DANIELA TAFANI Omini di burro. Scuole e università al Paese dei Balocchi dell’IA generativa

Roars, 21 ottobre 2024 [precedentemente apparso sul Bollettino telematico di filosofia politica]

Come l’omino di burro del romanzo di Collodi, chi introduca nelle scuole e nelle università strumenti di “intelligenza artificiale generativa” promette agli studenti un Paese dei Balocchi in cui potranno scrivere senza aver pensato. I sistemi neoliberali – nei quali si ritiene che la didattica sia un addestramento ai test e che la valutazione delle opere dei ricercatori non ne richieda la lettura – sono già pronti a un simile annientamento dell’istruzione pubblica e alla sua sostituzione con qualche software proprietario.

1. Macchine per scrivere frasi probabili

A un programma informatico si assegna talvolta il nome della facoltà umana che si desidera implementare; così, osservava nel 1976 Drew McDermott, si ingannano molte persone Continua a leggere “DANIELA TAFANI Omini di burro. Scuole e università al Paese dei Balocchi dell’IA generativa”

GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA Adesso le maestre elementari sono delle signorine vivaci

Da «Ricordi d’infanzia»

Fu a S. Margherita che alla non tenera età di otto anni mi venne insegnato a leggere. Prima mi si facevano delle letture; a giorni alternati mi si leggeva la «Storia Sacra», una specie di sunto della Bibbia e del Vangelo i giorni di Martedì, Giovedì e Sabato; e i Lunedì Mercoledì e Venerdì… la Mitologia classica. In modo che ho acquisito una solida conoscenza di ambedue queste discipline: sono ancora in grado di dire quanti e quali fossero i fratelli di Giuseppe e me la cavo fra le complicate beghe familiari degli Atridi. Continua a leggere “GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA Adesso le maestre elementari sono delle signorine vivaci”

LUCA MALGIOGLIO Meno insegnamento, più business: l’equazione dell’«innovazione»

La nostra scuola, 13 febbraio 2025

Insegnare

Insegno da prima del Duemila, potrei mostrare con innumerevoli esempi il tracollo verticale delle capacità linguistiche degli studenti, che si è intensificato negli ultimi dieci anni, fino a diventare una vera e propria catastrofe dopo gli anni della “DaD”: grafie illeggibili, ortografia e punteggiatura quasi casuali, sintassi priva di una struttura logica, mancata conoscenza del significato della maggior parte delle parole anche di uso comune della nostra lingua, enormi difficoltà a pensare e a immaginare.

Tutti i colleghi con cui parlo e mi confronto riscontrano lo stesso fenomeno, del quale sembra non accorgersi soltanto chi in classe non ci sta ma è molto impegnato a decantare le presunte prodigiose virtù didattiche del digitale Continua a leggere “LUCA MALGIOGLIO Meno insegnamento, più business: l’equazione dell’«innovazione»”

Il giuramento delle reclute di «Italia Libera», banda partigiana del Partito d’Azione

Da Dante Livio Bianco, «Guerra partigiana»

Io sottoscritto ecc. mi obbligo – confermando il mio impegno con il giuramento di uomo d’onore – a servire nelle bande «Italia Libera», promosse dal Partito d’Azione ed inquadrate nel Comitato di Liberazione Nazionale, per partecipare attivamente alla lotta contro i tedeschi e i fascisti, e perseguire la realizzazione degli ideali di giustizia sociale e di libertà democratica.

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Sumūd

Sumūd significa ‘fermezza’ o ‘perseveranza incrollabile` e incarna una combinazione di resilienza, resistenza e determinazione di fronte alle avversità. Riferito spesso alla lotta palestinese, rappresenta la resistenza quotidiana non violenta contro l’occupazione e la pulizia etnica. Il concetto di sumūd non ha una definizione rigida ma evolve come continuum di pratiche e obiettivi, rispondendo ai mutamenti nella dialettica di oppressione e resistenza. È soprattutto uno stato mentale che simboleggia la capacità di persistere nonostante tutto.

Da Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza

ITALO CALVINO La disillusione di Amerigo

«La giornata d’uno scrutatore», cap. 3

In quegli anni la generazione d’Amerigo (O meglio quella parte della sua generazione che aveva vissuto in un certo modo gli anni dopo il ’40) aveva scoperto le risorse d’un atteggiamento finora sconosciuto: la nostalgia. Così, nella memoria, egli prese a contrapporre allo scenario che aveva davanti agli occhi il clima che c’era stato in Italia dopo la liberazione, per un paio d’anni di cui ora gli pareva che il ricordo più vivo fosse la partecipazione di tutti alle cose e agli atti della politica, ai problemi di quel momento, gravi ed elementari (erano pensieri d’adesso: allora aveva vissuto quei tempi come un clima naturale, come facevano tutti Continua a leggere “ITALO CALVINO La disillusione di Amerigo”

STEFANO ROSSETTI La scuola senza pace (nota a margine delle nuove linee guida di Educazione Civica)

La scuola e noi, 27 gennaio 2025

A volte si dice che l’istruzione non ha più nessuna coerenza, che non è più ordinata a una visione chiara della società e del futuro, e che ormai è soggetta al caos e all’anomia delle società individualistiche. In realtà, il discorso dominante sottopone oggi la scuola a due logiche che sono più complementari che contraddittorie: il neoliberalismo e il vecchio nazionalismo autoritario.
C. Laval e F. Vergne, Educazione democratica, Novalogos, 2022, pag. 140

Il valore civile delle discipline e il dialogo fra i linguaggi

Questa riflessione ha un preciso punto di avvio: un’esperienza didattica che da molti anni propongo alle mie quinte, descritta qualche anno fa su queste pagine.

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ALBINO BERNARDINI Era brutto, che pareva un diavolo

Da «La scuola nemica»

– Una volta avevamo una maestra che andava a simpatia; se a uno non lo poteva vedere, non si avvicinava nemmeno, come è capitato a un mio compagno. A questo si vedeva proprio che non lo poteva vedere, perché, come faceva una cosa, subito a lui, anche quando non era lui a chiamarlo e offenderlo, a dirgli tante cose così e cosà. Un giorno eravamo a scuola e l’ha messo dietro alla lavagna poi ha cominciato a offenderlo, e quello a stare zitto, ma si vedeva che stava agguantando, e quando si è stufato, che la maestra continuava a dire: «Sei un disgraziato! Sei brutto come un diavolo, nell’anima e nel corpo» quello prende l’ombrello della maestra stessa e l’ha picchiata Continua a leggere “ALBINO BERNARDINI Era brutto, che pareva un diavolo”

Disinformazione

L’umanità sta tollerando che un miliardario nazista sudafricano bianco in pieno delirio di onnipotenza sputi in mondovisione su secoli di marce e battaglie ferocissime per la conquista di diritti sociali e civili. E tutto questo per cosa? Per la promessa di quattro macchine volanti, internet nel cervello e la colonizzazione di Marte?

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