EUGENIO MONTALE È ancora possibile la poesia?

Dal discorso pronunciato durante la cerimonia per il ritiro del Premio Nobel per la Letteratura, il 12 dicembre 1975

Io sono qui perché ho scritto poesie, un prodotto assolutamente inutile, ma quasi mai nocivo e questo è uno dei suoi titoli di nobiltà. Ma non è il solo, essendo la poesia una produzione o una malattia assolutamente endemica e incurabile. Sono qui perché ho scritto poesie: sei volumi, oltre innumerevoli traduzioni e saggi critici. Hanno detto che è una produzione scarsa, forse supponendo che il poeta sia un produttore di mercanzie; le macchine debbono essere impiegate al massimo. Per fortuna la poesia non è una merce. Essa è una entità di cui si sa assai poco, tanto che due filosofi tanto diversi come Croce storicista idealista e Gilson cattolico, sono d’accordo nel ritenere impossibile una storia della poesia. Continua a leggere “EUGENIO MONTALE È ancora possibile la poesia?”

ALESSANDRO GIARRETTINO Italo Calvino: i classici tra i banchi

[Doppiozero, 27 settembre 2023]

Definizioni

Nel suo celebre catalogo di definizioni ragionate sul Perché leggere i classici (in Italo Calvino, Saggi 1945-1985, t. II, a cura di M. Barenghi, Mondadori, 1995. Tutte le citazioni indicate da S sono tratte da questa raccolta) Calvino si interroga, oltre che sulla natura di un libro “classico”, sulla complessità dei rapporti che ciascun lettore può stabilire con esso ricavandone conoscenze fondamentali su sé stesso e sul mondo circostante. Sin dal primo tentativo di definizione, sui quattordici complessivi, Calvino rileva l’importanza dei classici come «letture di “formazione” d’un individuo» e, pur evidenziando che «leggere per la prima volta un grande libro in età matura è un piacere straordinario», sottolinea il fatto che la «gioventù comunica alla lettura come a ogni altra esperienza un particolare sapore e una particolare importanza» (S 1816-7). Continua a leggere “ALESSANDRO GIARRETTINO Italo Calvino: i classici tra i banchi”

Ostinazione

La scuola dovrebbe fornire gli strumenti per uno sguardo d’insieme, uno sguardo «politico» nel senso etimologico della parola. Ora la specializzazione, pur necessaria, anzi sempre più nelle società attuali in cui la tecnologia ha invaso ogni aspetto della vita degli individui, è quanto di più «impolitico» ci sia e favorisce l’inserimento passivo in ruoli predeterminati, da quelli puramente esecutivi a quelli altamente innovativi.
Gustavo Zagrebelsky, Identità e responsabilità: il significato costituzionale dell’essere italiani, in «Micromega», 1, 2024

Non riesco a comprendere la nostra ostinazione di impartire agli studenti della scuola superiore una caterva di materie, tra cui inutili doppioni (matematica e fisica, storia e filosofia, italiano e latino ecc.), e quasi tutte poco adatte a formare il cittadino di domani. Continua a leggere “Ostinazione”

Culo (buco del)

L’impronunciabile buco del culo resta sulle labbra di Vincent come un bavaglio che lo rende muto. Guarda il cielo come se da quello potesse venirgli un aiuto. E il cielo lo esaudisce, inviandogli l’ispirazione poetica: «Guarda!» esclama Vincent indicando la luna «È come un buco di culo spalancato in mezzo al cielo!».

Da Milan Kundera, La lentezza

Stitichezza

«È vero» chiese Stalin «che lei, Robespierre, soffre di stitichezza?» «Non me ne parli», rispose Robespierre «è storicamente provato». «È incredibile», disse Caino, «anch’io».

Ennio Flaiano, Altre ombre sparse, in «Le ombre bianche»

ANDREA CAMILLERI Un pacchetto di sigarette Macedonia a settimana

Da «La lingua batte dove il dente duole», dialogo sulla lingua italiana con Tullio De Mauro

Era uno scioperato, passava le notti nelle bische clandestine, ma ci spiegava Dante in un modo straordinario. Aveva la capacità di smontare il testo, riducendolo a delle concretezze, da noi facilmente afferrabili e poi ricostruirlo poeticamente trascinandoci nel turbinio di sensazioni e di idee e tornare ai livelli di Dante.

Al liceo avevo un professore di italiano che si chiamava Emanuele Cassesa.

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GIORGIO GABER C’è solo la strada

Livia, ti amo.
Livia, ho bisogno di te.
Poi la stringo e la bacio, infagottato d’amore e di vestiti. E anche lei si muove, felice della sua apparenza e del nostro amore. E la cosa continua bellissima per giorni e giorni. Una nave, con una rotta precisa che ci porta dritti verso una casa, una casa con noi due soli. Una gran tenerezza e una porta che si chiude.

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Volontari

Da «Frasario essenziale per passare inosservati a scuola», 14 febbraio 2022

Stamattina vado in quarta rossa dove avevo contrattato due volontari per l’interrogazione su Tasso.
Chi sono i volontari?

Mi devo arrabbiare?


Prof, se l’è visto il PSG? Ha vinto 3-0 contro il Bordeaux

La Champions, provi a cercare su prime, ci sta tutta la partita Continua a leggere “Volontari”