UMBERTO ECO Come mangiare il gelato

Da «Come viaggiare con un salmone»

Quando prendo lo stipendio
In gelati me lo spendo
I gelati sono buoni
Ma costano milioni
Skiantos

Quando ero piccolo si comperavano ai bambini due tipi di gelati, venduti da quei carrettini bianchi con coperchi argentati: o il cono da due soldi o la cialda da quattro soldi. Il cono da due soldi era piccolissimo, stava appunto bene in mano a un bambino, e si confezionava traendo il gelato dal contenitore con l’apposita paletta e accumulandolo sul cono. La nonna consigliava di mangiare il cono solo in parte, gettando via il fondo a punta, perché era stato toccato dalla mano del gelataio (eppure quella parte era la più buona e croccante, e la si mangiava di nascosto, fingendo di averla buttata). Continua a leggere “UMBERTO ECO Come mangiare il gelato”

DANTE Tre donne intorno al cor mi son venute

Dalle «Rime»

Tre donne intorno al cor mi son venute,
e seggonsi di fore:
ché dentro siede Amore,
lo quale è in segnoria de la mia vita.
Tanto son belle e di tanta vertute
che ’l possente segnore,
dico quel ch’è nel core,
a pena del parlar di lor s’aita.
Ciascuna par dolente e sbigottita,
come persona discacciata e stanca,
cui tutta gente manca Continua a leggere “DANTE Tre donne intorno al cor mi son venute”

ANTONELLA CURRÒ Ma io cosa ci faccio qui?

[post su facebook, 30 agosto 2024]

CIAO SCUOLA…
La mia storia d’amore con la scuola è iniziata da bambina quando, con due genitori insegnanti, ho respirato aria e polvere di gesso.
A volte mi portavano a scuola con loro e io mi sentivo a casa.
Da ragazzina ho insegnato a leggere e scrivere a mio fratello e a tutti i bambini del mio condominio… Spesso il pomeriggio, invece di giocare, leggevo loro pagine di libri per bambini e lo facevo su loro richiesta, nutrendomi di quegli occhi sognanti.
Ho sempre voluto fare l’insegnante e sono stata fortunata perché ci sono riuscita Continua a leggere “ANTONELLA CURRÒ Ma io cosa ci faccio qui?”

STEFANO BORRONI BARALE Cibernetica o barbarie!

[Collegamenti per l’organizzazione diretta di classe, 25 marzo 2024]

Rifiutare la formazione obbligatoria è un poderoso primo passo. Siamo pronti per il successivo?

Noi vogliamo glorificare la guerra – sola igiene del mondo – il militarismo, il patriottismo, il gesto distruttore dei libertari, le belle idee per cui si muore e il disprezzo della donna. Noi vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d’ogni specie, e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria.” – Filippo Tommaso Marinetti, “Manifesto del Futurismo, 1909

La transizione digitale  (1) a marce forzate, iniziata con lo stanziamento l’anno scorso di 2,1 Miliardi di euro per l’acquisto di laboratori e aule “digitali” entra ora nel vivo, con un programma di formazione dei docenti mastodontico. Continua a leggere “STEFANO BORRONI BARALE Cibernetica o barbarie!”

GIUSEPPE UNGARETTI L’isola

Da «Sentimento del tempo» (1935)

A una proda ove sera era perenne
di anziane selve assorte, scese,
e s’inoltrò
e lo richiamò rumore di penne
ch’erasi sciolto dallo stridulo
batticuore dell’acqua torrida,
e una larva (languiva
e rifioriva) vide;
ritornato a salire vide
ch’era una ninfa e dormiva
ritta abbracciata a un olmo. Continua a leggere “GIUSEPPE UNGARETTI L’isola”

ITALO CALVINO La pecora nera

Da «Prima che tu dica dica “Pronto”» (1993)

C’era un paese dove erano tutti ladri. La notte ogni abitante usciva, coi grimaldelli e la lanterna cieca, e andava a scassinare la casa di un vicino. Rincasava all’alba, carico, e trovava la casa svaligiata.
E così tutti vivevano in concordia e senza danno, poiché l’uno rubava all’altro, e questo a un altro ancora e così via, finché non si rubava a un ultimo che rubava al primo. Il commercio in quel paese si praticava solo sotto forma d’imbroglio e da parte di chi vendeva e da parte di chi comprava. Il governo era un’associazione a delinquere ai danni dei sudditi, e i sudditi dal canto loro badavano solo a frodare il governo. Così la vita proseguiva senza inciampi, e non c’erano né ricchi né poveri. Ora, non si sa come, accadde che nel paese si venisse a trovare un uomo onesto. Continua a leggere “ITALO CALVINO La pecora nera”

LO STATO SOCIALE C’eravamo tanto sbagliati

Da «L’Italia peggiore» (2014)

Fanculo a chi non ha mai colpa
A chi ha una scusa per tutto
A chi si è fatto da solo
A chi cerca pubblicità
A chi parla bene per moda e pensa male per moda
A chi si innamora solo per secondo
A chi va sempre di corsa
E non è ancora arrivato da nessuna parte

Continua a leggere “LO STATO SOCIALE C’eravamo tanto sbagliati”