EMANUELA BANDINI Il tempo scuola fugge… et non s’arresta una hora

Le parole e le cose, 2 giugno 2025

Una delle lamentele più frequenti che si possano ascoltare nelle sale insegnanti di tutto lo Stivale è che a scuola, in classe, non si riesca più a fare quello che si riusciva a fare solo cinque o sei anni fa, nonostante ci si senta sempre più carichi di lavoro: c’è chi attribuisce questa difficoltà alle diverse caratteristiche delle nuove generazioni, chi invece alle mutate condizioni dei dispositivo scolastico, che negli ultimi venticinque anni ha attraversato non meno di quattro grandi processi di riforma e revisione (Berlinguer, Moratti, Gelmini, Renzi) e una serie di continui “aggiustamenti interni”, che, pur mantenendone immutata la struttura portante, hanno modificato profondamente quello che si fa (o si riesce a fare) nelle aule.

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PAOLO MAURENSIG Al Collegium Musicum nessuno doveva illudersi di poter oziare

Da «Canone inverso»

Oggi del Collegium Musicum non rimane più traccia se non una pietraia ricoperta da erbacce. Mi servirebbe una cartina dettagliata per farle vedere l’esatta ubicazione di quell’edificio, diventato durante la guerra un deposito di munizioni, e fatto saltare in aria prima della disfatta. Ed è una fortuna che quell’orribile posto sia stato cancellato, seppure non dalla mia memoria. Anche a quel tempo non era facile arrivarci. Sorgeva infatti nella Bassa Austria, lungo la valle del Danubio, sulla strada che da Stockerau porta verso Tulln. Si poteva scorgere solo passandoci in treno, perché era fuori delle strade comunemente battute. Continua a leggere “PAOLO MAURENSIG Al Collegium Musicum nessuno doveva illudersi di poter oziare”