I have a dream

lo ho un sogno: aprire un ristorante che si chiama I have a dream. Dove si rompe la consuetudine con le vecchie ricette. Dove si possono mangiare delle metafore. Dove si spende poco.

Il menu di una settimana sarebbe pressappoco questo, con alcune precisazioni.

domenica scorsa: minestrone con la ‘nduja oppure pizza con lo stracchino (e la ‘nduja) oppure tutti e due.

lunedì: riso al gorgonzola cotto nel brodo nero (manzo, cavolo e vino rosso oppure sangue di nemici uccisi).

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DANIELE LO VETERE La riforma dei tecnici e dei professionali e la produzione del capitale umano nella scuola dell’età neoliberale

[Le parole e le cose, 4 dicembre 2023]

Il recente disegno di legge del Governo Meloni (D. Lgs. 924/2023), che interviene sugli istituti tecnici e professionali e sull’istruzione e formazione professionale (IeFP), nonostante la sua scarsissima eco mediatica, è un provvedimento la cui portata politico-ideologica non può essere sottovalutata.[1]

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PIETRO VERRI È lecita la tortura?

Da «Osservazioni sulla tortura», 11

Mi rimane finalmente da provare che, quand’anche la tortura fosse un mezzo per iscoprire la verità dei delitti, sarebbe un mezzo intrinsecamente ingiusto. Credo assai facile il dimostrarlo. Comincierò con dire che le parole «sospetti, indizj, semi-prove, semiplene, quasi prove», ecc., e simili barbare distinzioni e sottigliezze non possono giammai mutare la natura delle cose. Possono elleno bensì spargere delle tenebre ed offuscare le menti incaute; ma debbesi sempre ridurre la questione a questo punto: o il delitto è certo, ovvero solamente probabile. Se è certo il delitto, i tormenti sono inutili e la tortura è superfluamente data, quando anche fosse un mezzo per rintracciare la verità, giacché presso di noi un reo si condanna, benché negativo. Continua a leggere “PIETRO VERRI È lecita la tortura?”

Resistenza

Durante la Resistenza, e per un breve momento all’atto della Liberazione, tutto ci era sembrato possibile.
Vittorio Foa

I

La Resistenza non ha difeso l’Italia in quanto nazione ma in quanto sistema di valori alternativi al fascismo e alla sua religione funebre e aggressiva, e la nuova Italia nata dalla Costituzione antifascista non è figlia della Resistenza in quanto guerra vittoriosa ma in quanto guerra eccezionalmente dotata di senso.
Pietro Cataldi

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PIER PAOLO PASOLINI Profezia

Da «Il libro delle cose», 1964

Alì dagli Occhi Azzurri
uno dei tanti figli di figli,
scenderà da Algeri, su navi
a vela e a remi. Saranno
con lui migliaia di uomini
coi corpicini e gli occhi
di poveri cani dei padri
sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sè i bambini,
e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua.
Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali. Continua a leggere “PIER PAOLO PASOLINI Profezia”

JOVANOTTI feat. LIGABUE e PELÙ Il mio nome è mai più

Io non lo so chi c’ha ragione e chi no
Se è una questione di etnia, di economia
Oppure solo pazzia: difficile saperlo
Quello che so è che non è fantasia
E che nessuno c’ha ragione e così sia
A pochi mesi ad un giro di boa per voi così moderno

C’era una volta la mia vita
C’era una volta la mia casa
C’era una volta e voglio che sia ancora

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LUCA MALGIOGLIO La scuola che c’è

[La nostra scuola, 18 luglio 2024]

La centralità del nulla
A sentire parlare di “centralità dello studente” potevamo illuderci che ci si fosse finalmente decisi a ridurre il numero degli studenti per classe e che gli “esperti” che parlano di scuola senza farla si fossero trasformati tutti in psicoterapeuti, capaci di comprendere le dinamiche profonde delle persone in crescita, comprese quelle che portano alla demotivazione scolastica (a che mi serve infatti “stare al centro” se chi ho di fronte – o forse sarebbe più corretto dire lungo la circonferenza – non capisce nulla di quello che provo e del perché lo provo?); così come, quando viene evocata la “evidence based education”, immagino degli scienziati che conducono dei rigorosissimi esperimenti Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO La scuola che c’è”