Sembran fere d’avorio in bosco d’oro
le fere erranti onde sì ricca siete;
anzi, gemme son pur, che voi scotete
da l’aureo del bel crin natio tesoro:
o pure, intenti a nobile lavoro
così cangiati gli Amoretti avete,
perché tessano al cor la bella rete
con le auree fila ond’io beato moro.
O fra bei rami d’or volanti Amori,
gemme nate d’un crin fra l’onde aurate,
fere pasciute di nettarei umori;
deh, s’avete desio d’eterni onori,
esser preda talor non isdegnate
di quella preda onde son preda i cori!
Categoria: blog
GINEVRA DI MARCO La leggera
Il lunedì la testa mi vacilla
Oi che meraviglia non voglio lavorar
Il lunedì la testa mi vacilla
Oi che meraviglia non voglio lavorar
Il martedì poi l’è un giorno seguente
Io non mi sento di andare a lavorar
Il martedì poi l’è un giorno seguente
Io non mi sento di andare a lavorar
GIORGIA LOI Il coraggio di dire no
[Post su facebook, 8 dicembre 2023]
Il recente studio dell’Università Alma Mater, che segue il documento del 2017 firmato da 600 intellettuali sullo stato di salute della lingua italiana presso i nostri studenti, conferma soltanto quello che noi insegnanti d’italiano denunciamo da tempo: dietro lo slogan governativo di una scuola che naviga a vele spiegate verso il «progresso» grazie al «miracolo» del PNRR, c’è la vita vera della scuola: un preoccupante, spaventoso analfabetismo dei ragazzi che arrivano in prima superiore, spesso con presentazioni eccellenti formulate dalla scuola di base, ma che non corrispondono alla loro reale preparazione.
Non conoscono le strutture grammaticali e i processi di ragionamento logico che presiedono all’articolazione del linguaggio Continua a leggere “GIORGIA LOI Il coraggio di dire no”
LUCA MALGIOGLIO Corrispondenze o competenze? La classe come comunità interpretante
[La scuola e noi, 12 febbraio 2024]
Premessa
Come qualunque insegnante sa bene, la lezione non può essere un’attività volta a far raggiungere agli studenti delle competenze stabilite integralmente a priori, ritagliate in modo rigido e in astratto dalla realtà dei processi mentali, senza sapere come la classe risponderà alle sollecitazioni e quali sollecitazioni a sua volta produrrà; è invece qualcosa di concreto, vivo e organico, si nutre dell’attenzione ai dettagli, delle parole con cui degli esseri umani entrano in relazione tra loro, del dipanarsi dialogico del pensiero e delle singolarità difficilmente ripetibili che è capace di produrre. È questo continuo lavoro corpo a corpo sulle conoscenze che nutre l’intelligenza di chi impara e di chi insegna.
Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO Corrispondenze o competenze? La classe come comunità interpretante”GIANNI D’ELIA Ora noi, che ci abbiamo creduto
Da «Sulla riva dell’epoca» (2000)
Ora noi, che ci abbiamo creduto
alla favola del Novecento, e molto
di noi e molta vita abbiamo perduto
tra le formule del nostro tempo, quella,
almeno, spogliata delle formule,
ritorna a noi come il bel vento
che accarezza sul moletto il nostro stesso
viso, in questa stessa aria, benché spento
del sorriso che dava il mondo scoperto
MARK HADDON La parola metafora è una metafora
Da «Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte»
La prima è che la gente parla molto senza usare le parole. Siobhan dice che se si solleva un sopracciglio, questo gesto può significare molte cose differenti. Può voler dire: «Voglio fare sesso con te», ma può anche essere inteso come: «Hai appena detto una cosa veramente stupida».
Siobhan dice anche che se chiudi la bocca e respiri forte col naso significa che sei rilassato, oppure che ti stai annoiando, o che sei arrabbiato, e che tutto dipende da quanta aria esce dalle narici e quanto respiri velocemente e quale forma assume la bocca quando lo fai e in che modo stai seduto e che cosa hai appena finito di dire e centinaia di altri piccoli indizi troppo complicati per poter essere elaborati in pochi secondi. Continua a leggere “MARK HADDON La parola metafora è una metafora”
Principio della rana bollita
Immaginate un pentolone pieno d’acqua fredda, nel quale nuota tranquillamente una rana.
Il fuoco è acceso sotto la pentola, l’acqua si riscalda pian piano. Presto diventa tiepida. La rana la trova piuttosto gradevole e continua a nuotare. La temperatura sale.
Adesso l’acqua è calda. Un po’ più di quanto la rana non apprezzi. Si stanca un po’, tuttavia non si spaventa.
L’acqua adesso è davvero troppo calda. La rana la trova molto sgradevole, ma si è indebolita, non ha la forza di reagire. Allora sopporta e non fa nulla.
Intanto la temperatura sale ancora Continua a leggere “Principio della rana bollita”
Primo giorno di scuola
Quest’anno voglio fare esperienze ibride. La telepatia. La realtà diminuita: studiare solo le cose che si possono toccare con mano. L’ora d’aria (fritta). La geopoesia. La storia asincrona. L’educazione civica flipped: quando è opportuno essere scortesi e incivili e fino a che punto (con riferimento a Dante), se le linee guida del ministro permettono di includere l’etica hacker tra gli argomenti da trattare.
GIOVAN BATTISTA MARINO Donna che si pettina
Da «La Lira»
Onde dorate, e l’onde eran capelli,
navicella d’avorio un dì fendea;
una man pur d’avorio la reggea
per questi errori preziosi e quelli;
e, mentre i flutti tremolanti e belli
con drittissimo solco dividea,
l’òr delle rotte fila Amor cogliea,
per formarne catene a’ suoi rubelli.
Per l’aureo mar, che rincrespando apria
il procelloso suo biondo tesoro,
agitato il mio core a morte gìa.
PIOTTA ‘Na notte infame
Da «Na ‘notte infame» (2024)
Ho dormito insieme ai sogni
E me so svejato che
Erano tutti accanto a me
Erano tutti accanto a me
Sono la voce di mio pa’, di mia ma’, ora anche di Fa’
La vita vera è questa roba qua
È un diario di viaggio che non va in tv
Pechino Express chi l’ha vinto sei tu
Persi a Bangkok nella via della droga
Come Lory D. questo è il suono di Roma Continua a leggere “PIOTTA ‘Na notte infame”