STEFANO BORRONI BARALE La transizione digitale, terreno di un nuovo conflitto sociale

[Su la testa, settembre 2023]

Il modo migliore per mantenere le persone passive e obbedienti è quello di limitare rigorosamente lo spettro delle opinioni accettabili, ma permettere un un dibattito molto vivace all’interno dello spettro, incoraggiando le opinioni più critiche. Questo dà alle persone la sensazione che ci sia un libero pensiero in corso, mentre per tutto il tempo i presupposti del sistema vengono rafforzati dai limiti posti alla portata del dibattito.
Noam A. Chomsky, The common good, 1998

Il dibattito odierno sulla tecnologia è letteralmente ostruito da definizioni e concetti che nascondono al loro interno pensieri, visioni e assiomi di chi le conia. Il risultato è una narrazione mistificata della tecnologia, dei rapporti di forza che essa impone alla società attraverso cambiamenti dirompenti1 e che consolida attraverso la burocrazia dei suoi apparati composti da tecnologia, istituzioni e ideologia2.

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Come difendere la scuola della Costituzione (vademecum)

[Da Cobas Scuola Palermo, 30 agosto 2023]

DIFENDIAMO LA SCUOLA DELLA COSTITUZIONE

COME AGIRE NEGLI ORGANI COLLEGIALI

Quando i Padri Costituenti scrissero l’art. 33 “L’arte e la scienza sono libere, e libero ne è l’insegnamento”, avevano chiarissimo il ruolo decisivo che la scuola aveva avuto nella fascistizzazione della società italiana; con questo articolo non consegnavano un’individuale libertà al/la docente come lavoratore/trice, ma ponevano il pluralismo e la libertà di insegnamento a garanzia della democrazia di un’intera società: principale obiettivo e responsabilità del/la docente.

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ROBERTO CONTU Ancora sulla lezione frontale

[La scuola e noi, 6 novembre 2023]

Il racconto di una propria esperienza in classe, per intervenire nel discorso pubblico sulla scuola, è sempre un porsi in posizione debole. Lo è perché si assume il rischio della parzialità del proprio particolare per dire dell’universale, perché vanno tenute a bada le insidie dell’individualismo (a partire dalla tentazione dei narcisismi), perché in fondo resterà sempre un’approssimazione dell’esperienza vissuta. Ma per quanto vada dichiarato il limite di tale punto di vista, con la stessa onestà andrebbe detto quanto sia esperienza comune, nel tempo dei grandi proclami e delle grandi semplificazioni, il percepire da chi è dentro la classe l’irrealtà di troppi universali nel discorso pubblico sulla scuola Continua a leggere “ROBERTO CONTU Ancora sulla lezione frontale”

GEMMA ROMANO Dove vanno gli insegnanti d’estate?

[Il post, 8 giugno 2024]

Come sono davvero le ferie di chi insegna? Cosa facciamo quando la scuola è chiusa? Ci dissolviamo? Dormiamo? Prendiamo il sole? Come le anatre del «Giovane Holden» voliamo via? O ci porta via un furgone? Torniamo al sud a fare le olive al campo del nonno? Non sono tre mesi di ferie e insegnare non è un lavoro normale. Se il docente fosse un architetto, nel suo cantiere gli operai sarebbero sempre in rivolta. Se fosse un medico opererebbe gente non sedata e senza bisturi.

Qualcuno si chiede, fuori da ogni polemica, dove finiscono i docenti d’estate, dall’8 giugno in poi, dopo la chiusura delle lezioni per la pausa estiva. Li porta via un furgone o un vattelapesca? Migrano verso i paesi caldi? Si nascondono? Scappano col circo? Come sarebbe bello se qualcuno ci pensasse come Il giovane Holden pensava alle anatre, passando in taxi vicino al laghetto di Central Park.

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DANIELE LO VETERE A scuola bastano gli esperti esterni

[post su facebook, 22 novembre 2023]

Penso che gli insegnanti potrebbero pure farsi da parte.
A scuola possono bastare gli esperti esterni, più competenti.
30 ore a un pedagogista
30 ore a uno psicologo
30 ore a un assistente sociale
30 ore a un orientatore
30 ore a un business planner
30 ore a un funzionario delle forze dell’ordine
30 ore a un nutrizionista
30 ore a un sessuologo
30 ore a un influencer Continua a leggere “DANIELE LO VETERE A scuola bastano gli esperti esterni”

FEDERICO CALÒ CARDUCCI La scuola che vogliamo

«Quaderni della decrescita», settembre-dicembre 2023

Sul finire dello scorso anno scolastico si è verificato un evento inatteso, una scintilla, che auspichiamo possa risvegliare un dibattito e un confronto sul ruolo e sulla missione della scuola pubblica: il Consiglio di Istituto del Liceo Pilo Albertelli di Roma non ha approvato i progetti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Next Generation Labs e Next Generation Classrooms) previsti all’interno del Piano Scuola 4.0 del Ministero, rifiutando di fatto 273 mila euro.

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LUCA MALGIOGLIO Il didattichese e i disastri della metodofilia, tra vuoto e conformismo

[La nostra scuola, 25 settembre 2020]

1) A proposito di nuove metodologie, didattica per ‘competenze’, ‘flipped classroom’, ‘cooperative learning’ ecc… Bisognerebbe cominciare a dire che la passione educativa e culturale, quando è autentica, spinge gli insegnanti a cercare il metodo più adatto per condividere e rielaborare insieme agli studenti conoscenze e contenuti significativi; quando questa passione manca non c’è nessuna metodologia che possa sostituirla.

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VALENTINA GIANFRANCESCO Rituali, simboli e accasamento a scuola

[La scuola e noi, 2 ottobre 2023]

Alzarsi in piedi

In una delle scene iniziali del film Class enemy di Rok Bicek, ambientato in una scuola superiore slovena, il supplente di tedesco che ha uno stile comunicativo antitetico a quello della collega di ruolo, molto empatica e quasi materna, chiede alla classe perché bisogna alzarsi in piedi quando entra l’insegnante. Nessuno lo sa con certezza. È un gesto ormai automatico e si presuppone che sia un segno di rispetto nei confronti del docente.  Il Prof. Zupan, così si chiama il supplente, spiega agli studenti che in realtà si tratta di un rituale. Sono i rituali, dice, a renderci differenti dagli animali e a ricordarci che siamo esseri umani.  Gli studenti ascoltano in un silenzio scettico e carico di risentimento perché sono ancora fedeli alla loro insegnante e non sono pronti ad accogliere la prima lezione di quello che avvertono come un intruso.

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SILVANO FUSO Il ministro Valditara e i dinosauri

MicroMega, 9 maggio 2024

Il ministro dell’Istruzione Valditara si è recentemente interrogato sull’utilità di insegnare la storia dei dinosauri nelle scuole primarie. Non è il primo del suo schieramento politico a non riconoscere il ruolo dell’evoluzione biologica nel comprendere noi stessi e il nostro ruolo nell’ambiente in cui viviamo. La ministra Moratti, durante il secondo governo Berlusconi, aveva tentato di eliminare lo studio dell’evoluzione dai programmi di Scienze delle scuole medie. Ieri come oggi, la destra di governo continua a essere poco sensibile ai valori del pensiero critico e razionale di cui la scienza rappresenta la massima espressione.

Partecipando alla XXII edizione di Futuro Direzione Nord (kermesse promossa dalla Fondazione Stelline insieme a Inrete Continua a leggere “SILVANO FUSO Il ministro Valditara e i dinosauri”

LUCA MALGIOGLIO – ALESSANDRO ZAMMARELLI L’orientamento nella scuola delle competenze

[La letteratura e noi, 9 ottobre 2023]

Il contesto: la guerra ai voti e la scuola delle competenze

Da circa tre anni a questa parte, da quando cioè è stata approvata una discutibile e improvvisata sperimentazione su modalità di valutazione per livelli di competenze nella scuola primaria[1], si pone nel dibattito sulla scuola un’attenzione smisurata alla questione dei voti anche negli altri gradi di istruzione, come se ciò che passa tra studente e docente, che interconnette due soggettività, e la relazione stessa con la sua reciprocità, non abbiano più senso nella crescita individuale, al di là di burocrazia e formalismi Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO – ALESSANDRO ZAMMARELLI L’orientamento nella scuola delle competenze”