Foglia

Noi tutti possiamo notar facilmente come e quanto la fisionomia dell’uno sia diversa da quella d’un altro […]. Pensiamo a un gran bosco dove fossero parecchie famiglie di piante: querci, aceri, faggi, platani, pini, ecc. Sommariamente, a prima vista, noi distingueremo le varie famiglie […]. Ma dobbiamo poi pensare che in ognuna di queste famiglie non solo un albero è diverso dall’altro, un tronco dall’altro, un ramo dall’altro, una fronda dall’altra, ma che, fra tutta quella incommensurabile moltitudine di foglie, non ve ne sono due, due sole, identiche tra loro.

Luigi Pirandello, L’umorismo, cit. in Alberto Godioli, Il «buffo» deriso: variazioni su un tema tra realismo e modernismo, in «L’interpretazione e noi», 28 giugno 2015

GEORGE ORWELL 2+2=5

Da «1984»

«La verità è solo quello che il Partito ritiene vero. Non è possibile discernere la realtà se non attraverso gli occhi del Partito. È questo ciò che devi imparare da capo, Winston, e per ottenere un simile scopo è necessario un atto di autoannientamento, uno sforzo della volontà. Per diventare sano di mente devi umiliare te stesso».
Tacque per qualche momento, come per dare a Winston il tempo di afferrare fino in fondo quanto aveva detto.
«Ricordi» riprese a dire «di aver scritto nel tuo diario: “La libertà è la libertà di dire che due più due fa quattro”?». Continua a leggere “GEORGE ORWELL 2+2=5”

6 politico

Alle elementari la maestra ci faceva fare i dibattiti. Il formato era quello di «Berlinguer ti voglio bene»: «Pole la donna pareggià con l’omo? No». Nella fattispecie: «È giusto il 6 politico? No». Si era, del resto, nel ’77 e gli studenti dell’Università di Roma, così diceva, chiedevano il 6 politico. Per me il ’77, per tanto tempo, è stato questo. L’input era: se passa il 6 politico Alerino, lo squinternato e Pollo potrebbero avere la stessa valutazione di Maria Novella Teofanelli di Albafiorita che ogni giorno studia otto ore al giorno, e anche dopo cena. Falso, tra l’altro. Chiamato in causa risposi: a me il 6 va bene, a Maria Novella ci puoi mettere il 10.

STEFANO ROSSETTI Made in Italy. Brevi note sulla rimozione della pandemia

[La scuola e noi, 17 aprile 2023]

Oltre a quello del comunismo, che induceva tantissimi giovani a iscriversi ai licei, ignari delle gioie di turismo e agricoltura, un altro spettro si è aggirato nelle scuole italiane durante gli ultimi anni: la pandemia di Covid. I timori nati dall’impossibilità di prevederne gli sviluppi hanno generato un fiume di retorica e le proposte più disparate per riformare il sistema dell’istruzione. Tuttavia, questo spettro aveva quanto meno avuto il merito di sollevare questioni organizzative, didattiche e culturali di grande ed effettivo rilievo.

Continua a leggere “STEFANO ROSSETTI Made in Italy. Brevi note sulla rimozione della pandemia”

Xenofobia

L’intolleranza più pericolosa è proprio quella che sorge in assenza di qualsiasi dottrina, a opera di pulsioni elementari. Per questo non può essere criticata e tenuta a freno con argomenti razionali.
Umberto Eco, Cinque scritti morali

L’intolleranza selvaggia – o xenofobia – fa capo alle pulsioni più elementari di rifiuto della diversità e non ha bisogno di una dottrina razzista per estrinsecarsi: lo xenofobo è colui che, di fronte allo straniero dal quale si sente minacciato, dice che costui puzza, che è brutto, che è incivile, che è malvagio, che gli sta rubando il lavoro, che gli sta rubando le donne, che sta invadendo il suo territorio, che sta distruggendo le sue tradizioni, che gli sta portando delle malattie, e che pertanto deve essere rispedito a casa sua (ammesso che ne abbia una).
Valentina Pisanty, La difesa della razza

leggi anche: Adriano Prosperi, Il volto banale della xenofobia

Gaetano Bresci

Il Governo ricorse alla violenza; e non dovete meravigliarvi se l’esempio della violenza, venendo dall’alto, ha provocato una reazione al basso della società.
Francesco Saverio Merlino, arringa in difesa di Gaetano Bresci

È un giovane molto bruno, ben formato, di statura piuttosto alta, dai lineamenti regolari, dai baffetti e dai capelli neri e dagli occhi nerissimi. Era di una impassibilità spaventosa; teneva lo sguardo fisso, calmo, come l’uomo più beato di questo mondo. Rispondendo agli interrogatori […] l’assassino confessò con un cinismo inarrivabile il suo delitto, dicendosi anarchico rivoluzionario e aggiungendo che non aveva voluto colpire un uomo ma un principio.
Dal «Corriere della Sera», 31 luglio-1° agosto 1900. in Marco Abeltaro, 29 luglio 1900

PAUL VERLAINE L’assenzio

Da «Confessioni»

Un bel giorno, o meglio una brutta mattina, dopo essere rientrato, com’era mia abitudine, surrettiziamente nella mia stanza, che un’anticamera separava da quella di mia madre, ed essermi spogliato in silenzio e poi coricato al fine di godere di un’ora o due di riposo… ingiusto benché meritato, filantropicamente parlando, dormivo come un ghiro quando verso le nove, ora in cui dovevo prepararmi per andare in ufficio, toilette, brodo o cioccolata, la mamma entrò in camera come di consueto per svegliarmi.
Essa diede in un’esclamazione che non nascondeva tuttavia una certa voglia di ridere Continua a leggere “PAUL VERLAINE L’assenzio”

CCCP Mi ami?

Da «Ortodossia II» (1985)

Un’erezione, un’erezione, un’erezione, un’erezione triste
Per un coito molesto, per un coito modesto, per un coito molesto
Spermi, spermi, spermi, spermi indifferenti
Per ingoi indigesti, per ingoi indigesti, per ingoi indigesti

Io attendo allucinato la situazione estrema
Un grande sogno nitido chiedendo alla tua pelle
Con dita di barbiere un’amorosa quiete, un’amorosa quiete
Sfiorarti come a caso con aria imbarazzata
Atmosfera pesante, elogio alla tensione
Tranquillità assoluta, tranquillità assoluta, tranquillità assoluta

Continua a leggere “CCCP Mi ami?”