CHARLES-PIERRE PÉGUY Crisi dell’insegnamento come crisi di civiltà

[1904]

La crisi dell’insegnamento non è una crisi dell’insegnamento; non c’è crisi dell’insegnamento; non c’è mai stata la crisi dell’insegnamento; le crisi di insegnamento non sono crisi di insegnamento; sono crisi di vita; denunciano, rappresentano crisi di vita e sono crisi di vita esse stesse; sono crisi di vita parziali, eminenti, che annunciano e accusano crisi della vita generale; o, se si vuole, le crisi di vita generali, le crisi di vita sociali si aggravano, si radunano, culminano in crisi dell’insegnamento, che sembrano particolari o parziali, ma che in realtà sono totali, perché rappresentano il tutto della vita sociale; è infatti all’insegnamento che le prove eterne attendono, per cosi dire, la cambievole umanità Continua a leggere “CHARLES-PIERRE PÉGUY Crisi dell’insegnamento come crisi di civiltà”

Come si chiamano gli abitanti di Singapore?

[«Le ombre bianche», 13 ottobre 2015]

Metà degli studenti di una seconda liceo pensa che la repubblica di San Marino faccia parte dell’Ue.
Due terzi pensano che la Cina sia più densamente popolata della Corea del Sud.
Metà pensa che l’Olanda sia una repubblica.
Due studenti pensano che la maggior risorsa dell’Iran siano le banane.
La corona svizzera è più gettonata del franco svizzero e della lira svizzera (te l’avevo detto, cretino!).
Due terzi pensano che la Serenissima è Firenze.
Tutta la classe pensa che i singalesi sono gli abitanti di Singapore.
Io penso che non rifarò questo test.

Casa (Abitazione)

«Capisco la decorazione d’interni» prosegui Jake. «Tende, tessuti, colori li capisco. Quello che non capisco è ciò che la gente intende quando parla di casa. Non sono sicuro di averlo mai capito».
«Be’, non è ovvio?» disse Min, raccogliendo la rivista e tenendola davanti a sé, come se incarnasse qualche idea che lei stessa non era in grado di esprimere a parole. «La casa è dove ti senti… a casa».
«Abitazione e casa» ribatté Aaron, togliendole la rivista. «Il mio cruccio è il modo in cui le persone trattano queste parole come sinonimi».
«Non lo sono?» domandò Bruce.
«No, non lo sono. Un’abitazione è un oggetto fisico. La casa è un concetto».

Da David Leavitt, Il decoro

FRANCESCO PETRARCA Oimè il bel viso, oimè il soave sguardo

Da «Rerum vulgarium fragmenta», 267

Oimè il bel viso, oimè il soave sguardo,
oimè il leggiadro portamento altero;
oimè il parlar ch’ogni aspro ingegno et fero
facevi humile, ed ogni huom vil gagliardo!

et oimè il dolce riso, onde uscío ’l dardo
di che morte, altro bene omai non spero:
alma real, dignissima d’impero,
se non fossi fra noi scesa sí tardo!

Per voi conven ch’io arda, e ’n voi respire,
ch’i’ pur fui vostro; et se di voi son privo,
via men d’ogni sventura altra mi dole.

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Mandato (vincolo di)

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.
Costituzione della Repubblica italiana, art. 67

Nessuno […] può essere legato a tal punto dal mandato ricevuto dai suoi elettori, da potersi considerare come una sorta di esecutore meccanico dei loro ordini. Le situazioni che si debbono fronteggiare sono sempre nuove, e guai a quei dirigenti che innanzi ad ogni novità dovessero tornare a chiedere il parere di coloro che li hanno eletti al posto di comando.
Guido Calogero, L’Abc della democrazia

ELSA MORANTE Non piangere pupé, che il cane tuo s’è messo le ali

Da «La storia»

Una di quelle mattine Ida, con due grosse sporte al braccio, tornava dalla spesa tenendo per mano Useppe. Faceva un tempo sereno e caldissimo. Secondo un’abitudine presa in quell’estate per i suoi giri dentro al quartiere, Ida era uscita, come una popolana, col suo vestito di casa di cretonne stampato a colori, senza cappello, le gambe nude per risparmiare le calze, e ai piedi delle scarpe di pezza con alta suola di sughero. Useppe non portava altro addosso che una camiciolina quadrettata e stinta, dei calzoncini rimediati di cotone turchino, e due sandaletti di misura eccessiva (perché acquistati col criterio della crescenza) che ai suoi passi sbattevano sul selciato con un ciabattio. Continua a leggere “ELSA MORANTE Non piangere pupé, che il cane tuo s’è messo le ali”

NAOMI KLEIN Le macchine AI non sono «allucinanti». Ma i loro creatori lo sono

«The Guardian», 8 maggio 2023, tradotto da «Internazionale», 1515, 9 giugno 2023

I CEO della tecnologia vogliono farci credere che l’IA generativa andrà a beneficio dell’umanità. Ci stanno prendendo in giro.

Tra i molti dibattiti in carso sulla rapida diffusione della cosiddetta intelligenza artificiale (ia) ce n’è uno relativamente sconosciuto sulla scelta della parola «allucinazioni». È il termine che i programmatori e i sostenitori dell’ia generativa (quella in grado di generare a richiesta testi, immagini o altro in risposta a una richiesta) usano per descrivere le sue risposte quando sono completamente inventate o semplicemente sbagliate. Continua a leggere “NAOMI KLEIN Le macchine AI non sono «allucinanti». Ma i loro creatori lo sono”

Avatar

Roberto Maragliano rilascia una videointervista per Novella 2000 Scuola (Orizzonte Scuola). Dice che l’insegnamento tradizionale non funziona più, «nonostante le scuole non siano completamente pronte per questa transizione, è essenziale che si adattino rapidamente alle esigenze del mondo digitale», dove si nota che le scuole devono adattarsi, adattare le patacche che il cervellone di turno ha escogitato, essere resilienti, e basterebbe sostituire mercato a mondo per chiuderla qua.

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Birra

La birra è la prova che Dio ci ama e vuole che siamo felici.
Benjamin Franklin

Se devi portare una lettera all’ufficio postale in una fredda sera di pioggia, fermati alla birreria, e fatti un boccale, per il tempo ritenuto necessario alla tua commissione; ma alla prima occasione ragionevole imbuca scrupolosamente la lettera, come si addice a un onesto servitore.
Jonathan Swift, Istruzioni al valletto