Se il furetto riesce solo, col musetto insanguinato, vuol dire che ha raggiunto e scannato la preda; e che, se non porta tracce di sangue, ma invece ha le branche piene di pelo, vuol dire che il coniglio si è incuneato in qualche cantuccio, con la testa a sicuro, in modo che il suo persecutore non ha potuto far altro che sfogarsi a lacerargli il groppone; e che se invece il furetto riappare intriso di sangue dal capo alla coda, vuol dire che il coniglio, nel tentar di salvarsi all’aperto, è rimasto conficcato nel passaggio come un tappo nel collo d’una bottiglia, imprigionandosi da sé e imprigionando dietro di sé il suo nemico: il quale, per venir fuori, ha dovuto aprirsi la via trapanando tutto il vivo corpo della vittima.
Da Federico De Roberto, Il trofeo