ADOLFO SCOTTO DI LUZIO Don Milani e le contraddizioni della cultura pedagogica

Da «L’equivoco don Milani», Einaudi, Torino 2023

Don Milani, possiamo dire così, arriva al momento giusto per soddisfare una esigenza profonda della coscienza pedagogica nazionale e siccome il problema del buon maestro è un problema permanente nelle nostre società, la sua figura si carica facilmente di tutta la somma di richieste di affidamento educativo che la democrazia continua ansiosamente a produrre. A chi rimettere la cura del giovane e con quali garanzie?

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ANDREA BOITANI, MAURIZIO FRANZINI, ELENA GRANAGLIA Disuguaglianza, merito e meritocrazia

[Pandora rivista, 27 novembre 2023]

In questo contributo sono riprese e ampliate le riflessioni sviluppate da Andrea Boitani, Maurizio Franzini e Elena Granaglia nell’articolo Merito e meritocrazia: proviamo a fare chiarezza, uscito sul numero 190 del «Menabò di etica ed economia» nell’aprile 2023.

«L’idea di meritocrazia può avere molte virtù, ma la chiarezza non è una di quelle virtù». Così iniziava, nel 2000, Amartya Sen un suo breve saggio su Merit and justice[1]. Prima e dopo il 2000 i tentativi di definire, esaltare o criticare la meritocrazia sono stati numerosissimi e non è certo possibile darne conto in questa sede. Continua a leggere “ANDREA BOITANI, MAURIZIO FRANZINI, ELENA GRANAGLIA Disuguaglianza, merito e meritocrazia”

GIORGIA LOI Il coraggio di dire no

[Post su facebook, 8 dicembre 2023]

Il recente studio dell’Università Alma Mater, che segue il documento del 2017 firmato da 600 intellettuali sullo stato di salute della lingua italiana presso i nostri studenti, conferma soltanto quello che noi insegnanti d’italiano denunciamo da tempo: dietro lo slogan governativo di una scuola che naviga a vele spiegate verso il «progresso» grazie al «miracolo» del PNRR, c’è la vita vera della scuola: un preoccupante, spaventoso analfabetismo dei ragazzi che arrivano in prima superiore, spesso con presentazioni eccellenti formulate dalla scuola di base, ma che non corrispondono alla loro reale preparazione.
Non conoscono le strutture grammaticali e i processi di ragionamento logico che presiedono all’articolazione del linguaggio Continua a leggere “GIORGIA LOI Il coraggio di dire no”

ANGELA AMMIRATI La scuola sempre più ostaggio delle famiglie

«MicroMega», 4, 2024

Il 31 maggio 2024 sono stati celebrati i cinquant’anni dei decreti delegati, riforma che ha definitivamente mutato la struttura della scuola italiana, razionalizzando un ambito – quello della partecipazione democratica – che, sulla spinta dei movimenti di contestazione del Sessantotto, era stato posto come priorità nell’agenda politica, nell’ottica di superamento dell’ossatura antidemocratica e autoritaria della scuola italiana. Emanati in attuazione della legge delega 30 luglio 1973 n. 477 (per questo denominati decreti delegati) i decreti hanno istituito, tra le altre cose, i consigli di classe e d’istituto al fine di allargare alle famiglie e alla componente studentesca la partecipazione alla vita della scuola come elementi fondanti la comunità1.

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PIETRO CATALDI La scuola è aperta a tutti

Da La scuola e noi, 10 gennaio 2013

Le domande di un pastore

Nel Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, Leopardi affida alla voce di un pastore nomade le grandi domande sul senso della vita e dell’universo. Solo, sotto il cielo stellato, il pastore tenta di spiegare la condizione umana, il ripetersi dell’esistenza di generazione in generazione, il succedersi dei giorni e delle notti, il susseguirsi delle stagioni; cerca di capire il perché del dolore e di quell’inquietudine angosciosa definita dalle parole “tedio” e “fastidio”, un’inquietudine che è infine tutt’uno proprio con il bisogno di senso. La spiegazione è tentata dapprima guardando la vita dal punto di vista della luna, dall’alto, e poi guardandola invece dal punto di vista delle pecore, dal basso. Continua a leggere “PIETRO CATALDI La scuola è aperta a tutti”

LUCA MALGIOGLIO Tornare a scuola

[La nostra scuola, 26 agosto 2024]

Il paradosso del patagogista. Secondo qualche sedicente esperto gli studenti, ancora sprovvisti di sufficienti basi culturali e impossibilitati perciò a contestualizzare le conoscenze, andrebbero lasciati il più possibile all’apprendimento “autonomo”; gli insegnanti invece, che hanno alle spalle dei lunghi e approfonditi percorsi conoscitivi, dovrebbero essere sottoposti a una “formazione” coatta – abbiamo sentito persone con grandi responsabilità nel campo dell’istruzione parlare di “riaddestramento” – che li spinga soprattutto a non interferire proprio con l’“apprendimento autonomo” degli studenti.

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MARCO MAURIZI Il laboratorio del capitale. Metafisica delle competenze e controriforma scolastica

[Le parole e le cose, 8 gennaio 2024]

In cammino verso l’Oltre-Scuola

È sintomatico che l’intervento del Ministro Valditara alla Presentazione del Programma Nazionale “Suola e competenze 2021-2027”[1] sia passato relativamente inosservato. Dalle parti degli “ultra-pedagogisti” di sinistra[2] che lo avevano subito bollato come fascistissimo rappresentante di una scuola passatista, gentiliana e dal pugno duro non si è levato suono. Si capisce il perché. Non avrebbero saputo cosa dire. Continua a leggere “MARCO MAURIZI Il laboratorio del capitale. Metafisica delle competenze e controriforma scolastica”

DAVIDE VIERO La cattedra regressiva

[La nostra scuola, 12 febbraio 2024]

In data 25/01/2024 è stata presentata una proposta di legge da parte dei seguenti promotori: Dario Ianes, Evelina Chiocca, Paolo Fasce, Fernanda Fazio, Raffaele Iosa, Massimo Nutini, Nicola Striano. Tale proposta di legge verte sul fatto che i docenti curricolari dovranno svolgere obbligatoriamente alcune ore del loro orario su posto di sostegno e i docenti di sostegno dovranno dedicare delle ore all’insegnamento nella classe anche in attività extracurricolari (quali? Di che tipo? Didattiche o burocratiche?). A questa nuova cattedra è stato dato il nome di cattedra inclusiva.

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RENATA PULEO Ci rimane tempo? Scuola, lavoro, vita

[Quaderni della decrescita, 1 gennaio 2024]

I dispositivi per la comunicazione stanno avendo enormi impatti culturali specie sui giovani, sulla loro educazione e capacità di percezione. Quando la loro visione di vita viene infilata a forza in uno schermo.

Introduzione

…sembra che per tutti coloro che hanno esaltato il postmoderno informatico e segnico-linguistico, quanto a liberazione del lavoro e della soggettività, si sia ripetuto, in vero, l’effetto di deformazione ottica provocato dalla sovrapposizione di ciò che è tecnica a ciò che è tecnologia, che da sempre impedisce a uno sguardo, che pur si vorrebbe critico, di lacerare il velo di un accecante positivismo e di un’ottundente reificazione.
Roberto Finelli, 2014

Siamo dentro, catturati nella grande rete. Siamo attori, ognuno con una parte assegnata Continua a leggere “RENATA PULEO Ci rimane tempo? Scuola, lavoro, vita”

LUCA MALGIOGLIO La scuola democratica, per davvero (su «L’educazione democratica» di Christian Laval e Francis Vergne)

[La nostra scuola, 21 dicembre 2022]

Chi riflette seriamente sulla scuola democratica ed emancipatrice si trova lontanissimo dalle formulette attivistiche più vuote e banalizzanti, ad esempio tutta la retorica delle “competenze”, degli “ambienti di apprendimento innovativi”, della falsa contrapposizione tra lezione ed esperienza e di quell’autoritarismo che in neolingua viene chiamato “autonomia”. Non a caso, queste formulette convergono senza sforzi con quelle aziendalistiche delle soft skills, degli stakeholders, del longlife learning, del middle management, del capitale umano, e servono a giustificare a posteriori lo smantellamento della scuola, la distruzione del potenziale rivoluzionario della cultura e la perpetuazione morta dell’esistente.

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