SALLY ROONEY La differenza fra verità e bugia è complicata

Da «Intermezzo»

Ivan ha ricevuto un messaggio da Sylvia, che gli chiedeva gli andava di prendere un caffè con lei, e lui ha risposto all’istante, nel giro di neanche un minuto, dicendo di sì. Si sono incontrati vicino al college e hanno fatto una passeggiata insieme, bevendo un caffè, parlando, e lui si è sentito di nuovo bene in sua compagnia. Loro due si piacevano molto, si piacevano e si rispettavano, e lei non ficcava il naso nella sua vita e non tirava fuori argomenti imbarazzanti. Gli ha chiesto invece se poteva spiegarle un problema di logica, e lui ha detto che sì, certo. Il problema riguardava un mentitore che mente sempre, e il mentitore dice: Tutti i miei cappelli sono verdi. Continua a leggere “SALLY ROONEY La differenza fra verità e bugia è complicata”

LUCIA R. CAPUANA Trent’anni di «riforme» neoliberiste contro la scuola pubblica

Lucia R. Capuana (2020)

L’autonomia scolastica realizza la scuola azienda distruggendo la scuola pubblica

Dopo circa trent’anni di apparente immobilismo, a partire dagli anni novanta del secolo scorso, il sistema di istruzione italiano ha subito ben quattro  imponenti trasformazioni complessive, definite «riforme» che ne hanno trasfigurato obiettivi finali e pratiche quotidiane.

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JULIA VINOGRAD Allucinazioni di un soldato ferito

La ferita lo faceva diventare matto.
Sapeva che era quasi natale,
aveva ricevuto gli auguri per posta.
Perciò agli alberi dove si nascondevano i cecchini
erano appesi bastoncini di zucchero.
C’erano palline di vetro scintillanti
e c’erano granate rotonde
e ovviamente i regali erano tutti minati
stava ben attento a non toccarli.
Le lucine intermittenti erano segnali di pericolo Continua a leggere “JULIA VINOGRAD Allucinazioni di un soldato ferito”

Coda di paglia

Chi ha la coda di paglia sa di aver combinato qualcosa, non ha la coscienza tranquilla e, di conseguenza, è sempre sospettoso per timore di essere scoperto. […]. Meno lineare appare invece la ricostruzione dell’origine dell’espressione. La spiegazione tradizionale e largamente riconosciuta su fonda su quella data da Costantino Arlía (nel suo Voci e maniere di lingua viva del 1895), e ripresa poi in molti dizionari etimologici, che faceva risalire l’espressione alla favola in cui una volpe che aveva perso la coda, per la vergogna se ne sarebbe messa una di paglia. Molto più convincente la ricostruzione proposta da Ottavio Lurati (Dizionario dei modi di dire) che fa riferimento alla pratica medievale di umiliare gli sconfitti e i condannati Continua a leggere “Coda di paglia”

GIOVANNI VERGA Jeli il pastore

Da «Vita dei campi»

Jeli, il guardiano di cavalli, aveva tredici anni quando conobbe don Alfonso, il signorino; ma era così piccolo che non arrivava alla pancia della bianca, la vecchia giumenta che portava il campanaccio della mandra. Lo si vedeva sempre di qua e di là, pei monti e nella pianura, dove pascolavano le sue bestie, ritto ed immobile su qualche greppo, o accoccolato su di un gran sasso. Il suo amico don Alfonso, mentre era in villeggiatura, andava a trovarlo tutti i giorni che Dio mandava a Tebidi, e divideva con lui il suo pezzetto di cioccolata e il pane d’orzo del pastorello, e le frutta rubate al vicino. Dapprincipio, Jeli dava dell’eccellenza al signorino, come si usa in Sicilia, ma dopo che si furono accapigliati per bene, la loro amicizia fu stabilita solidamente. Continua a leggere “GIOVANNI VERGA Jeli il pastore”