ANGELA AMMIRATI La scuola sempre più ostaggio delle famiglie

«MicroMega», 4, 2024

Il 31 maggio 2024 sono stati celebrati i cinquant’anni dei decreti delegati, riforma che ha definitivamente mutato la struttura della scuola italiana, razionalizzando un ambito – quello della partecipazione democratica – che, sulla spinta dei movimenti di contestazione del Sessantotto, era stato posto come priorità nell’agenda politica, nell’ottica di superamento dell’ossatura antidemocratica e autoritaria della scuola italiana. Emanati in attuazione della legge delega 30 luglio 1973 n. 477 (per questo denominati decreti delegati) i decreti hanno istituito, tra le altre cose, i consigli di classe e d’istituto al fine di allargare alle famiglie e alla componente studentesca la partecipazione alla vita della scuola come elementi fondanti la comunità1.

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Scrivere a mano ha ancora una sua utilità

[Il post, 9 ottobre 2023]

L’idea di farne definitivamente a meno è sconsigliata da studi che mostrano come la memoria motoria aiuti i processi di apprendimento

La diffusione delle tastiere fisiche e virtuali come principale metodo di scrittura in gran parte del mondo stimola da oltre un decennio un dibattito ricorrente riguardo all’opportunità di introdurre estesamente quegli strumenti fin dalla formazione scolastica, come sostegno alla didattica o alternativa alla scrittura a mano. Nel corso del tempo i diversi tentativi di rendere l’uso dei dispositivi elettronici uno standard nelle scuole e nelle aule universitarie sono stati accolti con grande interesse, da una parte, e perplessità e dubbi, dall’altra.

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GIOVANNI VERGA Lettera a Salvatore Paola Verdura

[21 aprile 1878]

Ho in mente un lavoro che mi sembra bello e grande. Una specie di fantasmagoria della lotta per la vita, che si estende dal cenciaiuolo al ministro ed all’artista ed assume tutte le forme, dall’ambizione alla avidità di guadagno, e si presta a mille rappresentazioni del gran grottesco umano, lotta provvidenziale che guida l’umanità attraverso tutti gli appetiti, alti e bassi, alle conquiste della verità!

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Nastro di Möbius

Se prendiamo una strisciolina di carta rettangolare e uniamo i due lati più corti imprimendo a uno di essi una leggera torsione, ciò che otteniamo è una figura che in topologia viene chiamata nastro di Möbius. La caratteristica più rilevante del nastro di Möbius è di essere percorribile all’infinito senza che si possa mai distinguere tra un dentro e un fuori, tra un sopra e un sotto. Il nastro di Möbius è una superficie ininterrotta che induce a un movimento potenzialmente eterno.

Jerzy Kosinski, Oltre il giardino

MARIANO BÀINO E tu non mi destare parla basso

E tu non mi destare parla basso
Mentre impazzano i guasti e la vergogna
Vedere non lo voglio quell’ammasso
Marcioso irrancidito di carogna

Né udirne i gas i blobbi quello schiasso
Di quaccheri sbracati con la rogna
Di mercenari stronzi col prolasso
Finale dello scroto in una gogna

Non ce la faccio manco a dire abbasso
Sempre l’ho detto sempre alla bisogna
Ma ora nel silenzio mi rilasso

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PIETRO CATALDI La scuola è aperta a tutti

Da La scuola e noi, 10 gennaio 2013

Le domande di un pastore

Nel Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, Leopardi affida alla voce di un pastore nomade le grandi domande sul senso della vita e dell’universo. Solo, sotto il cielo stellato, il pastore tenta di spiegare la condizione umana, il ripetersi dell’esistenza di generazione in generazione, il succedersi dei giorni e delle notti, il susseguirsi delle stagioni; cerca di capire il perché del dolore e di quell’inquietudine angosciosa definita dalle parole “tedio” e “fastidio”, un’inquietudine che è infine tutt’uno proprio con il bisogno di senso. La spiegazione è tentata dapprima guardando la vita dal punto di vista della luna, dall’alto, e poi guardandola invece dal punto di vista delle pecore, dal basso. Continua a leggere “PIETRO CATALDI La scuola è aperta a tutti”

LUCA MALGIOGLIO Tornare a scuola

[La nostra scuola, 26 agosto 2024]

Il paradosso del patagogista. Secondo qualche sedicente esperto gli studenti, ancora sprovvisti di sufficienti basi culturali e impossibilitati perciò a contestualizzare le conoscenze, andrebbero lasciati il più possibile all’apprendimento “autonomo”; gli insegnanti invece, che hanno alle spalle dei lunghi e approfonditi percorsi conoscitivi, dovrebbero essere sottoposti a una “formazione” coatta – abbiamo sentito persone con grandi responsabilità nel campo dell’istruzione parlare di “riaddestramento” – che li spinga soprattutto a non interferire proprio con l’“apprendimento autonomo” degli studenti.

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MARCO MAURIZI Il laboratorio del capitale. Metafisica delle competenze e controriforma scolastica

[Le parole e le cose, 8 gennaio 2024]

In cammino verso l’Oltre-Scuola

È sintomatico che l’intervento del Ministro Valditara alla Presentazione del Programma Nazionale “Suola e competenze 2021-2027”[1] sia passato relativamente inosservato. Dalle parti degli “ultra-pedagogisti” di sinistra[2] che lo avevano subito bollato come fascistissimo rappresentante di una scuola passatista, gentiliana e dal pugno duro non si è levato suono. Si capisce il perché. Non avrebbero saputo cosa dire. Continua a leggere “MARCO MAURIZI Il laboratorio del capitale. Metafisica delle competenze e controriforma scolastica”

DAVIDE VIERO La cattedra regressiva

[La nostra scuola, 12 febbraio 2024]

In data 25/01/2024 è stata presentata una proposta di legge da parte dei seguenti promotori: Dario Ianes, Evelina Chiocca, Paolo Fasce, Fernanda Fazio, Raffaele Iosa, Massimo Nutini, Nicola Striano. Tale proposta di legge verte sul fatto che i docenti curricolari dovranno svolgere obbligatoriamente alcune ore del loro orario su posto di sostegno e i docenti di sostegno dovranno dedicare delle ore all’insegnamento nella classe anche in attività extracurricolari (quali? Di che tipo? Didattiche o burocratiche?). A questa nuova cattedra è stato dato il nome di cattedra inclusiva.

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