RENATA PULEO Ripensare la valutazione?

[La nostra scuola, 22 marzo 2023]

Propongo alcune riflessioni a margine di due incontri il cui tema ruotava attorno alla valutazione “descrittiva-formativa-educativa” al cui nucleo sta l’eliminazione del voto numerico come misura, voto che ritorna, per obbligo giuridico, nella valutazione intermedia e finale, nonché con le somministrazioni rituali delle prove INVALSI (Assemblee pubbliche rispettivamente all’IC Iqbal Masih e all’IC Di Donato di Roma: registrazione personale del primo; su canale youtube il secondo Scuola e Valutazione, organizzato da «Apriti Scuola»).

Continua a leggere “RENATA PULEO Ripensare la valutazione?”

KATIA TROMBETTA Proposte per giovani lettori: «Assassinio sull’Orient Express» di Agatha Christie

[La letteratura e noi, 24 febbraio 2023]

Assaggio di lettura

«Neve?»

«Ma sì, monsieur, non l’ha notato? Il treno è fermo. Siamo incappati in una tempesta di neve. Dio sa quanto resteremo qui. Ricordo che una volta ha nevicato per sette giorni».

«Dove siamo?»

«Fra Vinkovci e Brod.»

«Là là» disse l’investigatore irritato.

L’uomo si allontanò e tornò con l’acqua.

«Bonsoir, monsieur».

Poirot ne bevve un bicchiere e si accinse a dormire.

Era proprio sul punto di appisolarsi quando qualcosa lo svegliò di nuovo. Questa volta era come se qualcosa di pesante fosse caduto con un tonfo contro la porta.

Balzò in piedi, aprì e guardò fuori. Niente. Ma alla sua destra, nel corridoio, una donna avvolta in un kimono scarlatto si allontanava da lui. All’altro capo del corridoio, sul suo seggiolino, il controllore annotava cifre su grandi fogli di carta. C’era un silenzio di morte.

«Decisamente ho i nervi tesi» disse Poirot ritornando a letto.

A quel punto dormì fino al mattino.

Continua a leggere “KATIA TROMBETTA Proposte per giovani lettori: «Assassinio sull’Orient Express» di Agatha Christie”

Grande Fratello

«Il Grande Fratello esiste?».
«Certo che esiste. Il Partito esiste. Il Grande Fratello è l’incarnazione del Partito».
«Esiste nello stesso modo in cui esisto io?».
«Tu non esisti» rispose O’Brien.

Da George Orwell, 1984

PRIMO LEVI Le pratiche inevase

Da «Ad ora incerta»

Signore, a fare data dal mese prossimo
voglia accettare le mie dimissioni.
E provvedere, se crede, a sostituirmi.
Lascio molto lavoro non compiuto,
Sia per ignavia, sia per difficoltà obiettive.
Dovevo dire qualcosa a qualcuno,
ma non so più che cosa e a chi: l’ho scordato.
Dovevo anche dare qualcosa,
una parola saggia, un dono, un bacio Continua a leggere “PRIMO LEVI Le pratiche inevase”

Earth overshoot day

L’Earth overshoot day, letteralmente il giorno del sovrasfruttamento della terra, è la data in cui l’umanità ha consumato tutte le risorse che gli ecosistemi possono rigenerare in un anno. Segna il momento in cui la cosiddetta biocapacità del pianeta (cioè quello che il pianeta genera) è superata dall’impronta ecologica degli esseri umani (quello che usiamo e consumiamo). Calcolato dal Global footprint network, idealmente l’Earth overshoot day dovrebbe arrivare il 31 dicembre. E invece anche nel 2023 per l’Italia è arrivato il 15 maggio, 230 prima della fine dell’anno, proprio come nel 2022. Vuol dire che se tutto il mondo vivesse come l’Italia ci sarebbe bisogno di 2,7 pianeti uguali alla Terra per soddisfare i consumi dell’intera popolazione. Continua a leggere “Earth overshoot day”

STEFANO BENNI A scuola non possiamo ridere un minuto

Da «Margherita Dolcevita»

Ogni mattina che mi alzo presto per andare a scuola penso:
Qualcuno pagherà per tutto questo.
Ero stanca, faceva ancora buio. Oltretutto l’acqua calda non arrivava, usciva solo un filo gelido e dispettoso, una bava di strega. Poi avevo un orecchio chiuso. Poi le scarpe non si allacciavano. Poi lo zainetto pesava. Poi con un po’ di biscotti e latte e una fetta di pane e marmellata e un po’ di quei cereali croccanti e guarda un po’ un ovetto, la giornata si è avviata. Lo scuolabus mi ha caricato, insieme a tre scolari medi tristi come deportati. Il sole era color uovo sodo vecchio. Continua a leggere “STEFANO BENNI A scuola non possiamo ridere un minuto”

L’attesa ai tempi di whatsapp

«Trickle Down», 21 ottobre 2023

«Buffo che la maggior parte di questi giovani non abbia mai visto un telefono a disco», disse, guardando lo schermo. «Qualche volta mi manca, il piacere tattile di infilare il dito nel buco, far girare la rotella fino alla fine, poi lasciarla andare».
Da David Leavitt, Decoro

In un compito di italiano sul valore dell’attesa leggo: «È un dato di fatto che la società contemporanea è depressa». Gabriele scrive piuttosto che innervosirsi nell’attesa di una risposta a un messaggio molto meglio andare nei boschi a guardare gli animali selvaggi. Per Valentina invece questa storia di aspettare è più snervante di andare a zappare la terra sette giorni su sette (era un’iperbole, prof). In generale l’attesa di una risposta su whatsapp dopo che si è accesa la punta evoca impazienza, ma anche impotenza, frustrazione, rancore, terrore, malcontento e noia. Prima no, non c’era questa frenesia, se uno arrivava in ritardo a un appuntamento non suscitava questo malumore. Annoto a margine: questo lo dici tu.

Continua a leggere “L’attesa ai tempi di whatsapp”

DANIELE LO VETERE Soft skills /2. Come ti spaccio le «soft skills» per risorse emotive della classe

[La letteratura e noi, 8 febbraio 2022]

La Camera ha approvato un disegno di legge per introdurre le soft skills, o competenze non cognitive, a scuola. Promotore del disegno di legge è l’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà; promotrice, a sua volta, dell’Intergruppo è una lobby di Comunione e liberazione, i cui esponenti di punta sono Giorgio Vittadini, docente universitario di statistica e autore di un libro sulle «character skills», e il parlamentare Maurizio Lupi. Tuttavia la trasversalità dell’Intergruppo e di chi ha votato il disegno di legge è assoluta. Sinistra e destra sono indistinguibili.

Continua a leggere “DANIELE LO VETERE Soft skills /2. Come ti spaccio le «soft skills» per risorse emotive della classe”

Inquisizione

Nel Medioevo vi era l’Inquisizione. Un autentico fallimento. Dichiarò di voler sradicare l’eresia e finì per renderla immortale. Per ogni eretico bruciato sul rogo, ne sorgevano migliaia di altri. E questo perché? Perché l’Inquisizione uccideva i suoi nemici in pubblico, per giunta senza che manifestassero alcun pentimento: in effetti, li uccideva proprio perché non si pentivano.

Da George Orwell, 1984