GIANNI RODARI L’accento sulla A

Quella mattina del 1950 Luciana Romoli, militante del P.C.I. aveva preso accordi con i suoi compagni del Partito ed avevano stabilito di andare a scrivere alcuni messaggi sui muri della città, in particolare sul Lungotevere. L’accordo con gli altri compagni era che lei scrivesse i messaggi mentre gli altri avrebbero provveduto ad avvisarla con un fischio dell’eventuale arrivo di agenti. Luciana così ha ricordato quell’episodio: «L’accordo era che, al loro fischio, saremmo dovuti scappare. “Pace e liberta” scrissi, senza riuscire a mettere l’accento sulla a.  Sentii la sirena che segnalava l’arrivo della polizia. Non fuggii. Mi fermai per completare la parola e tracciare quell’accento. Mi arrestarono». leggi tutto

«O fattorino in bicicletta
dove corri con tanta fretta?».
«Corro a portare una lettera espresso
arrivata proprio adesso».
«O fattorino, corri diritto,
nell’espresso cosa c’è scritto?».
«C’è scritto – Mamma non stare in pena
se non ritorno per la cena,
in prigione mi hanno messo
perchè sui muri ho scritto col gesso.
Con un pezzetto di gesso in mano
quel che scrivevo era buon italiano,
ho scritto sui muri della città
“Vogliamo pace e libertà”.
Ma di una cosa mi rammento,
che sull’-a- non ho messo l’accento.
Perciò ti prego per favore,
va’ tu a correggere quell’errore,
e un’altra volta, mammina mia,
studierò meglio l’ortografia».