LUIGI PIRANDELLO Prefazione ai «Sei personaggi in cerca d’autore»

È da tanti anni a servizio della mia arte (ma come fosse da jeri): una servetta sveltissima e non per tanto nuova sempre del mestiere.

Si chiama Fantasia.

Un po’ dispettosa e beffarda, se ha il gusto di vestir di nero, nessuno vorrà negare che non sia spesso alla bizzarra, e nessuno credere che faccia sempre e tutto sul serio a un modo solo. Si ficca una mano in tasca; ne cava un berretto a sonagli; se lo caccia in capo, rosso come una cresta, e scappa via. Oggi qua; domani là. E si diverte a portarmi in casa, perché io ne tragga novelle e romanzi e commedie, la gente più scontenta del mondo Continua a leggere “LUIGI PIRANDELLO Prefazione ai «Sei personaggi in cerca d’autore»”

MARTIN VENATOR Trattare i giovani come adulti per impedirgli di crescere davvero. Sull’inganno pedagogico sistemico

La nostra scuola, 20 giugno 2025

Viviamo in un tempo in cui la crescita non è più un processo ma un fastidio da evitare. Una società fondata sul mercato, sull’immagine e sulla velocità ha deciso che crescere è inutile, persino pericoloso. Meglio allora saltare a piè pari il cammino della maturazione e trattare i giovani come se fossero già adulti. Non per rispetto ma per interesse.

La scuola li valuta come adulti. La pubblicità li desidera come adulti. Il mercato li sfrutta come adulti. Ma nessuno dà loro ciò che rende veramente adulto un essere umano: la capacità di pensare in profondità, di orientarsi nel tempo, di convivere con il dubbio, di prendersi cura del mondo. Continua a leggere “MARTIN VENATOR Trattare i giovani come adulti per impedirgli di crescere davvero. Sull’inganno pedagogico sistemico”

DAVIDE FANT – CARLO MILANI L’attitudine hacker in cinque punti

Da «Pedagogia kacker» (2024)

Con hacker intendo un essere umano che, nelle sue azioni concrete, mira a ridurre l’alienazione tecnica, cioè il baratro che nel corso dell’evoluzione è stato scavato nei confronti degli esseri tecnici […]. Hacker sono le persone animate da attitudine hacker: curiosità nei confronti delle macchine, desiderio di comprenderne il comportamento, di modificarlo, di migliorarlo.
Carlo Milani, Tecnologie conviviali

Approccio curioso e problematizzante rispetto al mondo e nello specifico alla tecnologia. L’hacker è una persona che si pone delle domande, problematizza la realtà intorno a sé. Quando si ritrova davanti un problema che ritiene degno di nota comincia a pensare, lavorare Continua a leggere “DAVIDE FANT – CARLO MILANI L’attitudine hacker in cinque punti”

Webinar

Si tratta di un seminario interattivo, convegno, conferenza e simili realizzati a distanza attraverso l’uso di strumenti elettronici (computer, tablet, smartphone) e di Internet. I dizionari registrano la parola come sostantivo maschile appartenente all’ambito dell’informatica e del web e indicano come data di prima attestazione il 2007 […]. Ciò che differenzia un seminario (o simili) da un webinar è la sua realizzazione attraverso strumenti informatici e di Internet che consentono di svolgere tali eventi in diretta ma «in assenza».

Accademia della Crusca, Giusto, sbagliato, dipende

MICHELA CALLEDDA La scuola e il margine. Appunti da un paese che resiste

Italia che cambia, 4 giugno 2025

A Siliqua, così come nel resto dei paesi sardi, vivere al margine non è solo una condizione geografica o demografica, ma un atto quotidiano di resistenza. Al centro c’è la scuola.

«La marginalità è un luogo radicale di possibilità, uno spazio di resistenza». Lo scriveva bell hooks – all’anagrafe Gloria Jean Watkins, scrittrice, attivista e femminista americana. E qui, in un paese come Siliqua, questa frase non suona come una teoria astratta Continua a leggere “MICHELA CALLEDDA La scuola e il margine. Appunti da un paese che resiste”

CHARLES PERRAULT Cenerentola

Traduzione di Carlo Collodi

C’era una volta un gentiluomo, il quale aveva sposata in seconde nozze una donna così piena di albagia e d’arroganza, da non darsi l’eguale. Ella aveva due figlie dello stesso carattere del suo, e che la somigliavano come due gocce d’acqua. Anche il marito aveva una figlia, ma di una dolcezza e di una bontà da non farsene un’idea; e in questo tirava dalla sua mamma, la quale era stata la più buona donna del mondo. Le nozze erano appena fatte, che la matrigna dette subito a divedere la sua cattiveria. Ella non poteva patire le buone qualità della giovinetta, perché, a quel confronto, le sue figliuole diventavano più antipatiche che mai. Continua a leggere “CHARLES PERRAULT Cenerentola”

FEDERICA CAPPUCCIO La mitridatizzazione della scuola

Sono un’insegnante di serie B. Scrivo per rabbia, annebbiata dall’invidia sociale verso quelli che ce l’hanno fatta. Gli insegnanti multiuso, che insegnano nelle ore di insegnamento (quanto basta), compilano le carte, partecipano alle riunioni, correggono i compiti, e nondimeno gli avanza tanto di quel tempo e voglia da poter essere anche tutor, orientatori, progettisti, stagisti, animatori digitalizzati.

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WALTER QUATTROCIOCCHI «Intelligenza artificiale», ChatGpt e Large Language Model: alcuni chiarimenti fondamentali

La nostra scuola, 26 agosto 2025

È difficile parlare di LLM (i large language model come ChatGpt o Gemini) con chiarezza. Il rumore di fondo è terrificante.
Tra marketing, pop–filosofie e metafore che non colgono, il quadro è tutt’altro che rassicurante.
La platea è frammentata in micro–tribù identitarie che si rinforzano a vicenda. Quando la narrativa si schianta contro la realtà, il confirmation bias riporta tutti al punto di partenza e la storia si riaggiusta per tornare comoda.

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Buzzurro

Buzzurro è un vocabolo che circolava a Firenze per designare i castagnai ambulanti svizzeri dei Cantoni del Ticino e dei Grigioni che d’inverno lasciavano le loro montagne e venivano a vendere caldarroste (fiorentinamente bruciate) in città. Dopo il 1865, nella breve stagione di Firenze capitale, l’epiteto buzzurro è applicato in senso spregiativo ai funzionari e ai militari piemontesi che si trasferiscono in massa, con le rispettive famiglie, sulle rive dell’Arno […]. L’etimologia di buzzurro continua a essere incerta. Un’ipotesi stimolante, sebbene non priva di difficoltà, è stata avanzata da Ottavio Lurati e poi accolta nell’Etimologia di Alberto Nocentini: buzzurro sarebbe una retroformazione da buzza(r)rone, buzzur(r)rone, forme attestate in zone diverse (buzzeron e buzzaron nei dialetti settentrionali, buzzarruni e buzzurruni in siciliano), e corrispondenti al toscano buggerone e al romanesco buggiarone.

Accademia della Crusca, Giusto, sbagliato, dipende