia er carvario, nun c’è artro da fa’
Finirà ‘sto calendario e quarcosa cambierà
Semo ricchi de volontà

Core mio, core mio, la speranza nun costa niente
Quanta gente c’ha tanti sordi e l’amore no
E stamo mejo noi che nun magnamo mai

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Chiudiamo le scuole

Il titolo dell’articolo poteva essere semplicemente «Chiudiamo le scuole». Oggettivamente, la scuola fa male e la colpa è degli insegnanti: stressati dalle troppe riforme improvvisate, oppressi da un sistema insensato che li fa diventare aguzzini, insensibili ai disagi esistenziali degli studenti (per forza, sono reclutati solo in base alle competenze disciplinari), ma anche peggio, arroccati sulla didattica frontale e quindi reazionari, specie «quando stabiliscono un sistema di valutazione che non solo non è formativo ma serve a punizioni preventive ed umiliazioni gratuite». La domanda è: da quale pulpito. I Maestri di Strada, di cui fa parte Cesare Moreno, sono delle figure nobili nel campo educativo, per una serie di motivi che è superfluo enumerare. Continua a leggere “Chiudiamo le scuole”

MARCO BELPOLITI Calvino guarda il mondo

[DoppioZero, 15 novembre 2023]

Scripturalist

Firmate con lo pseudonimo di Jago, le illustrazioni dal tono umoristico e sarcastico sono pubblicate nella rubrica “Il Cestino” del “Bertoldo”, curata dallo stesso Guareschi e aperta ai giovani disegnatori non professionisti, e seguono un gusto nuovo all’epoca. Appaiono come vignette, con un dialogo in due o tre battute scritte sotto il disegno. Sono freddure; una delle tre non troppo velatamente è critica verso il regime fascista – ironizza sul dettato di usare il “voi” al posto del “tu”. Calvino firma con Jago le vignette. Sarà il personaggio di Shakespeare o forse lo pseudonimo viene da Santiago, la città cubana dove era nato? Assumerà questo nome come nome di battaglia da partigiano Continua a leggere “MARCO BELPOLITI Calvino guarda il mondo”

Gender

Interrogazione di grammatica in prima azzurra. I nomi. Maschile e femminile: zio e zia, tavolo e tavola. No, tavolo-tavola è un falso cambiamento di genere. Elefante è un nome di genere comune? Si dice lo e la elefante? No, la moglie dell’elefante si chiama elefantessa. Nomi di genere promiscuo: la rana, la tigre, il maiale. Nomi indipendenti: genero e nuora, bue e mucca. È il toro il maschio della mucca, non il bue. Il bue è un toro castrato. Cosa vuol dire castrato? Non è il mio campo, chiedete alla prof di scienze.

Roma, censura per chi parla di Palestina a scuola

Monitor, 19 marzo 2024

A pochi giorni di distanza dalle manganellate sugli studenti pisani che manifestavano contro il genocidio in corso in Palestina, vale la pena riflettere sul clima di censura presente nelle scuole nei confronti di chi critica il colonialismo israeliano. Due casi in particolare hanno fatto discutere: il licenziamento di un assistente all’educazione algerino del liceo francese Chateaubriand di Roma, impiegato da più di dieci anni e adesso sotto accusa per aver pubblicato un post Instagram sgradito, e la vicenda di un insegnante di filosofia e storia del liceo scientifico Augusto Righi di Roma, che ha subito una serie di fortissimi attacchi a mezzo stampa, fondati su notizie false, e provvedimenti disciplinari che potrebbero portare a nuove sanzioni.

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Braccio (fiorentino)


Da Firenze Today

Dietro ai modi di dire di qualsiasi dialetto si nasconde sempre una storia del passato. A Firenze sono tante le espressioni tipiche che vengono usate in vari modi e in varie situazioni. Una delle più simpatiche è certamente «Avere il braccino corto». […] Come spiega […] la pagina facebook del Comune di Firenze, potrebbe sembrare che significhi avere il braccino così corto da non arrivare al portafoglio, ma in realtà l’origine è ben diversa.

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