CARLO MILANI Nuove intelligenze, vecchi pregiudizi

Da «Gli asini», 109, 9 luglio 2023

Lo spettro delle IA

Uno  spettro  si  aggira  per  il  mondo:  è  lo  spettro  delle Intelligenze  Artificiali  (IA).  Lo  spettro  è  ormai  diventato uno  spauracchio,  tanto  che  alcuni  chiedono  una  moratoria  sullo  sviluppo  di  nuovi  modelli  più  potenti  di  GPT-4  invocando  regole  pubbliche  rispettate  da  tutti  (bit.ly/pauseIA). I promotori e primi firmatari sono gli stessi miliardari  che  hanno  finanziato  e  sviluppato  i  sistemi  oggi esistenti,  per  cui  il  dubbio  che  sussistano  secondi  fini  è più che concreto. Altri, come il garante italiano per la privacy, sollevano obiezioni più che fondate sulla legittimità di esperimenti recenti dal punto di vista del rispetto della riservatezza delle persone, ma senza grande successo.

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NAOMI KLEIN Le macchine AI non sono «allucinanti». Ma i loro creatori lo sono

«The Guardian», 8 maggio 2023, tradotto da «Internazionale», 1515, 9 giugno 2023

I CEO della tecnologia vogliono farci credere che l’IA generativa andrà a beneficio dell’umanità. Ci stanno prendendo in giro.

Tra i molti dibattiti in carso sulla rapida diffusione della cosiddetta intelligenza artificiale (ia) ce n’è uno relativamente sconosciuto sulla scelta della parola «allucinazioni». È il termine che i programmatori e i sostenitori dell’ia generativa (quella in grado di generare a richiesta testi, immagini o altro in risposta a una richiesta) usano per descrivere le sue risposte quando sono completamente inventate o semplicemente sbagliate. Continua a leggere “NAOMI KLEIN Le macchine AI non sono «allucinanti». Ma i loro creatori lo sono”

EMANUELA BANDINI Dante, gli amici e i poeti. Un percorso tematico per il Purgatorio

[La scuola e noi, 18 dicembre 2023]

La seconda cantica della Commedia è probabilmente quella che soffre di più la lettura scolastica tradizionale, canonica, “crociana”, che si valorizza, soprattutto nell’Inferno e e nel Paradiso, singoli canti memorabili, imperniati su incontri con personaggi indimenticabili come Farinata, Ulisse o Piccarda Donati. Ciò accade sia per la struttura narrativa quasi romanzesca del Purgatorio, i cui canti sono strettamente legati l’uno all’altro, come a blocchi (ad esempio, tutta la sezione dei canti “antipurgatoriali” dal III all’VIII, in cui è evidente anche il fil rouge della tematica politica), sia per l’impianto corale della cantica stessa – caratteristica ampiamente sottolineata da tutti i commentatori – che lascia meno spazio agli “assoli” individuali.

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